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Recensione: “Tehran Girl” di Mahsa Mohebali

Titolo: Tehran Girl
Autore: Mahsa Mohebali
Editrice: Bompiani
Genere: Romanzo contemporaneo, Narrativa
Data di pubblicazione: 11/03/2020

Piazzi una mano sotto il mento e annuisci dolcemente a tutto ciò che dice. No… Non c’è verso. Se decidi di uscire come una smandrappata, se non ti lisci i capelli, se ti metti i jeans larghi e le scarpe basse, poi ti tocca prenderla in quel posto… Il tizio non ti guarda manco di striscio. Ti tocca stare qui a sorbire la predica fino al mattino, così la prossima volta ti ricorderai l’utilità di un bel paio di tacchi.

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Un romanzo molto particolare, in primo luogo per lo stile: scritto in seconda persona (la protagonista viene appellata con il “tu”, come a indurci a pensare di essere noi a vivere le vicissitudini di questa ragazza), la vicenda si svolge in una manciata di giorni.

Fatti, persone, ricordi si accavallano a odori, rumori, usi e quotidianità della vita nella capitale dell’Iran.

Ci si immerge fino alle caviglie nello “struscio” del traffico, nei litigi tra condomini, nello sballo dell’oppio e altre sostanze, nel fancazzisimo di giovani ai margini, e allo stesso tempo scopriamo che i nostri pregiudizi sulle donne in quella parte del mondo sono tutti sbagliati: si truccano, seducono, fanno shopping, fanno sesso; giocano sulla forza del loro corpo tanto quanto le donne occidentali. Non una riga del libro parla di religione, anche se si accenna alla rivoluzione politica di qualche anno prima, che ha distrutto la famiglia della protagonista. Una visione realista e irriverente che mostra donne ben presenti sotto ai “manteau”, piene di vita, di valore, di idee, di vezzi: donne vere, non solo fantasmi come vorrebbero farci credere.

È un mondo “diversamente occidentale”, nel cui racconto non si ha cura di nascondere la maleducazione del parcheggio in seconda fila, lo squallore delle droghe che sembrano un’abitudine tollerata in tutte le case, le contraddizioni di gente che vive in un appartamento ammuffito nel seminterrato eppure possiede Louboutin e I-Phone.

A noi ci hanno messo al mondo solo per tenersi stretti i mariti. Anche se poi nostro padre è volato via lo stesso, nonostante due chiodi che dovevano tenerlo incollato a terra.” “Dovevate essere almeno in tre. Due non bastano. Mia mamma l’ha fatto apposta Arash…”, dicono a un certo punto.

Non sembra squallido tradizionalismo, ma un ragionamento calcolato, un investimento sul futuro, una realtà che può essere scelta o rifiutata, nonostante le pressioni.

Tolta questa ambientazione strabordante e avvolgente, devo dire che la lettura per me è stata piuttosto faticosa. Troppi personaggi, situazioni frammentate che non sempre ho colto fino in fondo, un filo logico difficile da seguire in mezzo a tanti rimpalli tra problemi differenti, per finire con una conclusione che non mi è risultata chiara (è un eufemismo).

È una lettura che mi ha aperto gli occhi su quello che pensavo in merito alle donne iraniane, e tuttavia mi ha lasciata perplessa a livello narrativo. La protagonista (cinica, arrabbiata, delusa e ancora innamorata del suo ex), nonostante ci tenga a risolvere un mistero, non ascolta nessuno: appena iniziano a parlare lei “li spegne” e si dissocia dalla discussione. È anche vero che la maggior parte di questi personaggi parla per dare aria ai polmoni, come si dice. Ed è proprio di questa “quotidianità opprimente e vacua” che appesantisce Elham nel suo bisogno di evasione, di sollievo.

Fatico a dare un giudizio, quindi credo che 3 stelle sia il valore adeguato, tuttavia è un libro che non rileggerei.

Sorridi. Il terzo cazzotto ti bacia la bocca. La percorre un fremito di goduria che si appiccica ai denti. Le tue labbra si spaccano, vanno in estasi. Il quarto colpo ti solletica l’occhio destro. Lo attraversa l’ennesima scossa di piacere. Il tuo corpo viene travolto da un ritmo irrefrenabile, come se ballasse. Il sorriso si allarga a occupare tutta la tua faccia. Nei tuoi piedi prende vita un cucciolo di gazzella che si gira e saltella fino scomparirti in fondo al cervello. Un sapore salino ti scivola lungo la gola.

Titolo: Tehran Girl Autore: Mahsa Mohebali Editrice: Bompiani Genere: Romanzo contemporaneo, Narrativa Data di pubblicazione: 11/03/2020 Piazzi una mano sotto il mento e annuisci dolcemente a tutto ciò che dice. No… Non c’è verso. Se decidi di uscire come una smandrappata, se non ti lisci i capelli, se ti metti i jeans larghi e le scarpe basse, poi ti tocca prenderla in quel posto… Il tizio non ti guarda manco di striscio. Ti tocca stare qui a sorbire la predica fino al mattino, così la prossima volta ti ricorderai l’utilità di un bel paio di tacchi. * Un romanzo molto…

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Veronica.Lady Shanna

Veronica.Lady Shanna
Admin Founder Romanticamente Fantasy Sito. Mi piace leggere e grazie a quest'amore ho conosciuto tante splendide persone. Adoro quasi tutti i generi di libri... e anche per quelli che non sono i miei preferiti di solito tendo a non giudicarli prima di averli letti questo per avere una mia opinione personale e non lasciarmi influenzare da quanto sento in giro come commenti e recensioni. Infatti, tendo a prendere quest'ultimi come linee guida non come verità assolute...

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