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Recensione The Good Doctor -4×03-

Prosegue la quarta stagione di The Good Doctor con l’episodio 4×03 dal titolo “Newbies”, recensito dalla nostra Mari Riss. Qui la recensione dell’episodio precedente.

The Good Doctor

Progetto grafico a cura di Maria Grazia

Dopo la doppia puntata dedicata alla pandemia, il terzo episodio di The Good Doctor viene introdotto da un annuncio da parte del protagonista Freddie Highmore in cui si specifica che la storia: rappresenta la nostra speranza per il futuro – un futuro in cui nessuno avrà l’obbligo di indossare una mascherina o prendere altre precauzioni per preservarsi dal COVID.

Dopo tale premessa – senza dubbio doverosa – torniamo nel vivo della classica narrazione cui il Medical Drama ci ha abituati.

Al Saint Jose arrivano sei nuovi candidati per il programma di specializzazione in chirurgia. Dr. Lim affida ad Alex, Claire e Shaun il compito di fare i colloqui preliminari e, successivamente, di seguirli nella prima fase di valutazione che porterà alla scelta dei nominativi finali da inserire nel programma.The Good Doctor- 4x03-imm.1

Volete sapere chi sono i giovani rampanti? Vi accontento subito: Olivia Jackson, Asher Wolke, John Lundberg, Will Hooper, Enrique Guerin e Jordan Allen.

Ho deciso di divertimi un po’ anch’io a valutare le nuove reclute stilando una mia personale classifica. Al primo posto, parimerito, si piazzano senza ombra di dubbio Jordan e Olivia e non certo perché sono donne.

Il Politically Correct non fa per me. E poi siamo in un ospedale… i chirurghi vanno scelti in base alle effettive capacità. O no?The Good Doctor- 4x03-imm.2

Bene… Jordan e Olivia sono due personalità molto diverse come temperamento, ma si mettono subito in luce per l’intuitività e la solida preparazione. Dr. Allen mostra immediatamente un bel carattere nell’affrontare a viso aperto Dr. Andrews di cui non condivide alcune scelte.

A scapito di quanto si potrebbe pensare, lo stesso Andrews apprezzerà molto il coraggio della candidata confermando ad Alex e Shaun che: È più facile moderare uno specializzando che alza la testa piuttosto che motivarne uno che non mostra alcun coraggio né sicurezza.

Bravo Andrews! E soprattutto brava Jordan! Adoro le persone che hanno il coraggio di dire le cose in faccia assumendosene la responsabilità. Credo proprio che questo personaggio mi darà delle soddisfazioni.

Olivia è un po’ più timida ma credo che la sua ritrosia dipenda da un pedigree che, sulla carta, la rende un vero cavallo di razza; figlia di chirurghi entrambi laureati a Harvard, lei stessa laureata nella prestigiosa università.

Insomma, un bagaglio bello ingombrante che metterebbe a dura prova la sanità mentale di chiunque. La ragazza ha però un ottimo intuito e lo dimostra dando una bella dritta a Morgan e Claire in uno dei casi più interessanti che vengono trattati nell’episodio.

Lo scontro tra le due dottoresse è sempre vivo e tiene alto il livello di attenzione del pubblico di The Good Doctor.

Morgan è stata “retrocessa” al ruolo di internista a causa del colpo di testa compiuto nel finale della stagione precedente. Sebbene quel gesto abbia mostrato l’umanità che si nasconde sotto la corazza che ostenta in pubblico, ha al contempo compromesso la mobilità della sua mano mettendo la parola fine – quanto meno per ora – alla sua carriera da chirurgo.

Claire, da essere infimo qual è dietro quell’odiosa faccia da santarellina, ne gode e non perde occasione per ricordarle che non è più un chirurgo.

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Concludo la mia personale classifica mettendo al secondo posto Enrique che – a scapito del pessimo gusto nel vestire – unisce preparazione a una grande umanità che mostra soprattutto nell’interagire con Shaun.

Terzo posto per Asher, figlio di un rabbino chassidico che abbandona la sua comunità per studiare medicina e vivere la propria omosessualità alla luce del sole. Spero non sia un personaggio introdotto per buonismo e per il momento non voglio sbilanciarmi troppo su di lui anche se… non fatemi fare il diavoletto dai.

Lo faccio? Va bene lo faccio.

Se proprio devo cercare il pelo nell’uovo, lo trovo un po’ troppo simile a Levi Schmitt di Grey’s Anatomy… insomma, gli assomiglia pure un po’ fisicamente.

Ah, sceneggiatori vi prego non fatemi questo!

Ciononostante, Asher si salva rispetto a John e Will, fanalino di coda nella mia classifica di preferenze. Come mai?

Will è arrogante, supponente, sessista, presuntuoso, pieno di sé … devo continuare? E John… beh, lui è preparato. Ma è un asociale e di fatto disprezza tutti.

Parliamoci chiaro, in un ospedale dove svolge la professione anche un medico autistico che ogni giorno lavora su sé stesso per cercare di integrarsi e migliorare le proprie interazioni con gli altri, ci manca soltanto qualcuno che non ha alcuna intenzione di integrarsi.

Grazie, ma anche no!

La scelta finale di Alex, Shaun, Claire e Audrey Lim rispecchierà la mia classifica? Che diavoletto sarei se non vi tenessi un po’ sulle spine?

Alla prossima.

Fulvia Elia

Fulvia Elia

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