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Recensione Serie Tv: World on fire – episodi 4 e 5 –

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La serie della BBC World On Fire comprende complessivamente 7 episodi e, considerato quello che abbiamo visto fino ad ora, non credo riusciranno a coprire tutto l’arco temporale della Seconda guerra mondiale.

La linea temporale del racconto è molto dettagliata e scorre lentamente.

Durante gli episodi 4 e 5, la parte storica del racconto arriva a narrare dell’occupazione dell’Europa continentale da parte della Germania nazista e dell’incapacità delle altre nazioni coinvolte nella guerra di arginare la potenza bellica tedesca. Belgio, Olanda e Francia vengono occupate e l’esercito inglese viene buttato “a mare”, dopo una faticosa e logorante ritirata fino a Dunkirk, sulla costa francese.

Sulla spiaggia di Dundirk si incrociano le vite di alcuni personaggi: Harry Chase, che sta tentando di portare in salvo un piccolo numero di commilitoni feriti e provati psicologicamente dagli scontri a fuoco; Tom Bennett, che partecipa al miracoloso salvataggio dell’esercito in inglese in ritirata con la sua unità navale; Grzergoz, fratello di Kasia, soldato di un esercito polacco che non esiste più e che tenta di imbarcarsi per l’Inghilterra. Nell’entroterra troviamo anche il medico americano Webster O’Connor, che lavora in un ospedale militare di fortuna, e che deciderà di fermarsi in Francia nonostante l’arrivo dei tedeschi.

La capacità bellica e l’organizzazione tedesca fanno la differenza nel campo di battaglia, ma anche in altri ambiti che riguardano sia la Germania che gli altri territori occupati. La persecuzione di ebrei, zingari e l’eliminazione dei cosiddetti “soggetti deboli” prosegue nell’indifferenza dei più e nel terrore degli altri. 

A Berlino la giornalista americana Nancy Campbell tenta di investigare sull’attività di una organizzazione che si dedica alla “cura e al recupero” dei bambini disabili. I bambini entrano in una specie di collegio e poi spariscono. Ma a Berlino non ci si può fidare di nessuno, le spie del partito nazista sono ovunque, e la sua azione investigativa metterà a repentaglio la vita della figlia di alcuni vicini di casa che soffre di crisi epilettiche.

Lois continua a cantare per i soldati, la sua gravidanza non si può più nascondere, un figlio non cercato che però adesso vuole fortemente, nonostante la mancanza assoluta di certezze sulla presenza del padre.

A Varsavia Kasia prende parte attiva nella resistenza polacca. La barbara uccisione a sangue freddo della madre e di alcuni amici da parte delle SS cambierà la sua vita per sempre: propositi di vendetta guideranno le sue azioni alla guida in un piccolo drappello di sopravvissuti all’occupazione della capitale.

La vita dei protagonisti dunque continua tra mille difficoltà.

Credo che la chiave di lettura di questi episodi centrali possa essere riassunta nelle seguenti frasi:

cosa arriveresti a fare se la famiglia e le persone a cui vuoi bene venissero minacciate?

Quale è il limite che la tua coscienza non ti permette di superare anche nei momenti critici e di difficoltà? E soprattutto quanto costa a livello personale superare tali limiti?

Occhio per occhio, dente per dente, la cosiddetta legge del taglione, la vendetta è veramente la scelta migliore? Si potrebbe arrivare ad uccidere un altro essere umano qualunque che non ha responsabilità diretta per vendetta solo perché indossa la stessa divisa?

Anche nei momenti di estrema difficoltà possiamo restare umani e cercare di comportarci in modo altruista e generoso, evitando di emulare, con la scusa della vendetta, i comportamenti aberranti che gli altri hanno perpetrato nei nostri confronti?

Gli episodi 4 e 5 scavano a fondo nella psiche dei personaggi che vediamo sullo schermo. Alcuni faranno scelte estreme per salvare se stessi e la propria famiglia, altri metteranno a repentaglio la propria vita in nome di ideali più elevati.

Ciascuno di loro probabilmente pagherà la propria scelta in modo o nell’altro.

Qualcuno a questo punto potrebbe chiedermi: perché vedere l’ennesimo racconto video dalla Seconda guerra mondiale?

La mia risposta, oltre al classico “mi piace la storia in generale e in particolare la storia del ‘900”, riguarda il taglio introspettivo della serie. Gli accadimenti storici, la cosiddetta “grande storia”, pur condizionando gli eventi, restano sullo sfondo mentre la vita, le emozioni, i pensieri, i sentimenti e l’esistenza delle persone sono portati in primo piano diventando i veri protagonisti del racconto. Un punto di vista diverso, molto coinvolgente e avvincente che trasmette emozioni, e che crea empatia nei confronti dei protagonisti.

 

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