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Recensione: Star Trek Discovery -3×13- Finale Di Stagione

Eccoci arrivati al finale di stagione della terza stagione di Star Trek Discovery, dal titoloThat Hope Is You. Sarà piaciuto alla nostra Scarlett? Qui potete trovare la recensione degli episodi precedenti. Buona lettura!
Star Trek Discovery

Progetto grafico a cura di Maria Grazia

Bentornati trekker e amanti della Fantascienza, eccoci giunti all’ultima puntata di questa terza stagione di Star Trek Discovery.

In questo remoto futuro in cui gli sceneggiatori ci hanno scaraventato, ben novecentotrenta anni nel futuro, abbiamo trovato stravolto ciò che conoscevamo: la Federazione Unita dei Pianeti praticamente distrutta dall’evento inspiegabile chiamato Grande Fuoco. I Vulcaniani, la prima razza aliena con cui i terrestri erano entrati in contatto (come ampiamente mostrato nel film cinematografico Primo Contatto) e che avevano aiutato gli umani a muovere i primi passi nel territorio inesplorato dei viaggi spaziali, improvvisamente non più alleati. Una donna orioniana, dalla pelle verde, (che in Star Trek sinora avevamo visto nel ruolo delle femme fatale), a capo invece di una pericolosissima organizzazione chiamata Catena Smeraldo.

C’erano molti spunti per trame e sottotrame interessanti ma per me questa serie non decolla in quanto Star Trek, anche se riesce a essere comunque un apprezzabile prodotto di Fantascienza.Star Trek Discovery-3x13-Imm.1

Questo ultimo episodio è stato emozionante, soprattutto per la parte riguardante Su’Kal, l’alieno kelpiano conosciuto nelle ultime due puntate.

L’idea di questo bambino rimasto solo su un’astronave su un pianeta inospitale con ologrammi per compagnia, l’ultimo atto che la madre morente ha potuto fare per lui, mi ha commossa, forse perché mi sono immedesimata in quella madre che sa che sta per morire e cerca di creare un piccolo mondo artificiale in cui la sua creatura possa sopravvivere fino all’arrivo della Federazione, senza sapere che quell’universo virtuale sarà tutto ciò che il figlio conoscerà per più di un secolo, visto che proprio la morte della mamma causerà un dolore così profondo che il piccolo Su’Kal, collegato empaticamente al pianeta di dilitio, provocherà il deflagrare del Grande Fuoco, annientando la maggior parte della Federazione e, quindi, le astronavi che avrebbero potuto raggiungerlo.

Insomma, la parte psicologica è commovente ma ho trovato un po’ ingenua la spiegazione di come Su’Kal si sia connesso al pianeta e abbia causato, inconsapevolmente, la distruzione di tutti i motori a curvatura alimentati da tale propellente.

Come ho trovato un po’ tirata la spiegazione che Book (David Ajala), visto che Stamets è fuori gioco, riesca a connettersi al motore a spore della Discovery e a farlo funzionare. O di come il fidanzatino morto, Gray (Ian Alexander) di Adira (Blu Del Barrio), finora visibile soltanto a lei (e in qualche modo poteva essere possibile visto che lei ne porta il simbionte trill nel proprio corpo), appaia invece a tutti all’interno del programma olografico sull’astronave kelpiana. Insomma, emozionante sentimentalmente ma poco razionale dal punto di vista della logica. Un buon prodotto di Fantascienza deve, a mio avviso, dare sempre ottime spiegazioni per ciò che accade al proprio interno, si tratta pur sempre di scienza.Star Trek Discovery-3x13-Imm.2

Inoltre, ho trovato semplicemente insopportabile che Michael Burnham (Sonequa Martin Green) abbia come al solito il ruolo da supereroina, praticamente lei da sola riesce a riprendere il possesso della nave, uccidendo anche la villain Osyraa (Janet Kidder), che avrebbe meritato di meglio.

Mi aspettavo che, com’era stato per i nemici Klingon nella serie classica, la Catena Smeraldo si unisse alla Federazione, aprendo la porta a nuove storie di delicati equilibri, di periodi di rodaggio, di razze che si avvicinano le une alle altre. Invece quelle molteplici possibilità vengono mal gestite dall’Ammiraglio della Flotta e semplicemente uccise dalla sparatutto Burnham.Star Trek Discovery-3x13-Imm.3

Non apprezzo la scelta di fare di Michael la protagonista e non soltanto perché in ogni serie ci sono sempre stati tanti personaggi principali, ognuno importante e non soltanto uno che oscurasse tutti gli altri, ma anche perché tale personaggio non è semplicemente all’altezza come invece lo è il capitano Jean-Luc Picard di The Next Generation, che, infatti, ha avuto una serie sua chiamata, appunto, Picard, della quale spero di potervi prima o poi parlare della seconda stagione.

Discovery è eccezionale dal punto di vista scenografico, gli effetti speciali sono davvero ad altissimi livelli ma purtroppo non basta a rendere una serie di ottimo livello, trovo che siano più importanti, dovendo scegliere, i dialoghi, la fabula e l’intreccio.

Discovery è un prodotto che può piacere agli amanti del genere e che tiene comunque in vita un franchising importante, quindi sono comunque grata che si continui a parlare di Star Trek e, magari, a creare nuove serie.

Questa puntata non lascia niente in sospeso, non come l’ultima della seconda stagione, con un happy ending di tutti i personaggi che può anche far pensare che Discovery possa fermarsi qui.

Resto in attesa, salutando questi personaggi non so se per sempre o momentaneamente.

Qui il trailer della puntata.

Lunga vita e prosperità!

 

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Fulvia Elia

Fulvia Elia

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