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Recensione Serie Tv: The Walking Dead: World Beyond – 1×3 – “La Tigre e l’Agnello”

The Walking Dead World Beyond 1x2 “Blaze of Glory”

Progetto grafico a cura di Maria Grazia

Una sola parola per definire questo episodio, Fenici: Meh.

Le potenzialità c’erano tutte, noi amanti dei cadaveri deambulanti eravamo pronti a goderci tutta la gioiosa putrescenza che solo un assedio di morti può darci, e invece no. In questa versione post apocalittica di “Stand by me” non c’è verso di gestire bene l’unica cosa che ci interessa davvero, ossia gli zombie.

I ragazzi si risvegliano al suono della voce di Hope, che li informa di aver attraversato l’orda (ok, lo so, non ha senso) e sta andando ad accendere la sirena posta in cima all’edificio poco distante per attirare i Vuoti e consentire al resto del gruppo di fuggire.

Non ho capito.

Il suo piano è di una stupidità disarmante, come ha raggiunto lei lo stabile potevano benissimo andarsene tutti, visto che la nebbia e i roghi impediscono ai morti di individuarli, ma è chiaro che serviva ficcare l’elemento “sacrificio” da qualche parte, quindi vai Hope, fai una cosa che non serve a nessuno!

Nel frattempo Felix e Huck raggiungono il gruppo e insieme studiano una via di fuga che non preveda l’abbandono di Hope. Iris si prende una bella lavata di testa dai due adulti che, preso atto dell’intenzione dei ragazzi di proseguire, decidono di andare con loro e proteggerli, invece di riportarli a casa. D’altronde gli spettatori sanno che non c’è più alcun campus a cui tornare, ma i protagonisti ne sono all’oscuro.

La background story di questo episodio è su Silas ed è a metà tra il “che tenero” e il “non ho mica capito”: ciò che ascolta col vecchio walkman non è musica, sono le voci dei suoi nonni che gli dicono quanto gli vogliono bene e questa è la cosa carina.

La faccenda si complica quando cerchiamo di capire i fatti veri e propri.

Lo vediamo picchiare a sangue qualcuno e venire arrestato, ci sono studenti clichè che dicono cose brutte e uno zio che si prende cura di lui, ma non c’è un evento scatenante che lo porta ad alzare le mani, non vediamo traumi o motivazioni: praticamente, vista così, Silas picchia la gente a caso, cosa che però non sembrerebbe proprio a giudicare da come si comporta nel presente. Ci saranno approfondimenti?

In questo purtroppo mediocre episodio ci sono due cose che spiccano: la bravura dell’attore che interpreta Silas e la forza del breve segmento sulla Civica Repubblica.

Hal Cumpston dimostra grande talento nel caratterizzare le paure e le fragilità di questo ragazzone che, pur sovrastando il resto del cast, riesce a mostrarsi quasi rimpicciolito nella sua insicurezza.

E la Civica Repubblica? C’è Julia Ormond!

Quando il giovane soldato va da Elizabeth per confidarsi con lei e trovare comprensione nel suo superiore in grado, la donna sembra non essere scalfita dalle sue argomentazioni: loro hanno luce, gas, cibo in abbondanza, quindi ogni comunità può essere una minaccia, e quando non riesce a convincerlo lo fa arrestare.

Purtroppo la serie sta iniziando a deludere le aspettative. Il gruppo di ragazzi allo sbaraglio sembrava una splendida opportunità per gli amanti delle avventure survivalistiche, ma continua a fallire nell’intrattenere il pubblico, mentre i brevissimi spezzoni della Civica Repubblica sono interessanti ma estremamente limitati, sembrano essere stati inseriti a posteriori tanto sono fuori contesto.

Staremo a vedere i prossimi episodi, mi auguro che l’arrivo di Huck e Felix alzi la qualità di questo sfigatissimo viaggio attraverso l’America dei morti viventi.

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StaffRFS

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