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Recensione Serie Tv: Whiskey Cavalier 1×3 – “Missione a Roma”

 

Tutto ebbe inizio in quella fallimentare missione a Londra…

Fortunatamente, Feniciotteri, era solo una difficilissima esercitazione che però già nei primi minuti dell’episodio ha messo nei guai la nostra squadra disfunzionale di spie preferita: forse, e dico forse, quando portano a termine un incarico, si lasciano giusto un po’ troppa distruzione alle spalle. Qualche morto evitabile, allagamenti ed esplosioni non sono esattamente ben visti dal quartier generale che sta valutando se confermare o meno la squadra.

Tornati alla sede operativa, Standish lamenta il fatto che vorrebbe partecipare alle missioni in modo più attivo e che vorrebbe un’arma. L’insopportabile traditore Ray giunge ad assegnare la nuova missione, e qui, italoFenici miei, sedetevi che si parla di noi.

 

 

Il bersaglio è un gruppo neofascista italiano, i Fascia Rossa, capeggiato da un uomo di nome Luca Crudele (seriamente?) che crea disordini con lo specifico intento di incolpare i migranti; ora ha assoldato un ingegnere statunitense e gli ha commissionato un ordigno esplosivo.

L’occasione migliore per catturare l’uomo è una festa esclusiva nella villa del milionario agitatore.

 

 

Qui la squadra riesce facilmente a infiltrarsi, anche se Frankie viene riconosciuta da un addetto alla sicurezza col quale aveva lavorato prima di unirsi alla CIA; portano l’ingegnere al loro hotel e iniziano brevemente a interrogarlo, quando lui cede alla pressione e confessa di essere stato costretto dai Fascia Rossa a costruire la bomba, perché minacciavano di fare del male a sua figlia.
Quando vanno a prendere la bambina, vengono preceduti dalla milizia che la porta via e spara all’uomo. La bomba era già stata costruita, e ora bisogna capire dove sia stata piazzata.
Seguendo il localizzatore agganciato alla moto di uno degli assalitori, la squadra giunge in una piazza affollata da una processione religiosa: l’ordigno è stato nascosto nelle fognature.
Will e Frankie si precipitano a disinnescarla e, come già accaduto in precedenza, sfogano nell’ansia dell’ultimo minuto i sentimenti che li attanagliano mentre collaborano perfettamente coordinati per riuscire a compiere la missione.
Purtroppo non è possibile disinnescare la bomba, ma hanno comunque il tempo necessario di mettersi in salvo e far allontanare la gente dalla piazza.
Con la missione andata a buon fine, la squadra è confermata.

 

Whiskey Cavalier si sta rivelando una serie sempre molto piacevole da guardare, con una sua routine e una narrazione vivace, sostenuta in gran parte proprio dal comportamento dei protagonisti, sempre sul filo tra la professionalità e la goliardia.
In questo episodio abbiamo scoperto la frustrazione di Standish, all’inizio bonariamente sottovalutata dai compagni, che poi però ne comprendono le ragioni e gli vengono incontro dandogli finalmente un’arma, seppur scarica. Ha la loro fiducia, imparerà ad usarla e farà esperienza, dopodiché avrà i proiettili.
I battibecchi tra Will e Frankie potrebbero far credere che lavorare insieme sia per loro un problema, ma una volta sul campo dimostrano affiatamento e una coordinazione impeccabile.
Per quel che mi riguarda, un altro episodio ben fatto.

 

 

 

Romanticamente Fantasy

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