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Recensione Serie Tv – The Witcher – Stagione 2 completa

 

Bentrovate, Fenici!!!

Eccoci qui, dopo più di una settimana dall’uscita (così da potervi riempire di spoiler), a parlare della serie forse più attesa dell’anno: The Witcher. Beh, partiamo dal presupposto che la presenza nel cast di Henry Cavill è già un motivo più che valido per vederla, ma ho una recensione da farvi, quindi non posso limitarmi a questo. Indi, cui, perciò… Cominciamo!!!

Innanzitutto, non so nemmeno come esprimere tutto l’entusiasmo che avevo nel vedere il primo episodio. Dopo aver premuto “play” è stato come tornare a casa dopo parecchio tempo: sai che le cose sono cambiate, ma è ancora tutto lì, perfettamente riconoscibile. Mi ha suscitato una strana, ma piacevole sensazione nostalgica. Subito e con enorme facilità mi sono reimmersa in quell’atmosfera fantasy e un po’ cupa che caratterizza la saga. Le scenografie sono studiate nei minimi dettagli e, per questo, molto realistiche, quasi non sembra che si tratti di un’opera di fantasia!

La season riprende esattamente dove era stata interrotta: la battaglia di Sodden conclusa con la vittoria inaspettata dei buoni, Yennefer svenuta dopo aver usato la magia del fuoco (proibita ai maghi del caos), Geralt che ha finalmente trovato la principessa Cirilla, e Tessaia e Vilgefortz che fanno la conta dei caduti e prendono il posto a capo del consiglio dei maghi.

Ora, andiamo per gradi e vediamo un po’ cosa accade ai singoli personaggi:

YENNEFER

Scopriamo che la nostra maga preferita, data per dispersa, è solo stata catturata da Fringilla, per esser portata in “pegno” a Nilfgaard. L’ingenuottola credeva che così le sarebbe stato perdonato il fallimento… cucciola! Oh, dimenticavo, è anche rimasta senza poteri, il che la spingerà ad accettare un patto suicida (consegnare Ciri a un demone).

Successivamente, le due vengono catturate da Francesca, comandante degli elfi esaltata e incinta (pare voglia ristabilire la supremazia della razza), e le tre scoprono di sognare la stessa figura incappucciata. Quindi, elfa e maga nilfgaardiana si alleano, mentre Yennefer scappa dalle pazze invasate. Peripezie varie, numerosi casini evitati, ecc. Incontra Ranuncolo che, pare, abbia deciso di cambiare pettinatura (OSCENA!!! Anche se più simile al pg del videogame) e genere musicale. Sì, adesso è più rockettaro e canta “Burn Butcher Burn”. Mi spiace, caro bardo, ma “Toss a coin to your witcher” è un capolavoro imbattibile!

Yen si ricongiunge finalmente all’amato solo negli ultimi episodi, in cui inizia a dare delle lezioncine di magia a Ciri, per poi tentare di rapirla. Ma si pente e cerca di salvarla, sacrificandosi per lei. Insomma, gran bordello!

GERALT e CIRILLA

Finalmente la coppia più attesa!!! Si dirigono a Kaer Morhen (roccaforte dei witcher) per passare l’inverno lì e far sì che la ragazzina impari a combattere. Arrivati a destinazione, tuttavia, la fortezza è attaccata da Eskel (uno dei witcher), contaminato da un Leshen (spirito degli alberi). Grande strage, con conseguente morte del povero malcapitato.

Lì giunge anche Triss Merigold, chiamata dall’uomo per istruire magicamente la principessina e, insieme a Vesemir, realizzano che la piccola ha sangue ancestrale. Grazie a questo, il vecchio cacciatore riesce a riprodurre il siero per trasformare in witcher. La maga, intanto, entra nella testa di Ciri e scopre che è protagonista di una profezia: da lei dipenderanno le sorti del mondo. Letteralmente terrorizzata dalla notizia, Triss allontana la giovane che, spaventata a sua volta, corre da Vesemir per far sperimentare su di sé il siero. Fortunatamente Geralt torna in tempo per fermarla e la porta al tempio di Melitele. Incontrano Nenneke, la grande sacerdotessa, che dispensa consigli ai due; bellissimo personaggio che spero di rivedere presto. ATTENZIONE, però! È proprio qui, luogo di pace e raccoglimento, che scoppia il patatrack: Ciri viene rapita, poi posseduta, poi liberata… Insomma, ne succedono di cotte e di crude.

VOLETH MEIR

Beh, a lei hanno dedicato un intero episodio. Chi è? Avete presente la figura incappucciata di cui vi parlavo? Beh, eccola qui. La Madre Immortale semina zizzania, poiché si nutre di disperazione e dolore. Grazie allo scompiglio creato accresce il suo potere, si libera dalla prigionia e si impossessa di Cirilla. Solite scene strappalacrime, Geralt chiama Ciri, lei sente ma non risponde, Yennefer si taglia le vene, il demone passa a lei… bla, bla, bla. La principessa di Cintra teletrasporta l’allegro trio in un’altra dimensione, vedono la Caccia Selvaggia, Voleth Meir abbandona la maga e vissero tutti felici e… no, niente, storia sbagliata. Ad ogni modo, una volta tornati a Kaer Morhen Yennefer riscopre i suoi poteri, Geralt è tutto love-love e Ciri non vede l’ora di prendere lezioni dalla maga.

Sorpresa finale, letteralmente negli ultimi novanta secondi della puntata: l’imperatore Emhyr di Nilfgaard è in realtà Sir Istrice… il padre di Cirilla!!!

