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Recensione: The Stand – 1×01

Eccomi qui a recensire la prima puntata di The Stand, miniserie tratta dal romanzo di Stephen King L’Ombra Dello Scorpione. Vi consiglio di leggere prima l’introduzione pubblicata in precedenza, che introduce appunto questa mastodontica opera a chi non la conosce o la conosce appena, comparando fra loro le due versioni del romanzo e la serie in quattro puntate degli anni Novanta.

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Progetto grafico a cura di Maria Grazia

Per questa nuova miniserie, lo scrittore è stato coinvolto come produttore esecutivo, e sceneggiatore dell’ultimo episodio, inoltre lo vedremo recitare, come fa sempre nei film tratti dai suoi libri, in un cammeo.

La trama sommaria penso sia nota anche a chi non ha letto il libro: un virus sfuggito a un laboratorio militare, uccide più del 99% della popolazione. Coloro che rimangono, dovranno affrontare un’epica battaglia fra forze del Bene e forze del Male.

La prima cosa che salta subito all’occhio, guardando questa prima puntata di The Stand, è che, a differenza del libro e della vecchia serie, la storia non segue l’ordine cronologico, ma si serve di flashback.

La prima scena, inoltre, ci informa immediatamente che la storia ha del soprannaturale, togliendoci subito il phatos di scoprirlo più avanti: carrellata aerea su alti campi di mais amati dal re dell’Horror, voce fuori campo che ci informa che l’Uomo Nero diventa sempre più forte, che la sua casa è a Ovest (una coincidenza che sia nella chiacchierata patria occidentale del Consumismo?) e che Dio ha un piano per noi.

A me non ha disturbato perché conosco la trama, ma immagino che potesse essere più d’effetto partire da un errore umano per poi scoprire che dietro c’era la mano del Signore delle Tenebre. Sono portata a pensare, con mente complottista, lo ammetto, che forse, visto il periodo pandemico che stiamo purtroppo subendo, si sia deciso di non gettare altra benzina sul fuoco (sono rimasta molto stupita quando ho scoperto che sarebbe stata girata, in questo periodo nefasto, una nuova serie da questo libro che parla di un virus che uccide l’umanità), decidendo di addossare immediatamente la colpa a un intervento diabolico.

The Stand – 1x01

Il presente della narrazione ci mostra subito uno dei personaggi principali (non svelerò a quale team si unirà, penso sia molto comprensibile alla fine dell’episodio), Harold Lautner (Owen Teague), volontario a Boulder, Colorado, per seppellire i morti. Lo scenario che ci si presenta, infatti, è apocalittico: città abbandonate e cadaveri ovunque.

The Stand – 1x01

Il flashback ci mostra poi alcune scene del passato da nerd di Harold, introducendo, al tempo stesso, il personaggio di Fran Goldsmith (Odessa Young) svelandoci subito quanto Harold sia ossessionato dalla sua ex baby-sitter. Lui prende, in seguito, come un segno del fato l’essere gli unici due sopravvissuti della città. Mentre Fran, che è incinta dell’ex fidanzato e ha appena seppellito il padre, è decisa a togliersi la vita per non affrontare quell’apocalisse abbattutasi sull’umanità, Harold è invece convinto che entrambi sono due predestinati e che debbano stare insieme.

Uno dei personaggi più interessanti della storia, a mio avviso, è Stuart Redman, la narrazione ce lo mostra prigioniero in un segreto centro medico in cui lo stanno studiando per comprendere la ragione della sua immunità al virus.

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Molto toccante la scena tra il Generale Starkey, ultimo sopravvissuto all’interno del centro medico, deciso a morire a modo proprio e non a causa del virus, e Stuart in fuga. Il regista pone l’attenzione sul diverso modo di affrontare il problema da parte del Governo e dei Militari: coloro che eseguono gli ordini fino alla fine, ottusamente, senza senso, in un mondo ormai mutato profondamente, e coloro che capiscono che quegli ordini non hanno più ragion d’essere.

È proprio nella stanza del generale, piena di monitor che mostrano il mondo fuori, che Redman capirà la vastità del problema, finora tenuto a lui segreto.

Il sovrannaturale torna a mostrarsi nei sogni dei protagonisti che li indirizzano in un luogo in Nebraska, se dalla parte del Bene, o in un altro, a Las Vegas, patria dei vizi, se dalla parte del Male.

Ho trovato un po’ disturbante, anche se conosco già la trama, l’ennesimo salto temporale che ci mostra Stuart e Frannie insieme come coppia, credo che sarebbe stato più godibile assistere pian piano alla nascita del loro rapporto.

D’effetto l’ultima sequenza, con un ospite diabolico a bordo dell’auto del militare che lascia in tutta fretta la base  senza sospettare di avere a bordo anche il terribile virus, scena che è quella d’inizio nel romanzo e che sarebbe stata più adrenalinica: il soldato Charlie Campion mentre fugge dalla base portando via moglie e figlia, e dopo un viaggio dalla California al Kansas, disseminando il virus a ogni tappa, piomba sulla stazione di servizio di Arnette (città inventata dallo scrittore), in Texas, dove verrà soccorso proprio da Stuart (James Marsden).

La differenza sostanziale col libro, sinora, è questa: alternare la narrazione presente con quella passata, tramite dei flashback che mi ricordano la serie Lost.

Mentre, nel romanzo e nella vecchia serie, incontravamo un personaggio alla volta e lo approfondivamo, adesso la conoscenza avviene tramite ricordi degli eventi passati.

Questa miniserie ci costringe a ricostruire gli eventi come tessere di un puzzle, potrebbe disturbare chi non conosce la trama, ma, sapendo che consta di sole nove puntate, non si dovrebbe ottenere l’effetto diluito e spesso, per quanto mi riguarda, da latte alle ginocchia, di serie come Lost, che si perdevano dei pezzi per strada senza dare adeguate spiegazioni.

Al contrario di altre serie che rendono immediatamente disponibile l’intera stagione (e quindi assai più semplice ricordare gli eventi da una volta all’altra per mettere insieme il puzzle di fabula e intreccio), per questa bisogna aspettare una settimana tra un episodio e l’altro, io stessa ho preferito riguardare la prima puntata prima di affrontare la seconda (soprattutto visto che dovevo recensirla e che in testa ho il romanzo originario, quello integrale e la vecchia miniserie).

Sto apprezzando la scelta degli attori: il bel James Marsden ha il ruolo di Redman, Alexander Skarsgård quello del diabolico Flagg, l’algida Amber Heard (al centro dell’attenzione per la sua battaglia legale contro l’ex marito Johnny Depp) quello di Nadine Cross, Whoopy Goldberg quello di Mamma Abigail, per citarne alcuni.

The Stand – 1x01

Il cast promette bene, come promette bene anche la scenografia, grazie soprattutto ai passi da gigante degli effetti speciali. Ho apprezzato la fotografia e le atmosfere, i dialoghi, la prima puntata mi ha fatto nascere il desiderio di vedere immediatamente la seconda, pur conoscendo a menadito la trama e sapendo cosa aspettarmi. Credo sia un buon segno, un po’ come tornare a casa ma aspettandosi qualcosa di nuovo.

Vi consiglio caldamente la visione!

Mi spaventa, soltanto, una trasposizione così realistica in un momento storico come questo,  come se fosse uscita dalle profetiche pagine di un libro e fosse diventata la nostra realtà.

Alla prossima apocalittica puntata!

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Serena Oro

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Lilian Gold

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