Home » Recensioni: serie TV e Film » Recensione: Star Trek Discovery – 3×05

Recensione: Star Trek Discovery – 3×05

Eccoci arrivati al quinto episodio di Star Trek Discovery intitolato “Dye Trying” (Provarci fino alla morte). Qui invece potete trovare il quarto. Buona lettura!

Star Trek Discovery

Progetto grafico a cura di Maria Grazia

Bentornati trekker e amanti della Fantascienza!

Eccoci giunti alla quinta puntata della nuova stagione di Star Trek Discovery.

Star Trek Discovery - 3x05

Come ormai saprete, l’azione si è spostata novecentotrenta anni nel futuro, citando il classico motto della saga siamo davvero là dove nessuno è mai giunto prima, infatti nessuna delle tante serie e film di questo longevo franchise si era mai spinta così lontano.

Io sono una grande fan di Star Trek e non sono entusiasta di questo buon prodotto di Fantascienza, ottimo a livello scenografico ma che ha ben poco a che spartire con lo spirito e il mordente originario.

Star Trek Discovery - 3x05

Sforzandosi di non paragonare continuamente questa serie a quelle che l’hanno preceduta (Classica, The Next Generation, Deep Space Nine, Vojager, Enterprise e, in contemporanea, Picard) questa terza stagione si sta comunque rivelando migliore delle prime due, in quanto la scelta di staccare completamente con le assurdità scritte dagli sceneggiatori e catapultare l’astronave quasi mille anni nel futuro, senza nessun riferimento ad alcuna serie o film precedenti, ha dato la possibilità di libertà altrimenti non possibile.

Vi ricordo che i film della nuova generazione giovane hanno trovato tale libertà cambiando un evento cruciale nel passato (una scelta buona ma poco credibile, visto che tutti i fan di Star Trek conoscono la presenza degli agenti temporali, che agiscono per impedire che il passato venga mutato) ma Discovery è andata oltre, levando di mezzo tutto quel periodo storico e piombando direttamente in un futuro vergine. Ciò ha portato noi spettatori a provare il brivido della curiosità, dell’ignoto, che tanto ci ha affascinati in serie di esplorazione quali la Classica, The Next Generation e soprattutto Vojager (in cui il lungo viaggio esplorativo avveniva nel Quadrante Gamma, mai esplorato prima dalla Federazione).

Cosa troverà il nostro equipaggio in un futuro così remoto? Gli esseri umani potrebbero addirittura essere stati spazzati via.

Nello scorso episodio li abbiamo visti andare in ricerca di ciò che resta della Federazione dei Pianeti.

Ora li vediamo accolti in modo sospettoso. I viaggi nel tempo, a causa delle guerre temporali già viste in altre serie, sono stati banditi, quindi, di fatto, la Discovery è un’astronave piena di fuorilegge, non importa che abbiano viaggiato per impedire la distruzione, da parte dell’intelligenza artificiale Control, della vita nell’universo, dato che non possono dimostrarlo.

Tuttavia, essendo che possiedono l’unica nave capace di muoversi velocemente grazie al famigerato motore a spore, viene affidata loro una prima missione, anche se il termine affidata non è propriamente esatto, visto che il capitano Saru (Doug Jones) rimane ospite/ostaggio presso la stazione.

La missione ci riporta alle puntate delle vecchie serie, in cui una nuova situazione si scopriva e si esauriva nel corso del singolo episodio.

Trovo che alcuni attori, che sicuramente hanno del potenziale, siano utilizzati in modo superficiale e che manchi, di fondo, una caratterizzazione che ce li faccia amare o detestare appassionatamente, che ci faccia temere per la loro incolumità, e che ci faccia sperare per il meglio. Mi lasciano piuttosto indifferente e questo non è da Star Trek.

Un esempio lampante: il destino del membro dell’equipaggio Nahn (Rachael Ancheril), conosciuto durante la seconda stagione, si fa per dire, perché di lei praticamente non sappiamo niente, e a questo punto non ne sapremo di più dato che decide di fermarsi sull’altra astronave su cui si svolgeva la missione. Se ne va dalla storia così, pur essendoci tempo, non torna nemmeno cinque minuti sulla Discovery per salutare o prendere i propri effetti personali. Ma sì, mi fermo qui, non prendo manco gli oggetti che mi legano al mio passato di novecentotrenta anni prima. Lo trovo irrealistico come comportamento, e soprattutto ritengo che sia un personaggio completamente sprecato.

Star Trek Discovery - 3x05

Inoltre, che fine ha fatto Book (David Ajala), l’avventuriero ecologista che aiuta Burnham (Sonequa Martin-Green) nei primi due episodi? Lui era stato certamente una ventata di freschezza, e una promessa di tensione sessuale nell’aria. Via, non lo si vede inquadrato manco per sbaglio nelle scene di gruppo.

Come per tutti i mestieri, bisognerebbe amare ciò che si fa. Mi chiedo se gli sceneggiatori di Discovery amino ciò che stanno facendo o lo stiano vivendo come un compito.

Star Trek Discovery - 3x05

Non basta il cameo di un mostro sacro del Cinema, come David Cronenberg, per supplire alla pochezza della sceneggiatura.

Alla prossima.

Lunga vita e prosperità!

Click to rate this post!
[Total: 0 Average: 0]

StaffRFS

Lascia un Commento