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Recensione: The Rookie -3×07-

The Rookie è arrivato al settimo episodio della terza stagione, dal titolo  True Crime. Ce ne parla come sempre Wicked Wolf; qualora lo vogliate, potete trovare qui la recensione della puntata precedente.

The Rookie

Progetto grafico di Francesca Poggi

Un salto indietro nel tempo, qualche rivelazione, due guest star di livello e un collegamento inaspettato sono gli ingredienti chiave di questo episodio assurdo, in cui i nostri agenti si trovano davanti alle telecamere di una troupe a raccontare di un caso davvero eclatante.The Rookie-3x07-Imm. 1

Frankie Muniz (Malcom in the middle, tra gli altri) porta sullo schermo la catastrofica parabola discendente di un ex attore bambino, che una volta conclusa la serie che lo aveva portato al successo, non è più riuscito a trovare ingaggi. Il suo primo incontro coi nostri agenti avviene quando un padre cerca disperatamente di far uscire dalla casa di Corey Harris la figlia, plagiata dall’uomo che, fallita la carriera attoriale, si è reinventato guru di una setta.

In un montaggio serrato di interviste, video girati dalle bodycam e immagini di repertorio, ripercorriamo le indagini che si sono susseguite tra un omicidio senza cadavere, una sparizione, un’auto abbandonata all’aeroporto e dei resti gettati lungo la statale.

E la mummia di Charlie Chaplin, rubata nientemeno che a Rainn Wilson (The Office, Backstorm).

Ci ricolleghiamo al gruppo di ragazzi che nel sesto episodio della seconda stagione volevano gettarsi da un palazzo, e scopriamo finalmente cos’ha causato la fine della relazione tra Jackson e l’attore che frequentava, Sterling: anche lui era stato un seguace di Corey e aveva compiuto furti e rapine per soddisfarlo. Le bugie hanno diviso irrimediabilmente la coppia, già provata dalla forte esposizione mediatica.The Rookie-3x07-Imm. 2.jpg

Un episodio molto ricco che riesce a non tralasciare niente nonostante i tempi ridotti; anzi, la formula dell’intervista serve a comprendere molto più a fondo ciò che vivono gli agenti. Certo, non mi farebbe piacere accadesse di nuovo, c’è un motivo se normalmente non guardo programmi di questo genere, ma è stata una svolta originale, collegata con perizia alla storyline della serie.

Il folle viaggio nella vita del santone non è mai scontato, come non lo è il suo assurdo e macabro epilogo.

Reclute e Istruttori a parte, è importante per me concentrare l’attenzione sulla performance di Frankie Muniz, a sua volta attore bambino, che ha portato sullo schermo la follia di Corey, la sua vanità, la sua disconnessione dalla realtà e sì, la sua paura con rara maestria. Il suo è un talento che merita molta più visibilità.

Qui il promo della prossima puntata.

 

 

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Fulvia Elia

Fulvia Elia

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