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Recensione: “The Rookie” – 3×02 – In Justice

Wicked Wolf in questa nuova recensione di The Rookie dal titolo: In Justice e ne è molto soddisfatta, questo episodio, il 3×02 sembra essere molto più introspettivo del precedente (qui) curiosi?

The Rookie

Progetto grafico di Francesca Poggi

Questa settimana si viaggia leggeri, Fenici: la recluta Nolan ci accompagna in un episodio dedicato all’introspezione, più che all’azione, e dopo il botto della première la tranquillità calza a pennello.

Protagonista

Lopez è stata promossa detective e trasferita coi nuovi colleghi, che sembrano non volerla accogliere con molto calore, infatti le viene subito affibbiato un caso apparentemente banale; solo grazie al suo intuito e all’incrollabile risolutezza riesce a risolvere quello che si rivelerà essere un capillare sistema di smaltimento cadaveri da parte della malavita.

La recente promozione del suo istruttore porta West a conoscere la persona che lo porterà alla sempre più vicina conclusione dell’addestramento: Stanton, interpretato da Brandon Routh. I due sembrano trovarsi bene insieme, ma il modo in cui il nuovo T.O. tratta un ragazzo di colore mette duramente alla prova questo nuovo rapporto lavorativo.

Forse Stanton è ciò che sembra, forse, come suggerito da Tim, è la sua esperienza pregressa a parlare, ma è qualcosa che scopriremo più avanti.

Chen è alle prese con il suo primo “cucciolo”, come la definisce Bradford. Un’adolescente, orfana, che vive per strada e cerca di tenersi lontano dai servizi sociali e da tutto il sistema degli affidi; le due stringono un legame quando Lucy le offre la sua vecchia auto come rifugio, a patto che la ragazza si faccia sentire ogni giorno.

Nolan e Harper, infine, vengono assegnati a un servizio comunitario di quartiere… no, non so come si chiama, stanno lì in un ufficio, aiutano chi ha piccoli problemi di multe e simili, ma non ho capito proprio bene. Fattostà che vengono accolti molto male, e potete immaginare di cosa sto parlando dopo gli eventi che hanno contribuito alla diffusione del movimento BLM.

Ma come fai a non accettare quel bonaccione paciocchino di John? Non puoi! E infatti lui fa del suo meglio per essere l’uomo dolce e straordinario che ci fa adorare questa serie, finendo con l’ottenere il rispetto della comunità e di James, lo scoglio più duro.

Agenti

Harper: Non puoi arrivare qui come se fossi una specie di salvatore.
Nolan: Intendi il salvatore bianco. Guarda, questa è l’ultima cosa che cerco di essere, ma cosa dovrei fare? Come posso essere un alleato per le persone che vivono qui?
Harper: Smettila di fingere di sapere di cosa hanno bisogno e chiedi.

Lo scambio di battute tra Harper, Nolan e James è molto acuto, ma anche sincero: lei è chiara, non può vivere nel quartiere in cui lavora perché potrebbero esserci ripercussioni sulla sua famiglia e il loro dibattito si svolge con naturalezza, senza che nessuno si metta sulla difensiva.

La risposta di Tim alle domande di West su Stanton, invece, mi ha lasciata un attimo perplessa: lo ha giustificato, oppure ha solamente dato alla recluta un parere professionale, mettendo da parte le sue opinioni? La difficoltà di Jackson è palpabile, soprattutto dopo il loro scambio; se gli agenti che Jackson rispetta, come Tim, possono accettare un poliziotto che considera le vittime come criminali a causa del colore della loro pelle, quante speranze ci sono per un vero cambiamento?

Credo sarà proprio questo il filo conduttore della terza stagione di The Rookie, e non vedo l’ora di vedere cosa ne verrà fuori!

 

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