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Recensione: Sex/Life – Stagione 1 –

Serie Netflix non molto apprezzata oltreoceano, ma Verusca l’ha guardata e recensita per noi, la storia di Billie e dei suoi amori le sarà piaciuta?

Andiamo a leggere 😉  Qui il trailer.

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Progetto grafico a cura di Maria Grazia

Serie originale Netflix, appena sbarcata sulla piattaforma, che già dal titolo non promette bene, se ricordate il mezzo flop di What/if. Il nome dello sceneggiatore lasciava però ben sperare, si tratta infatti di Stacy Rukeyser, l’ideatrice dell’irriverente e dissacrante UnREAL, quindi mi sono detta, perché no?!

Ammetto in tutta onestà di non essere una persona bigotta, il sesso senza amore non mi sconvolge, le scene di nudo neppure, ma già dalle prime battute sono rimasta abbastanza spiazzata.

La storia è tratta dal libro di BB Easton dal titolo 44 Chapters About 4 Men, pubblicato in Italia come Sex Diary. La protagonista della storia è Billie Connelly che, apparentemente, ha una vita perfetta: un marito bello con un lavoro importante, casetta con tanto di staccionata bianca e due bellissimi bambini. Insomma, il classico sogno di ogni Cenerentola.

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Non tutto però è come sembra, la donna infatti è insoddisfatta – come darle torto – mentre fanno sesso il marito guarda la partita, che tristezza, va beh, ma il punto non è questo. Billie si è trasferita dalla Georgia con la sua amica Sasha nella Grande Mela, per studiare, certo, ma anche per l’esigenza di vivere, di trovare se stessa, cosa che in un paesino non era possibile. Certo dipende sempre da cosa si cerca, per le due, la cosa fondamentale è divertirsi, giri per locali ogni sera, ma, soprattutto, tanto tanto sesso, poco importa se con emeriti sconosciuti. Lo fanno ovunque, come direbbe Scanu, “in tutti i fiumi in tutti laghi e bla bla bla”, alla fine vale solo la soddisfazione fisica e tutto questo va benissimo, finché una sera, per circostanze casuali, Billie incontra Brad, bello, aitante, diverso, il classico bad guy, immaginatevi un Dylan Mckay trentenne invece che sedicenne. Tra i due è subito amo… No è passione, è sesso, eccitazione e la messa in pratica di ben 73 posizioni del kamasutra.

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La storia non finisce nel migliore dei modi ed ecco che spunta Cooper, bello, affidabile, gentile, insomma il perfetto uomo da sposare e voilà torniamo alla casa con la staccionata bianca.

Sono passati otto anni dalla rottura con Brad, la routine familiare e la poca attenzione del marito portano Billie a rivivere il suo passato e così episodio dopo episodio scopriamo i motivi che l’hanno portata a chiudere la storia con l’unico uomo che abbia mai amato, bah, resto ancora perplessa su questa parola, perché onestamente sembrava più interessata agli orgasmi che le procurava, ma forse è stata una mia impressione.

Fatto sta che compie il gesto più idiota del mondo, decide di scrivere questa sua selvaggia e infuocata love story, senza tralasciare nessun dettaglio, e come nei migliori cliché lascia il laptop sul tavolo della cucina e il marito legge tutto. Ovviamente la sua vita perfetta inizia a sgretolarsi.

Onestamente sembra davvero tutto molto banale. La protagonista continua a fare paragoni tra il marito e l’ex, avrei capito se fosse per il differente modo di vivere la relazione e invece no, quello che emerge, il suo problema di fondo, è solo il sesso. Le manca l’eccitazione, il brivido, quello che Brad, molto più trasgressivo di Cooper le dava. I loro incontri sotto le lenzuola (e non solo) non erano mai vaniglia, erano più brutali, fatti anche in pubblico o in posti assurdi. Tutto questo la porta a mettere in discussione il matrimonio. Dall’altra parte il golden boy si trova nella stessa situazione, cerca così di cambiare, di farle rivivere l’ebbrezza del passato, trasformandosi di fatto in qualcuno che non è. Tutto bene, per un po’, ma… sorpresona Brad ricompare. Ancora innamorato, ancora deciso a riaverla.

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Seguono vari siparietti esilaranti e imbarazzanti che portano tutti a un esame di coscienza e incredibilmente i due contendenti diventano quasi amici, tra orge anche un po’ troppo brutali per il piccolo schermo, bugie e sempre tanti incontri carnali, Billie si rende conto che sta per perdere definitivamente l’uomo con cui è sposata, decide quindi di chiudere per sempre con l’ingombrante e onnipresente ex. Ok ecco l’happy ending, ma… il finale rimette tutto in discussione e oggettivamente è una bastardata difficile da accettare.

Che dire, è una serie particolare, nulla di eccelso, si lascia sicuramente guardare, le innumerevoli scene erotiche sono abbastanza banali, odio ammetterlo ma in 365 Dni le recitavano meglio, però mi aveva colpito il percorso della protagonista, quella sua insoddisfazione, la certezza di non poter avere tutto ma di doversi accontentare solo di una parte, ragionamento che non condivido ma…. Ho apprezzato Cooper, il modo in cui ha tentato e ritentato senza mollare per ovviare a queste sue esigenze. Nonostante questo, non si può fare a meno di tifare per il ragazzaccio, forse ce l’abbiamo nel DNA, i ragazzi cattivi hanno sempre un loro fascino, anche se alla fine così cattivo non era. Sempre molto banalmente è solo una persona con un passato infelice, della serie “se cresci male è sempre colpa della famiglia”, ovviamente scherzo, ma alla fin fine è la motivazione che sta alla base di ogni comportamento fuori dall’ordinario in qualsiasi film/telefilm/libro.

Giuro che nonostante tutto avrei potuto apprezzarla nell’insieme, ma gli ultimi quattro minuti hanno distrutto, almeno per me, tutto il lavoro fatto per salvare il salvabile. Ovviamente succedono anche altre cose, i serpenvicini come in ogni classico che si rispetti, la migliore amica che forse tanto amica non è, anche se qui, si perdona tutto e altri personaggi secondari discutibili che riescono però, in alcuni momenti, a rubare la scena ai protagonisti.

Non mi sento di consigliarvi la visione a prescindere, fatelo solo se ne avete voglia e senza grandi aspettative.

 

 

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StaffRFS

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