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Recensione serie TV: The Walking Dead World Beyond -1×02- “Blaze of Glory”

The Walking Dead World Beyond 1x2 “Blaze of Glory”

Progetto grafico a cura di Maria Grazia

Morto ma non mortissimo, Fenici.

È davvero difficile per me vedere sullo schermo come si comportano questi quattro ragazzi, dopo più di dieci anni di The Walking Dead la si potrebbe tranquillamente definire una tortura al buonsenso; mi immagino continuamente Rick, Daryl o Carol che escono da un cespuglio e tirano scappellotti a oltranza.

Il quartetto di adolescenti, che “nell’apocalisse ci sono cresciuti e quindi dovrebbero essere delle macchine da sopravvivenza”, fa più schifo che mai. Nella sopravvivenza, intendo.

Hope è l’unica addestrata a combattere, e non combatte; Iris sarebbe più stratega, l’ho vista molto avvezza alla pianificazione ma, invece di stare nelle retrovie, si butta in avanti e rischia di morire già nei primi minuti.

E i due maschietti? Elton è il più coerente, si interessa di scienza e per fortuna non si mette intenzionalmente nei guai, mentre quel caro ragazzone di Silas, che con la sua enorme chiave inglese sembrava avere la potenzialità del combattente da sfondamento, non ce la fa: non ha il coraggio.

Lo avrà, lo sappiamo, ma intanto che palle!

Nel loro viaggio verso New York scelgono la via più breve, un classico della narrativa che mette la gente nei guai sin dai primi pittogrammi nelle caverne e vanno dritti nel cuore di un’orda.

C’è un luogo che da anni attira i vaganti, no, scusate, i vuoti: un enorme spiazzo nel quale bruciano cumuli di pneumatici. Il fuoco attira i morti facendoli ammassare lì intorno e il rumore prodotto ne fa arrivare sempre di più.

I ragazzi decidono di passarvi attraverso sfruttando le ombre per orientarsi e i mezzi dismessi per nascondersi, ma non hanno fatto i conti col fumo, così denso da oscurare il sole e far perdere loro la direzione; andando a est per raggiungere la recinzione dell’aeroporto, si trovano da tutt’altra parte, a pochi passi dai roghi.

Huck e Felix intanto seguono le loro tracce, dandoci il tempo di conoscere la backstory del tutore dei ragazzi, grazie a dei commoventi flashback. Non vi nascondo che l’impatto è stato davvero forte, il suo passato è così crudo nella sua normalità da essere molto più doloroso di tante storie portate all’eccesso; una su tutte la morte della signora Bennet, così innaturale e drammatica da risultare sterile.

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Come dicevo in apertura, è disturbante la persistenza con la quale questi ragazzi sbagliano. Sono stati cresciuti in un mondo che è crollato, quindi perché in nome di dio non sanno combattere? Va bene, vivono in una comunità protetta, ma prima di tirare su tutti quei muri avranno vagato un pochettino!

Chi assisteva alle interessanti lezioni tenute da Felix? Tra l’altro idea splendida inframezzare immagini dell’aula con quelle dei loro errori, giusto per evidenziarli meglio.

Parliamo un attimo di Hope? Mi sta piacendo. Lei era stata presentata come la scheggia impazzita, quella che non sa stare alle regole, e invece cerca in tutti i modi di impedire alla “saggia e posata” sorella di fare stupidaggini; è Hope a uccidere il Vuoto che Silas non era riuscito a eliminare, è sempre lei a lasciare tracce evidenti affinché Felix e Huck riescano a trovarli, ed è ancora lei a sacrificarsi andando di nascosto ad accendere la sirena che allontanerà (suppongo) l’orda dai suoi amici nel prossimo episodio.

Al contrario, la caratterizzazione di Iris sembra piena di falle: con le sue scelte irresponsabili e la sua noncuranza nei riguardi delle persone che sono con lei, mi chiedo che fine abbia fatto la ragazza forte e popolare che ho visto all’inizio del primo episodio.

Sparisce papà e diventi scema?

Spero non sia così semplice.

Per quanto riguarda Elton e Silas, invece, sono in trepidante attesa delle loro storie. Quando li vedo sullo schermo provo una grande tenerezza, sembrano ragazzi molto dolci e ho tanta voglia di conoscerli meglio.

Continuo ad avere grande fiducia in questo franchise e nell’idea di seguire questi “figli dell’apocalisse”, spero di non rimanere delusa com’è stato con Fear The Walking Dead.

Fulvia Elia

Fulvia Elia

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