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Recensione: “Sweet Dreams” di Giusy De Nicolo

 

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Ivan è un vampiro, un guerriero e uno stratega, uno duro a morire, ma una distrazione da ormone imbizzarrito lo costringe alla fuga e a mettere in discussione lealtà vecchie di secoli.
Cataldo è un secchione nevrotico. E una notte infila il naso dove proprio non dovrebbe.
Manuel vorrebbe solo tornare a dormire.

Avete degli autori dei quali riconoscete la “voce” non appena leggete una frase scritta da loro? Quel qualcosa che rende il loro stile familiare, simile a un amico del quale sentivate la mancanza?
Giusy De Nicolo rappresenta questo per me: amo il suo stile ironico, l’immaginazione brillante che permea le sue storie e lo spirito dissacrante dei suoi personaggi, che siano vampiri solitari e lunatici, guerriere post apocalittiche che consegnano kebab o studenti maledettamente sfortunati.
Dopo Echi di sangue (riedizione di Porcaccia, un vampiro!), l’autrice torna a parlare di vampiri e ci regala il temibile Ivan, guerriero spietato con una piccola falla nella propria corazza a forma di cucciolo dagli occhi dolci, altresì chiamato Xavier.

Stavolta gli occhi del ragazzo si riempiono di lacrime. Scuote la testa ma non riesce a ricacciarle indietro. “Lo so,” mormora. “Lo capisco. E capisco che tu non puoi stare con un idiota insignificante come me e la tua pietà non la voglio quindi…”
Xavier emette un grido strozzato quando Ivan lo solleva di peso per deporlo senza troppa grazia di schiena sul cofano della Golf, e poi si infila tra le sue ginocchia.
“Evidentemente non sono stato chiaro,” ringhia Ivan. Snuda le zanne. Guarda l’altro negli occhi dilatati. “La pietà non c’entra nulla. Io ti voglio e tu ora appartieni a me.”

La relazione tra i due non è al centro della vicenda ma la guarnisce con brevi lampi di passione, mentre Ivan lotta per la propria vita contro i Debellanti, un’organizzazione di umani votati allo sterminio dei non morti, e alcuni vampiri dalle intenzioni tutt’altro che amichevoli.

Accanto a lui ci sono Cataldo e Manuel, spalle tragicomiche dal coraggio inaspettato, tra begonie e padelle (dettagli fondamentali della storia, ve l’assicuro), in un susseguirsi di colpi di scena e combattimenti.
Per chi conosce i lavori precedenti di Giusy De Nicolo, prima della fine c’è spazio per un lampo di nostalgia che risveglia il desiderio di saperne di più su alcuni vecchi amici.

La nascita travagliata di questo romanzo, illustrata nella prefazione, emerge a tratti nel finale, che sarebbe potuto essere più articolato, dando maggiore spazio alla coppia di piccioncini sanguinari e allo scontro decisivo con i Debellanti.

Il libro resta comunque appassionante e ben scritto, un’avventura fantasy totalmente italiana dall’umorismo nero e dissacrante.

 

Recensione a cura di: 

Editing a cura di: 

Romanticamente Fantasy

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