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Recensione serie tv: The Romanoff’s S01e01 e S01e02

La serie che tutti stavamo aspettando!!!! The Romanoff’s S01e01 e S01e02

The Romanoff’s S01e01 e S01e02

Salve dalla vostra Anastasia! Quale nick potrebbe essere più appropriato tra l’altro?

Eccoci qui a parlare di una delle serie che aspetto con più ansia sin da quando ne ho sentito parlare per la prima volta.

Come si comprende già dal titolo, la storia ruota attorno a persone che credono di essere i diretti discendenti di un’antica famiglia reale russa, i Romanoff.

Questa serie, che è composta da otto episodi (di cui i primi due già disponibili), ricorda un po’ Black Mirror. Infatti ogni episodio è un film a sé, con personaggi, cast e ambientazioni diversi, i quali sono accomunati dal fatto di credersi imparentati con la famiglia reale russa.

Ma prima facciamo un passo indietro. Forse è il caso che, qualora non la conosciate, vi riassuma brevemente la fine della famiglia Romanoff e dell’ultimo zar Nicola II.

Anche se dubito che qualcuno non abbia mai sentito parlare della Granduchessa Anastasia o non abbia mai visto il cartone della Fox del 1997 “Anastasia”, che rielabora in modo molto surreale le vicende della piccola Anastasia e dalla rivoluzione russa.

Personalmente ho sempre trovato questa storia molto affascinante e misteriosa.

Ma iniziamo.

In Russia, nel 1917, il popolo insorse contro lo zar e, sotto la guida dell’esiliato Lenin, diede inizio alla rivoluzione di Febbraio, durante la quale lo zar Nicola II dovette abdicare per sé e per suo figlio Aleskej (un bambino affetto da emofilia ed unico figlio maschio).

Dopo la Rivoluzione di Febbraio, Nicola II e la sua famiglia vennero posti agli arresti domiciliari dal nuovo governo, a Eketerinburg in Siberia. I Romanoff vennero giustiziati alla mezzanotte del 17 luglio 1917, i loro corpi fatti a pezzi e poi bruciati.

La leggenda, secondo cui Anastasia, la quarta figlia di Nicola II e Alessandra, fosse sopravvissuta allo sterminio della sua famiglia, nasce dal fatto che né il corpo di una delle figlie (Anastasia o Marja) né quello di Aleskej furono ritrovati fino al 1997.

Chiudo qui la parentesi storica e iniziamo con la recensione del primo episodio della serie: “The Violet Hour.

L’episodio è ambientato nella Parigi di oggi e coinvolge la signora Anastasia LeCharnay, detta “Annuska”, suo nipote Greg un americano, la sua fidanzata Sophie e la domestica di Anastasia, Hajar Azim.

L’episodio inizia su un’ambulanza dove una donna bionda viene trasportata in tutta fretta all’ospedale. Questa donna è Madame Anastasia LeCharney, una ricca vedova senza figli che vive in un lussuoso appartamento al centro di Parigi. Il suo unico nipote Greg, viene chiamato all’ospedale per occuparsi della zia . La sua fidanzata Sophie non è entusiasta e detesta la zia del ragazzo. Spera che muoia presto e lasci al nipote l’appartamento.

Il giorno dopo, a casa della signora LeCharney, si presenta la nuova domestica, Hajar Amin, una ragazza musulmana che studia per diventare infermiera. Nonostante Anastasia non la voglia in casa sua e la scacci in malo modo lamentandosi con il nipote, la domestica rimane.

Anastasia inizia piano piano a trattare Hajar più gentilmente e instaura un forte legame con la giovane, raccontandole la storia della sua vita. Le rivela di discendere dai Romanoff e che l’appartamento in cui vive appartiene alla sua famiglia, racconta inoltre ad Hajar di suo figlio morto annegato anni prima, delle angherie subite dai nazisti durante la guerra e dei suoi parenti.

Quando Anastasia si sente nuovamente male, Hajar le resta affianco a differenza del nipote e della perfida fidanzata che erano in vacanza. Per questa ragione Anastasia cambia il suo testamento lasciando l’appartamento a Hajar.

La ragazza, dopo una cena a cui era stata invitata da Greg, su consiglio di Sophie per cercare di riavere l’appartamento, passa la notte con lui. La mattina dopo la ragazza si licenzia con gran dispiacere di Anastasia e rifiuta l’eredità.

