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Recensione: “Signora della Mezzanotte” di Cassandra Clare – Dark Artificies

 

Trama

Los Angeles 2012. Sono passati cinque anni da quando Emma Carstairs ha perso i genitori, barbaramente assassinati. Dopo il sangue e la violenza a cui ha assistito da bambina, la ragazza ha dedicato la sua vita alla lotta contro i demoni ed è diventata la Shadowhunter più talentuosa della sua generazione. Non ha però mai smesso di cercare coloro che hanno distrutto la sua famiglia e, quando si rende conto che l’unico modo per arrivare ai colpevoli è quello di allearsi con le fate, da anni in lotta con gli Shadowhunters, non si tira indietro. È una partita molto pericolosa, ma Emma, insieme a Julian, suo migliore amico e parabatai, ha tutte le intenzioni di giocarla fino in fondo. Non solo la ragazza potrebbe finalmente vendicarsi, ma per Julian si apre la possibilità di riabbracciare il fratello Mark, che anni prima era stato costretto a unirsi al Popolo Fatato. Inizia così una corsa contro il tempo, un’indagine ricca di colpi di scena, dove i bluff e i doppi giochi non mancano e i sentimenti più profondi sono messi a dura prova. Compreso quello che lega Emma e Julian, forse di natura diversa rispetto a quel legame puro, unico e indissolubile che dovrebbe unire due parabatai: un sentimento che la Legge non accetta.

Recensione

Sorprendente. Ecco l’aggettivo che sintetizza in una parola questo libro, perché non è nulla di quello che mi aspettavo. Ma molto molto di più.
Ma andiamo con ordine e iniziamo dai personaggi.
Dopo sei libri passati in compagnia di Jace, Clary, Simon, Isabella, Alec e Magnus immaginavo che nel nuovo racconto riapparissero spesso, in quanto in genere è molto difficile per un autore riuscire a dire addio ai suo personaggi. Così come mi aspettavo delle apparizioni frequenti dei protagonisti delle Origini che avevo amato come quelli di The Mortal Instruments.
Nulla di tutto questo. Cassandra con un coraggio incredibile lascia i nostri beniamini nello sfondo, raccontandoci spiccioli sulle loro vite attuali ma puntando tutto sui suoi nuovi personaggi che abbiamo imparato a conoscere nel sesto libro della serie Emma Carstairs e Julian Blacktorn con tutti i suoi fratelli. E ancora una volta la scrittrice fa centro caratterizzando perfettamente questi nuovi Shadowhunter e creando una fitta tela di rapporti che esplorano e toccano tutti i tipi di amore possibile.
Ma la cosa che più mi ha stupito e intrigato è che, per la prima volta, sono rimasta affascinata dal personaggio principale femminile con cui in genere stentavo ad entrare in empatia. Emma non è solo simpatica ma molto tosta sotto ogni punto di vista. Una vera eroina in grado di tenere testa ai personaggi maschili che sono di tutto rispetto.
Ma se i riflettori sembrano puntati su Julian come protagonista maschile, a far la parte del leone secondo me è un personaggio che sembrerebbe secondario ma che in realtà è il centro del racconto e di cui non vi svelerò il nome per non spoilerarvi il bello del racconto.
Ma nel libro non sono i personaggi ad essere i veri protagonisti ma la trama del tutto inaspettata e complicata.
Pensavo che tutto ruotasse intorno al rapporto Parabatai tra Emma e Julian che andando avanti nel racconto matura e si trasforma in qualcosa di più, in qualcosa di proibito e pericoloso per i personaggi stessi. E invece… Leggendo ci troviamo di fronte non solo alle complicatissime relazioni sentimentali che legano tutti i personaggi fra di loro in maniera totalitaria, ma anche e soprattutto ad un vero giallo/ thriller con tutte le regole che caratterizzano questo genere.
Ecco allora che ogni pagina diventa avvincente, ogni scoperta ha ripercussioni incredibili e soprattutto quasi tutti i personaggi hanno qualcosa da nascondere al lettore, che si trova immerso in un labirinto di bugie e misteri che verranno svelati solo in parte.
Le emozioni quindi diventano parte integrante del racconto, in un alternanza che mi ha portato a ridere e piangere, a soffrire e arrabbiarmi, e a domandarmi più di una volta cosa avrei trovato nelle righe successive.
Devo aggiungere che, allegato al libro, c’è un raccontino finale riguardante Clary, Jace e C. ed è una vera chicca e soprattutto ci ricorda che la loro parte nella storia non è finita, sebbene stiano vivendo appieno le loro nuove vite lontani dai problemi immediati che di sicuro coinvolgeranno presto tutti gli Shadowhunters.
Per ultimo devo ricordare che questo libro è stato viziato da un paio di sviste durante la traduzione e che la Casa Editrice Mondadori ha messo a disposizione le pagine corrette che per fortuna non vanno a toccare la sostanza della trama.
Inoltre consiglio a chi non l’avesse fatto di comprare gli e-book relativi alle Cronache dell’Accademia e di leggerli prima di questo libro poiché mi sono accorta, avendo letto solo le prime tre, che mi sono già spoilerata il loro finale e che i racconti sono intrecciati con questo meraviglioso racconto.
Nell’attesa che esca il secondo dei Dark Artifices, andrò a rimediare al mio errore, certa che scoprirò tante notizie che adesso mi hanno lasciato stupita sperando che nel frattempo esca anche il modello cartaceo.

 

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Recensione a cura di: LaDamadelBosco

Editing a cura di: Gioggi

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