Recensione libri

Recensione: Strangers in the night di Naike Ror

Titolo: Strangers in the night

Autrice: Naike Ror

Genere: contemporary romance

Editore: Self Publishing 

Data di pubblicazione: 17 settembre 2025 

Età di lettura consigliata: +18

In una New York che non dorme mai, Kennedy Sloane sopravvive nell’ombra. Ha perso tutto: la famiglia, i sogni, persino il futuro. Di giorno non esiste, di notte indossa una divisa e pulisce i suntuosi pavimenti di un palazzo abitato da ricchi che non la guardano mai negli occhi. È lì che scopre il segreto più grande nascosto tra quelle mura: un attico blindato, dove vive l’artefice della sua rovina.
Strangers era il principe di quel grattacielo: amore, successo, bellezza, aveva tutto. Fino al giorno in cui il mondo gli è crollato addosso. Ora è prigioniero del suo stesso passato, lontano da sguardi che potrebbero ricordargli chi è diventato.
Il destino li costringe a varcare la linea che li separa: lei dovrà affrontare la sua paura, lui la sua rabbia.
Tra silenzi, scontri e confessioni, i due impareranno a riconoscersi nei frammenti di dolore che li uniscono, dando vita a un legame fatto di ombre e promesse, di passi incerti e mani che esitano a stringersi.
In una città che li ha spezzati, Kennedy e il signor Strangers scopriranno che la notte non è solo il tempo dei rimpianti e del silenzio, ma potrà essere anche l’inizio del giorno.
E che solo insieme possono trasformare il buio che li ha avvolti nella prima luce capace di unirli.

Adorando questa autrice, non avevo dubbi che avrei  trovato una storia fuori dai canoni. 

La trama segue un percorso diverso dai classici romance e ci mette molto a carburare. Si attarda per raccontarci la vita di Kennedy e Strangers, per esplorare i loro drammi emotivi e personali. Pagina dopo pagina i loro passati si svelano, rivelando il modo in cui sono intrecciati e speculari, uno causa dell’altro.

I protagonisti inizialmente non si riconoscono, prima hanno modo di confrontarsi, discutere, far scontrare i loro mondi, i loro bisogni, i loro traumi. La rivelazione del legame che li contrappone arriva in un secondo momento, quando sono già incuriositi uno dall’altra. L’attrazione attenderà ancora a lungo, e non sarà un’esplosione incendiaria, quanto una traccia sottile, con poca fiamma.

“Per me valeva lo stesso con le situazioni complicate: se ne sentivo anche vagamente l’odore, aizzavo l’istinto, puntavo il problema e poi cercavo di tuffarmici a pieno. Kennedy Sloane aveva rappresentato un problema di portata gigantesca dalla prima volta che avevo posato gli occhi su di lei. Prima ancora che sapessi chi era. E il mio istinto non si era sbagliato di una cazzo di virgola. Mi piaceva. Molto. Volevo farla ridere, farla incazzare, sorprenderla. Volevo che fosse al sicuro, che si sentisse al sicuro. Volevo che continuasse ad affrontarmi, a insultarmi senza insultarmi, a prendermi in contropiede. Volevo capire come fosse riuscita a trasformare il mio rancore, che comunque era sempre in agguato, in un sentimento quasi innocuo.”

Gran parte della fase iniziale è volta a far emergere la particolare personalità di Strangers: un uomo contraddittorio che ha passato una fase vendicativa, eclettico narcisista, giocoso, creativo in fase depressiva, con opinioni ideologiche ben definite e antisistema. Ricco e apparentemente senza problemi materiali, dai suoi diari destinati allo psichiatra intuiamo che è solo, chiuso nel suo dolore, dopo aver tentato la strada delle dipendenze. Passa le sue giornate recluso in un attico a riflettere su se stesso, senza necessità di provvedere ai suoi bisogni primari, al contrario di Kennedy che, sul lastrico, rimasta sola, senza tetto e protezione, non ha tempo per occuparsi di questioni dottrinali ed è concentrata sul sopravvivere. Kennedy non vuole ricordare la giovane studentessa di buona famiglia che era stata prima che tutto cambiasse, non vuole rimuginare su come futuro e sogni siano andati in frantumi da un giorno all’altro per una rivalsa.

