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Recensione Serie Tv: Unbelievable – Stagione 1

Unbelievable

Sono tornata, pensavate che fossi andata in vacanza? Sciocche, sono il vostro peggiore incubo.

Dopo mesi finalmente ho deciso di condividere con voi una miniserie davvero “leggera”; ragazze ormai avrete capito che io sguazzo in storie forti, pesanti come un cinghiale sullo stomaco alle due di notte.

Vi parlerò di Unbelievable, potete trovarla sulla piattaforma Netflix. Questa, insieme a When They See Us e Unorthodox (di cui ho scritto tempo fa), formano un trio di storie vere e ben realizzate; Netflix, se si impegna, tira fuori anche delle perle e non solo cagate.

Onestamente dopo il primo episodio non volevo continuare ma, dopo una settimana, mi sono fatta coraggio e ho deciso di vederla perché non potevo e non volevo tirarmi indietro.

Tutto inizia nel 2008, quando la diciottenne Marie, ragazza abbandonata dai genitori e passata da una famiglia affidataria all’altra, riesce a trovare un po’ di sicurezza. Vive in un appartamento tutto suo, che si trova in una struttura per ragazzi che vengono aiutati e supportati da consulenti. Tutto cambia una notte, quando fa irruzione in casa sua un uomo che, dopo averla legata, la stuprerà per ore scattandole anche delle foto. Marie denuncerà l’aggressione. Col passare dei giorni però da vittima finirà per essere additata come una bugiarda in cerca di attenzioni. La giovane, a causa del trauma subito, finirà per contraddirsi e spinta da poliziotti discutibili ritirerà la denuncia fatta. La paura e la solitudine la accompagneranno per anni, nessuno intorno a lei crede alla sua storia.

Dopo un paio di anni due detective, Edna e Stacy, per puro caso inizieranno a dare la caccia a uno stupratore seriale. Un uomo che colpisce donne sole, di età ed etnie diverse, situate in differenti zone degli Stati Uniti d’America. Sarà grazie a loro che Marie e tante altre saranno finalmente vendicate.

Questa è la vicenda di due detective straordinarie e di Marie, una giovane ragazza che avrà “giustizia”, se così si può chiamare, dopo anni di sofferenza. Se noi conosciamo questo fatto di cronaca è grazie a due giornalisti: T.Christian Miller e Ken Armstrong che scrissero un articolo sull’accaduto vincendo il Premio Pulitzer nel 2016.

La storia di Marie è la storia di ognuna di noi, ancora oggi sentiamo dire: “Se l’è cercata”, “indossava vestiti troppo sexy”, “ha provocato lei”, “non ha detto no”. Dico solo questo: “se non c’è consenso parliamo di STUPRO! E non è colpa del vestito che indosso, di come parlo, mi muovo, e via dicendo. Se un uomo è “marcio” lo sarà sempre indipendentemente dalla donna che avrà di fronte”.

Questa miniserie parla di come spesso le donne da vittime diventino carnefici, di come sia facile avere pregiudizi su una ragazza dal passato difficile, di come spesso le persone che hanno giurato di servire e proteggere sono solo degli incompetenti. Ma questa storia ci racconta anche la forza e la resilienza delle donne che combattono contro ogni pregiudizio per trovare la verità e la giustizia.

Perché guardare questa serie? Semplicemente perché è una storia vera che non ha paura di toccare temi che di solito è meglio nascondere sotto il tappeto.

Unbelievable ha il pregio di non essere finta, ma reale, in cui si prova paura, rabbia e dolore.

“Anche le persone buone, se trovano la verità scomoda, non ci credono.”

Alla Prossima!

Serena Oro

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Lilian Gold

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