Home » Recensioni: serie TV e Film » Recensione: Star Trek Discovery – 3×10

Recensione: Star Trek Discovery – 3×10

Seconda parte per l’episodio “Terraferma” della serie Netflix Star Trek Discovery. Qui la recensione della prima parte e buona lettura!

Star Trek Discovery

Progetto grafico a cura di Maria Grazia

Bentornati trekker e amanti della Fantascienza!

Eccoci giunti alla decima puntata della nuova stagione di Discovery, ne mancano quattro alla chiusura.

Star Trek Discovery - 3x10

Vi ricordo che l’azione si è spostata novecentotrenta anni nel futuro rispetto alla stagione precedente, citando il classico motto della saga siamo davvero: là dove nessuno è mai giunto prima.

Star Trek Discovery - 3x10

In questa puntata la storia si spinge ancor più in là. Nella seconda parte di Terraferma l’azione si concentra sul personaggio di Filippa Georgiou (Michelle Yeoh). L’avevamo lasciata su un pianeta alieno, insieme a Michael Burnham (Sonequa Martin Green), in cerca di un rimedio contro il male da spostamento temporale che stava disgregando i suoi atomi. Attraversando il portale del misterioso uomo in bombetta, Karl, la storia era passata nell’Universo Specchio, già ampiamente spiegato nella mia recensione precedente.

Star Trek Discovery - 3x10

In questa puntata, Georgiou, in quella dimensione, ha portato con sé, com’era presumibile, parte del bene, della moralità che ha respirato nell’altro universo. Decisa a cambiare le cose in meglio, Georgiou tira fuori il meglio di sé, desiderosa di cambiare il futuro di quella dimensione, spinta dalla speranza che anche il suo rapporto con la figlia adottiva possa avere un epilogo positivo. I suoi desideri, le sue speranze, il suo accorato tentativo falliscono: viene tradita dall’altra Michael. Nello scontro finale entrambe periscono.

Star Trek Discovery - 3x10

Ammetto che vedere la morte di quell’altra Michael è stato una liberazione, non so se perché io non regga proprio quel personaggio, o se per la bravura dell’attrice nel farsi odiare.

Come nelle più classiche storie, scopriamo però che tutto ciò che abbiamo visto accadere su Terraferma non era ciò che sembrava. Georgiou è ancora viva. Impossibile dire di più senza fare spoiler troppo grandi.

Nel frattempo, nella nostra dimensione, il capitano Saru (Doug Jones) è alle prese con un segnale alieno di una nave della sua razza che non si riesce a capire con chiarezza da dove provenga; e con la collaborazione di Book (David Ajala) deciso a far parte dell’equipaggio anche se non appartiene alla Flotta Stellare. Le conoscenze di Book, il suo lavoro come corriere (che ci ricorda più l’essere contrabbandiere alla Han Solo di Star Wars) può rivelarsi utile alla Flotta anche se non contemplato dai suoi rigidi regolamenti.

Continuo a ribadire che trovo poco di Star Trek in questo prodotto di Fantascienza, avrebbe potuto chiamarsi in qualunque altro modo. Star Trek è innanzitutto una filosofia di vita. Il franchising è sempre riuscito a rinnovarsi pur restando fedele allo stampo originario, Discovery lo trovo troppo discostato dalla rotta. Resta un buon prodotto di genere, soprattutto a livello di effetti speciali, dato che la computer grafica ha compiuto balzi da gigante e non ci si affida più soltanto alle scenografie e ai camuffamenti. La sceneggiatura è però, a mio avviso, altalenante, in quanto alterna episodi interessanti ad altri più noiosi, non riesce a tenere alto il livello e soprattutto non è riuscita, in tre stagioni, a creare dei personaggi eccezionali, carismatici, incisivi, che entrino nel sangue. Se paragono i membri di Discovery a un capitano Kirk, un comandante Spock, un androide Data, un alieno Quark, un Medico Olografico, un capitano Archer, non posso che giudicarli sbiaditi.

Senza infamia, senza lode.

Decisamente non il risultato che meriterebbe un franchising del genere.

Alla prossima puntata, lunga vita e prosperità!

Click to rate this post!
[Total: 3 Average: 5]

Serena Oro

Serena Oro
Lilian Gold

Lascia un Commento