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Recensione: The Stand -1×02-

Ritorna The Stand con l’episodio 1×02 dal titolo Pocket Savior. Potete leggere la recensione del primo episodio qui.

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Progetto grafico a cura di Maria Grazia

Eccomi a recensire il secondo episodio della miniserie The Stand, tratto dall’omonimo romanzo di Stephen King, in Italia tradotto in L’Ombra Dello Scorpione, un’opera mastodontica per la quale vi consiglio di leggere, prima, l’introduzione già pubblicata.

Questa nuova serie, che segue quella in quattro puntate degli anni Novanta, nasce con una forte aspettativa da parte del pubblico sia per l’opera dalla quale è appunto tratta, (considerata una delle migliori del maestro dell’Horror), sia per il cast stellare e per la tematica trattata che purtroppo in questo periodo sembra appunto uscita dalle pagine di un romanzo per riversarsi nella nostra realtà. La trama sommaria è nota: un tremendo virus, sfuggito da un laboratorio militare, uccide più del 99% della popolazione mondiale e i superstiti devono combattere un’epica, atavica battaglia del Bene contro il Male.

La storia di King è profondamente corale, colma di personaggi principali e secondari per i quali lo scrittore si prende pagine su pagine per farceli conoscere e per farci vedere il loro cambiamento durante il viaggio sino al finale. Ovviamente, in una trasposizione televisiva di poche puntate, non è possibile ricreare la stessa profondità e prendersi troppo tempo per i personaggi può risultare noioso, penso che di questo aspetto siano consapevoli tutti i fan della storia e io sono fra loro, credo si possa definire bene un personaggio anche con poche scene se ben orchestrate e la prima puntata non mi ha delusa, in quel senso, anche se sono rimasta spiazzata dalla decisione di narrare su due archi temporali svelando cose che, a mio avviso, soprattutto per chi non conosce la storia nel dettaglio, avrebbe potuto essere più emozionante.

La seconda puntata, Pocket Savior, è incentrata soprattutto sul personaggio di Larry Underwood, infatti il titolo stesso è, in realtà, l’album di debutto del personaggio che ha appena sfondato nel mondo della Musica ma che non farà in tempo a godersi il successo a causa dell’epidemia.The Stand-1x02-Imm.1

Non sono contraria a una dose di licenza poetica ma non ho affatto, affatto, apprezzato la scelta di trasformare Larry in un uomo di colore. E non perché io abbia pensieri discriminanti, lungi da me, ma perché un cambiamento così consistente è assolutamente ingiustificato. Nel romanzo Larry è descritto come un uomo bianco con la voce da nero. Nella prima miniserie era interpretato dal bianco Adam Storke, ora invece c’è l’attore di colore Jovan Adepo che è anche bravo nel suo mestiere ma credo che la sua comparsa abbia spiazzato tutti gli spettatori che avevano letto il libro o guardato la prima miniserie.

Adepo, nonostante l’insensato cambiamento, interpreta bene la parte, tramite i soliti flashback lo spettatore fa la conoscenza dei problemi da musicista bello e dannato di Underwood, dei suoi problemi con la cocaina (l’unica cosa che porta con sé nella fuga è un borsone pieno di bustine di droga) e del rapporto con la madre, la sola àncora di salvezza nella sua vita di eccessi.

Lo scenario è una New York apocalittica che un po’ mi ha ricordato film come Io Sono Leggenda e un po’ l’atmosfera di Ken Il Guerriero per la sensazione di paura che aleggia sulla città in cui i sopravvissuti possono rivelarsi pazzi e crudeli e, da un momento all’altro, si teme di essere assaliti, violentati, uccisi. Assolutamente claustrofobica e adrenalinica la scena in cui Larry cerca di lasciare la città passando dalle fogne con visioni macabre che faranno la gioia dei fan più accaniti del genere.

L’incontro di Larry con Rita Blakemoore (la Heater Graham che ha fatto sognare milioni di uomini con la scena in vasca da bagno e petali nel film American Beauty) mette in contrasto lo spirito battagliero del musicista, che tenta di adeguarsi alla nuova realtà, con quello disfattista della donna che trova ingiusto essere sopravvissuta e che non troverà la forza di andare avanti (ma che ci offre la prima scena di sesso del telefilm).The Stand-1x02-Imm.2

In questo episodio facciamo la conoscenza di altri personaggi principali, soprattutto: Nadine Cross (Amber Heard) e Lloyd Henreidf (Nat Wolff).

Molto interessante il personaggio di Lloyd, sbattuto in carcere per un furto finito male, che rimarrà l’ultimo sopravvissuto di tutta la prigione, destinato a morire di fame, finché a salvarlo (se di salvezza si può parlare, trattandosi dell’Uomo Nero) giungerà Randall Flagg che gli proporrà un patto (demoniaco) in cambio della libertà.The Stand-1x02-Imm.3

Personaggio che stupirà chi non conosce la storia è invece quello di Nadine, dato che finora l’abbiamo vista accompagnarsi ai personaggi buoni (e prendersi cura di un trovatello), coloro che stanno raggiungendo la mitica Abagail Freemantle (Whoopi Goldberg), l’ultracentenaria che li guida nei propri sogni. Il passato di Nadine riserva sorprese nere che saranno amate dai fan più affezionati all’Horror.The Stand-1x02-Imm.4

Azzeccata la scelta di Alexander Skarsgård per la parte di Randall Flagg, certamente più affascinante dell’originale descritto da King, se gli sceneggiatori volevano avvicinarsi all’idea del diavolo che in precedenza era il più luminoso degli angeli. La scena in cui Flagg dialoga con Lloyd attraverso le sbarre della prigione è intensa.

Una serie iniziata forse senza il botto, certamente attesa con aspettative molto alte, ma personalmente io me la sto godendo e, a parte alcune scelte che non condivido, già esposte, al momento trovo che sia comunque un buon prodotto televisivo che mi induce a desiderare la puntata successiva nonostante io non aspetti sorprese, visto che conosco già la trama. La buona notizia è che King ha scritto un nuovo finale, credo che anche solo per quello valga la pena guardare la serie.

Vi aspetto la prossima settimana! Qui il promo del prossimo episodio.

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Fulvia Elia

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