Durante brevi momenti in cui i protagonisti si scambiano qualche battuta pungente è evidente la contrapposizione tra due mondi, intesi come status sociale ma anche desiderio di immaginare un futuro o, meglio, se stessi nel futuro. Lei, pragmatica e con la mente concentrata sul qui e ora; lui, pieno di domande filosofiche, rimuginamenti, visioni pessimistiche della società o disincantate. Lutto, tradimento, paura della vulnerabilità, insicurezza: probabilmente non sono ancora pronti per affrontare tutto ciò che risvegliano l’uno all’altra, ma ci andremo piano: semplicemente perfetto.

“Alzai lo sguardo su di lui. Ecco che l’uomo che detestavo era tornato nella sua forma peggiore. Arrabbiato, concentrato solo su sé stesso, incattivito, manipolatore. Quella volta non mi sarei sottratta, non gliel’avrei data vinta. Avevo smesso di scaldargli il letto e di coccolare la sua coscienza. Avevo davanti a me l’ennesima sfida da affrontare e lui non sarebbe stata una zavorra. Io esistevo, mi ero rialzata, e non avrei permesso più a nessuno di affondarmi.”

Gli scontri verbali che mettono a confronto le loro contrapposizioni sono arguti e intriganti: Strangers non fa che pensare troppo, sulla vita e sui problemi, sugli ideali e sulla socio-politica; Kennedy, d’altro canto, non pensa affatto e si limita a galleggiare.

Con domande e risposte, ognuno stimola l’altro a riflettere, a mettere in discussione le proprie idee. Si obbligano a fare i conti con la realtà, con i propri traumi e il passato. Il confronto permette anche loro di scoprire meglio se stessi e ritrovare i propri sogni. Ma per fare questo, per guardare al futuro, hanno bisogno di crescere, di accettare il proprio presente, chi sono e soprattutto ciò che hanno perso. 

Sarebbe troppo facile dire che riescono a “curarsi a vicenda”, a sostenersi nella rispettiva perdita, ma sarebbe come snaturare la caratterizzazione da narcisista di Strangers, e Naike Ror non imbocca mai percorsi scontati. I protagonisti creano le condizioni per collidere quotidianamente mescolando la loro umanità, e da questo scaturisce una scintilla, un’attrazione agevolata dalla chimica innegabile, che non può evitare di fare i conti con la personalità complessa e contraddittoria di Strangers.

Mi rendo conto di essere stata molto vaga, ma l’ho fatto nel rispetto del mistero che la trama lascia volutamente scorrere tra le pagine, rivelando un po’ alla volta gli indizi di un legame doloroso, che affonda nel profondo della loro sfera affettiva e ha lacerato tutto ciò che è importante.

“A volte mi esasperava, a volte mi obbligava a stargli lontano. Eppure, proprio lì, in quelle pieghe complicate, sentivo la verità del nostro legame. Non lo avrei cambiato per niente al mondo, perché era proprio quella sua forza indomabile che mi aveva travolta e mi teneva avvinta a lui. Nella nostra quotidianità c’era un equilibrio, ed entrambi lavoravamo per tenerlo al sicuro. La vita con lui non sarebbe stata mai semplice. Ma semplice, dopotutto, non era mai stato quello che volevo.”

Kennedy e Strangers affronteranno il loro percorso di esplorazione personale e crescita, individuale ma puntellato dalla presenza dell’altro. Lei, che in apertura è pragmatica e remissiva, dovrà lucidare la sua armatura e ripristinare il suo orgoglio per rivelarsi una vera e propria principessa guerriera. Mentre lui dovrà superare una fase di disillusione depressiva, lasciandosi affascinare dal candore e dall’ingenuità della sua nuova musa, dal suo modo di vedere il mondo con occhi gentili, risvegliando, in un certo senso, il giovane idealista che sognava un mondo migliore.

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Sentimento❤️| tiepido

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