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Recensione: The Stand -1×03-

Ritorna The Stand con l’episodio 1×03 dal titolo Blank Page. Potete leggere la recensione dell’episodio precedente  qui.

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Progetto grafico a cura di Maria Grazia

Eccomi a recensire il terzo episodio della miniserie The Stand, tratto dall’omonimo romanzo di Stephen King, in Italia tradotto in L’Ombra Dello Scorpione, un’opera mastodontica per la quale vi consiglio di leggere, prima, l’introduzione già pubblicata; una storia dannatamente attuale visto che lo sfondo di un’epica lotta tra Bene e Male è un mondo apocalittico devastato da un’epidemia che ha ucciso più del 99% della popolazione.

La serie, che emula quella in quattro puntate degli anni Novanta, era attesa con una forte aspettativa da parte del pubblico, soprattutto dai fan di Stephen King, ansiosi di vedere se la trasposizione sarebbe stata all’altezza del romanzo.

La mia risposta, sinora, è un sì e no, in quanto credo che qualunque trasposizione parta svantaggiata paragonata all’opera letteraria dalla quale è tratta, soprattutto perché ogni lettore ha immaginato visivamente da sé l’ambientazione e i personaggi, e anche questa deve farci i conti.

Cercando di non partire con tali pregiudizi, e prendendo la serie per quello che è, sinora le puntate che ho visto mi sono piaciute, pur con qualche limite, e mi hanno indotta ad aspettare con entusiasmo le successive.

Il grande problema di una serie come questa, è che la storia è, non solo molto lunga, ma soprattutto zeppa di personaggi, sia principali che secondari, per i quali King si prende molto spazio (la versione integrale del romanzo è più di mille pagine) e il rischio, in TV, è che il ritmo diventi lento se si prova a emulare la medesima lunga conoscenza dei personaggi o, al contrario, questi ultimi non vengano ben delineati psicologicamente se non ci si prende abbastanza spazio.

Credo che sinora, (e ho visto cinque puntate, avendo la possibilità di seguirle in lingua originale), gli sceneggiatori abbiano fatto un lavoro non del tutto efficace nel presentarci i personaggi, che potrebbero essere ben introdotti anche senza lunghi preamboli dato che la serie è solo di nove puntate e non di svariate stagioni.

Il punto è che, mentre hanno fatto un discreto lavoro presentandoci, per esempio, il musicista cocainomane Larry Underwood (Jovan Adepo), sono invece stati manchevoli nel presentarci un personaggio fondamentale come Nick Andros (Henry Zaga). The Stand-1x03-Imm1

Quello che avevo sottolineato fin dal primo episodio, ossia che la storia non segue l’ordine cronologico, sta mostrando i suoi punti deboli.

Intanto, non c’è un confine preciso tra la narrazione presente e quella passata, quindi, spesso non è immediatamente riconoscibile che si è passati da un tempo all’altro, problema che immagino più sentito per chi non conosce già la storia.

Inoltre, questa alternanza (che ricorda dannatamente, con pregi e difetti, serie come Lost) spezza la tensione emotiva di certe scene, come già avevo individuato nel caso, per esempio, della storia d’amore fra Stuart (James Marsden) e Frannie (Odessa Young).

Questa terza puntata di The Stand non fa eccezione.

Da una parte, abbiamo ancora l’introduzione di alcuni personaggi, i flashback su altri e nuove informazioni su ciò che sta accadendo alla fazione dei cattivi, con un po’ di confusione cronologica e qualche phatos spezzato qua e là, equilibrato però da altre scene ben orchestrate, come, per esempio, l’affascinante, visivamente coinvolgente tentazione perpetrata dal malvagio Uomo Nero nei confronti del puro di spirito Nick, destinato a diventare la voce (anche se è muto) di Madre Abagail (una Whoopi Goldberg che sinora non ho visto al massimo delle sue capacità).The Stand-1x03-Imm2

Ammetto che il personaggio di Nadine Cross (Amber Heard) non lo sto particolarmente apprezzando poiché troppo statico, come se non avesse mai, neppure da bambina, cercato di mettere in discussione il suo essere la predestinata dell’Uomo Nero, tormenti psicologici che, invece, la vecchia serie aveva ben mostrato, facendoci vedere la luce nel nero e il nero nella luce, in modo più equilibrato.

Questa Nadine sembra piatta, al contrario di altri che ugualmente stanno dalla parte di Randall Flagg (Alexander Skarsgård), come per esempio Lloyd (Nat Wolff) che da subito ci appare come uno che ha combinato molti guai nella vita ma che ciò non fa di lui un malvagio all’ennesima potenza.The Stand-1x03-Imm3.jpg

Nadine pare totalmente priva di sfaccettature, come se fosse soltanto nero, il tipo fisso delle fiabe, solo inganno e perfidia.

Diciamo che sta riuscendo bene nel suo ruolo di cattiva, non so dire però se perché Amber Heard che la interpreta sia particolarmente brava a calarsi nella parte, o perché in questo periodo le sue controversie legali con l’ex marito Johnny Depp abbiano diviso in due l’opinione pubblica.

A me sta antipatica a pelle (ma non mi piaceva neanche nella parte della principessa amata da Aquaman), quindi la trovo adatta alla parte, che però, appunto, è stata scritta in modo piatto, almeno sinora, confido che andando avanti ella possa farci vedere che, in fondo in fondo, qualche remora nei confronti del Male puro la possiede pure lei.

In questo episodio, Nadine/Amber ci apparirà in tutta la sua oscurità, eclissando per un momento anche Harold Lauder (Owen Teague) che, paragonato a lei, torna per un momento a essere il nerd bullizzato desideroso di vendetta.

Siamo ancora nella fase introduttiva, in attesa della battaglia che, lo ricordo a tutti, potrebbe avere un epilogo del tutto diverso in quanto King ha annunciato di aver scritto apposta un altro finale perché, diciamolo, quello vecchio non aveva soddisfatto del tutto le aspettative del pubblico, e talvolta l’autore ha dimostrato di essere un portento nella narrazione ma di essere più debole nei finali, basterà ricordare la delusione, nel romanzo It, del vero aspetto del mostro.

Con questa terza puntata, ancora non si ritrova una chiarezza narrativa auspicata, i salti temporali non perfettamente orchestrati generano confusione e tolgono phatos, tuttavia The Stand a mio avviso è un buon prodotto e merita di essere vista, io attendo trepidante la prossima settimana.

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Fulvia Elia

Fulvia Elia

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