Bene, Fenici, dopo questo riassunto parecchio frettoloso, passiamo alle considerazioni.

Nel corso degli episodi, Ciri e Geralt incontrano una Bruxa. L’ho trovata molto suggestiva e ben fatta, bellissima, dalle movenze “scattose” e fluide allo stesso tempo; la regia ha scelto un particolare effetto di ripresa di cui ignoro il nome, ma che ha reso perfettamente il personaggio. Un po’ confonde: non sembra malvagia, soprattutto quando s’interfaccia a Ciri, mentre agli altri mostra tutta la sua natura predatoria.

Ci sono diversi nuovi mostri, di cui persino i witcher ignorano l’esistenza, e tutti sembrano attratti dalla piccola Ciri. Uno, non appena vede la giovane, si ferma a osservarla, quasi con riverenza e protezione. Mmh… la cosa mi puzzava un po’. Tutti sono convinti che Cirilla sia “ricercata” dai mostri, quasi vogliano catturarla per farne chissà che cosa; invece vedono in lei un mezzo per “tornare a casa” o prendersi una rivincita.

Nella fortezza facciamo la conoscenza, anche se personalmente l’ho ritrovato (era nel film d’animazione Nightmare of the wolf), di un ormai anziano Vesemir. È colui che ha cresciuto e addestrato gli ultimi witcher rimasti. In uno dei videogiochi, in particolare nel diario, troviamo questa descrizione:

[…] era il più anziano membro vivente della Scuola del Lupo […]. Sebbene […] fosse avanti con gli anni quanto le rovine di Kaer Morhen stessa, questo maestro delle arti dei witcher aveva sempre rifiutato un meritato pensionamento. […], continuava a professare l’arte della caccia ai mostri, ed efficacemente, visto che aveva affrontato più mostri di tutti i suoi studenti messi insieme. Severo ed esigente istruttore […] era diventato una sorta di padre adottivo e mentore degli altri witcher, sempre pronto ad aiutare con saggi consigli e mano ferma.” (Tratto dal videogioco)

Credetemi, non avrei potuto trovare parole migliori per potervene parlare. Si presenta come un genitore che fa di tutto per crescere al meglio i propri scapestrati figli, per questo è stata dura, per lui, affrontare la morte di Eskel. Dato che nel videogioco/libro prende il posto del maestro come custode della roccaforte, non riesco a capire dove voglia andare a parare questa scelta registica, ma tant’è. È stata molto toccante la scena in cui Vesemir viviseziona ciò che resta dell’uomo; alla forsennata ricerca d’indizi, anche minimi, pur di trovare quel cavillo che, in altre circostanze, gli avrebbe permesso di salvarlo. È Geralt a smuovere l’anziano e convincerlo a dargli degna onoranza funebre. Sì, perché i witcher non vengono sepolti, ma dati in pasto ai lupi.

Finalmente, per gli amanti di romanzi e videogiochi, si vede il lupo bianco usare la magia per combattere! Fenici, è fighissimo!!! Se prima era imbattibile, adesso è proprio sgravo! Scene stupende, CGI fatto con le contropalle e coreografie perfette!!! Inoltre gli si vedono molto più spesso gli occhi “scintillanti”. Oh, anche con la Merigold la regia è andata incontro alle proteste dei fan: ora è rossa. Fatto un po’ destabilizzante per chi l’ha conosciuta mora (decisamente più affascinante, a parer mio).

Davvero molto, ma molto carini i siparietti che coinvolgono Ciri e Geralt. Tra i due s’instaura immediatamente un legame fortissimo: lui rappresenta per lei il padre che non ha mai avuto e, parallelamente, il cacciatore di mostri sarebbe disposto a uccidere chiunque (persino Yen) per la sua bambina-sorpresa. Provano un amore profondo e viscerale l’uno per l’altra, che suscita grande tenerezza. Per questo è a dir poco spassoso vederli interagire. Cirilla sottopone a interrogatorio Triss appena la incontra, gelosa come non mai della scappatella di quello che ormai è un genitore a tutti gli effetti. Insomma, Inquisizione spagnola, spostate! Ancor più divertente, però, è vedere l’imbarazzo di Geralt. Ho riso come non mai! Inoltre ho trovato davvero bella l’evoluzione della ragazza. Matura pian piano sotto i nostri occhi, lasciandosi alle spalle la principessina viziata in favore di una piccola donna che lotta per la sua nuova e stramba famiglia.

Enorme colpo al cuore… ehm, di scena, è la morte di Rutilia. Maccos??? Siete impazziti?!?! Me la uccidete così, de botto? Per carità, il nuovo cavallo nero di Geralt è a dir poco magnifico, ma Rutilia… Giuro, ho pianto! È stata una bastardata.

Altra chicca sono stati i personaggi “di contorno”. Ritroviamo i nani della prima stagione e facciamo la conoscenza di nuovi figuri, due bibliotecari custodi della conoscenza. Ora, lo ammetto, non ricordo i nomi, ma sono stati davvero particolari e intriganti, spero torneranno ancora.

Insomma, la serie è magnifica, stupenda, eccezionale, e chi più ne ha, più ne metta. Non ci sono abbastanza parole per descrivere quanto sia stata bella ed emozionante. Ha solo un ENORME difetto: Geralt di Rivia NON SI VEDE MAI NUDO!!! Regia, ma che mi combini?!?!

 

VOTO 10!!!

 

 

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Francesca

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