Due mesi dopo la madre di Hajar e la figlia si presentano alla stanza dell’hotel di Greg dove comunicano a Sophie la notizia: Hajar è incinta. La donna, furiosa, si precipita dal fidanzato che è in compagnia della vecchia zia; Hajar gli comunica la notizia e dice a Greg di amarlo. I due decidono di rimanere insieme e anche Anastasia è contenta perché finalmente la dinastia può continuare.

L’episodio mi è piaciuto. Adoro Parigi e gli scorci di questa città sono stati bellissimi. I dialoghi in francese poi mi hanno proprio fatto entrare nella vita di queste persone. Mi è piaciuto anche il rapporto che si crea tra Anastasia e la giovane Hajar, con la quale parla e si confida. Ho apprezzato come è stato trattato l’argomento dell’assistenza agli anziani e la solitudine che spesso questi ultimi patiscono. Mi sarebbe piaciuto approfondire il rapporto di Greg e Hajar, ma purtroppo il tempo era quello che era.

Complessivamente questa prima puntata mi ha soddisfatta sia per il luogo dove è ambientata la storia sia per le tematiche trattate. “A Violet Hour” è un buon episodio e un buon inizio.

“The Royal We” è il secondo episodio di The Romanoff. A differenza della prima puntata che è ambienta in Francia e con la maggior parte dei dialoghi in francese, questo si svolge in America ed i protagonisti sono Michael Romanoff e sua moglie Shelley, che si ritrovano da una terapista di coppia per cercare di risolvere i loro problemi coniugali.

Mentre Shelley cerca di salvare il matrimonio, Michael sembra un uomo annoiato e senza nessun interesse. Nonostante la moglie gli proponga una crociera in cui potrebbe scoprire le origini della propria famiglia, lui preferisce lavorare come giurato in un tribunale seguendo un caso di omicidio.

Shelley decide comunque di partire alla scoperta dei Romanoff anche senza il marito, su questa nave da sogno piena di eccentrici e strani personaggi, a volte alquanto ridicoli, che sostengono di essere discendenti dei reali di Russia.

Qui Shelley incontra Ivan, un polacco, anche lui in viaggio senza la moglie, impegnata al lavoro. Tra i due si crea subito una bella sintonia. Al ballo del duca, un galà a cui partecipano tutti i passeggeri della nave, tra Ivan e Shelley si crea un’attrazione molto forte. Tra l’altro, a proposito di Romanoff, il vestito che Shelley indossa al ballo mi ha ricordato un po’ quello indossato da Anastasia nell’omonimo cartone.

Comunque al galà incontriamo eccentrici duchi a cavallo e dame con le piume, mentre Ivan e Shelley, dopo un bacio appassionato, si dirigono verso la cabina di quest’ultima, ma all’ultimo Ivan si tira indietro.

Intanto a casa, Michael, durante il processo che sta seguendo, conosce un altro membro della giuria, Michelle, una donna per la quale prova un immediato interesse. Lei lo aiuta nel cercare di dimostrare la sua teoria sull’innocenza dell’imputato e, nonostante non riescano a provare nulla, passano una bella serata insieme.

Michael sembra un’altra persona e le chiede di rivedersi il giorno dopo. Michelle lo accontenta e passano insieme la notte, anche se all’inizio la donna non è molto convinta dalle insistenti avances di Micheal.

Nonostante quanto trascorso, Michelle gli dice che questo non si potrà più ripetere e che non si vedranno mai più. Ed è qui che Michael inizia a mostrare i primi segni di squilibrio, chiamando in continuazione la donna quasi ossessivamente, sebbene lei gli abbia detto più volte che non ci sarà mai nulla tra loro.

A questo punto Michael sembra rassegnato, e dopo la condanna dell’imputato se ne torna a casa.

Tuttavia si capisce che lui ha perso veramente la ragione quando invita la moglie Shelley a fare una camminata in montagna e, una volta arrivati in cima ad una collinetta, la spinge giù. La donna non muore, ma anzi scappa da lui terrorizzata.

Qui abbiamo l’occasione di vedere la pazzia che, secondo alcuni, affliggeva qualche zar della dinastia Romanoff. Si sarebbe trattato di una delle così dette tare ereditarie.

Nel caso di Michael, la pazzia si manifesta prima in una morbosa ossessione per il caso giudiziario che sta seguendo, per poi tramutarsi in una sorta di persecuzione nei confronti di Michelle e, infine, nel tentato omicidio della moglie.

Questi due episodi mi sono piaciuti sia per i temi trattati sia per i personaggi ben caratterizzati. Questo modus stile Black Mirror funziona e ci permette di dare uno sguardo a personaggi davvero ben costruiti.

Non vedo l’ora di parlarvi del prossimo episodio!

 

 

 

 

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StaffRFS