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Recensione Serie Tv: Watchmen 1×2 Martial “Feats of Comanche Horsemanship”

Feats of Comanche Horsemanship

Apriamo questo secondo episodio senza tanto girarci intorno, Fenici: direttamente con la confessione di Will Reeves che ammette di aver impiccato il capo della polizia.

Angela è provata dal dolore per la perdita di Judd, che per lei era soprattutto un caro amico e sembra, almeno a giudicare dal breve flashback, una figura quasi paterna, un mentore e un esempio da seguire. È proprio lui la prima persona che vede quando si risveglia su un letto di ospedale dopo l’aggressione subìta in casa durante la notte bianca, pronto a confortarla, ad aggiornarla sulle persone che ama e a darle coraggio; scopriamo inoltre che i 3 bambini che vivono con lei e il marito sono i figli del suo partner, ucciso quella stessa notte insieme alla moglie.

Lei chiede insistentemente all’uomo anziano il suo nome, ma questi continua a non voler collaborare, quindi quando il cadavere di Judd viene scoperto dai colleghi, lei lascia Will nel suo negozio di copertura e va sulla scena del crimine, fingendo di non sapere nulla.

Gli agenti e i detective non vanno per il sottile, accusano i razzisti del Settimo Reggimento dell’omicidio e vanno in massa a prelevarli al loro accampamento.

Regina sa che stanno accadendo troppe cose e si deve fermare a riflettere; porta quindi un campione del DNA di Will presso un’associazione che si occupa di risarcire le vittime della mattanza di Tulsa e i loro discendenti, nella speranza di avere un riscontro senza passare per vie ufficiali.

Un altro flashback ci mostra il padre di Will, arruolato nell’esercito americano, mentre legge un volantino scritto dai tedeschi, nel quale si chiede agli uomini di colore perchè stiano combattendo al fianco dei razzisti statunitensi, che tanto li disprezzano, contro un popolo che invece ha fatto sua l’integrazione e che ha ai vertici persone di diverse etnie. Un giovanissimo Will trova il foglio e lo legge con interesse. Scopriremo poi che proprio sul retro di quel pezzo di carta suo padre ha scritto la fatidica frase “prendetevi cura del mio ragazzo”.

Regina segue le poche informazioni datele dall’anziano e va a porgere alla moglie di Judd le sue condoglianze. Finge un malore per essere lasciata da sola al piano superiore e, grazie a un paio di occhiali a raggi infrarossi, trova un’intercapedine segreta all’interno della cabina armadio: contiene una tunica del Ku Klux Klan, con appuntata una stella da poliziotto.

Nell’istante in cui affronta Will, accusandolo di aver piazzato lui stesso quell’indumento per infangare il capo della polizia, riceve una telefonata sconvolgente: dall’analisi del DNA risulta che Will Reeves altri non è che suo nonno.

Decide di arrestarlo comunque, ma appena lo carica in auto, dal cielo cala un magnete enorme che solleva il mezzo e lo porta via, lasciandola a terra con un gigantesco What the fuck sulle labbra.

Lo ammetto, anche di questo episodio ho capito poco, ma credo che la serie richieda una grande dose di pazienza, prima di poter trarre delle serie conclusioni. Dobbiamo continuare a porci domande, tanto quanto i protagonisti, e forse alla fine ne verremo a capo.

Intanto, mi limito a dire che sì, resta parecchio confusionaria e conserva molto lo stile fumetto che salta allegramente di palo in frasca; inoltre, basandosi su una storia che si può tranquillamente definire “alternativa” alla nostra, ci mancano i riferimenti culturali necessari a comprendere. Quindi i tedeschi qui non sono razzisti? Manca totalmente una spiegazione, anche sommaria, di tutto ciò che fa da sfondo alla nostra storia.

E Jeremy Irons?

Intanto ammazza maggiordomi clone, facendo interpretare loro la trasformazione dell’amico Jon nel Dottor Manhattan; per il resto, staremo a vedere.

 

DarkSide

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