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Recensione Serie Tv: The Walking Dead 10×01 “Lines we cross”

Lines we cross

Ghhhh, rahgh Fenicih!

I vaganti son tornati, trallallallalà!

 

Sono passati mesi da quando gli abitanti del Regno sono dovuti fuggire a Hilltop. Rosita ha partorito (cosa può aiutare nel comprendere una timeline meglio di una gravidanza?) e tutti i nostri sopravvissuti sono, beh, sopravvissuti!

A Oceanside un gruppo di guerrieri si allena in quelle che, a tutti gli effetti, sembrano tattiche di battaglia dell’antica Roma o giù di lì, sebbene alla nerd moderna che sta scrivendo questa recensione possano sembrare un po’ ridicole, effettivamente in un mondo privo di armi da fuoco hanno perfettamente senso: se puoi combattere solo con armi da taglio, lance e frecce, tanto vale imitare chi lo faceva con maestria.

I confini imposti da Alpha vengono rispettati, ma alcuni iniziano a essere insofferenti; l’umore peggiora quando i bambini trovano sulla spiaggia la maschera di un sussurratore e alcuni esploratori un intero corpo scuoiato nel bosco. Una minaccia silenziosa, costante, che li mantiene vigili e in ansia continua.

Aaron è stanco di “essere buono”, ha voglia di combattere dopo tutto ciò che ha perso e Michonne lo trattiene a stento dal varcare la linea tracciata dal nemico.

Carol adesso trascorre tutto il suo tempo sulle barche, isolata, vi scende solo per stare con il suo amico, altrimenti le sue giornate si susseguono mentre lei fa la spola da Oceanside alla comunità che ospita Maggie, appena accennata; propone a Daryl di andare via insieme verso il Messico, per allontanarsi dal loro passato e cambiare vita, per quanto possibile. Il suo migliore amico, il suo confidente, nonostante l’affetto per lei, non riesce a seguirla e a lasciare il resto del gruppo con il quale finalmente, dopo 10 anni (televisivi) è riuscito a legare e a comunicare: osservarlo mentre interagisce con Connie, scoprire che sta imparando il linguaggio dei segni per lei, è come vedere un bambino che impara a camminare.

L’episodio ci mostra un evento visto da varie angolazioni.

Un satellite russo, ormai privo di manutenzione e controllo dall’inizio dell’outbreak, precipita in fiamme tra gli alberi. Non vogliatemene, ma la geografia di The Walking Dead per me è sempre stata un mistero e pur supponendo sia caduto dalle parti di Oceanside, non posso dirlo con esattezza; ciò che è sicuro, invece, è che il detrito spaziale ha superato il confine di Alpha, dando fuoco a tutto ciò che lo circonda.

I sopravvissuti inizialmente non prestano grande attenzione alla palla infuocata che vedono sfrecciare nel cielo, ma fortunatamente vengono messi in allarme da Eugene, l’unico consapevole del pericolo causato da un incendio di dimensioni devastanti. La sola scelta possibile è rischiare e superare la linea, per fermare le fiamme prima che si propaghino, nella speranza che anche la folle Alpha comprenda che ciò è una causa di forza maggiore e andrà anche a suo vantaggio. 

Ma Alpha è pazza, quindi vai a sapè.

Eugene poi esagera e chiede alcuni minuti per portare via il satellite, in modo da prenderne i componenti.

E Negan? Lui ormai vive ad Alexandria in modo quasi normale, dorme sempre nella cella, ma durante il giorno si occupa delle colture e si diverte a giocare con la mente del povero Gabriel.

Stupenda la scena finale, con Carol che osserva la gola in cui i sussurratori accumulano i vaganti, e Alpha che emerge dagli alberi e lo sguardo di due madri che, in modo diverso, hanno perso i loro figli l’una a causa dell’altra.

Le premesse per una guerra imminente ci sono tutte, e mi piace vedere i nostri sopravvissuti più cauti e consapevoli: forse i sussurratori non fanno più così paura, ora che le comunità sono più unite.

Velo pietoso sui siparietti di “Rosita e i 3 papà”, Siddiq (in pieno stress post traumatico e che non me la racconta giusta), Gabriel e Eugene: cercano di far ridere ma risultano abbastanza stupidi.

Gli scambi tra Carol e Daryl invece sono stati stupendi e divertenti, così naturali, e tutto quello che riguarda il “nuovo Daryl” è adorabile e buffo, quindi se qualcuno o qualcosa lo renderà di nuovo triste, sappiate che la mia vendetta sarà tremenda!

 

 

 

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