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Recensione serie TV: The Resident -3×04- “Belief System”

The resident

Recensione con spoiler

Potrei iniziare questa recensione con un grandissimo Mah.
Mi spiego meglio, la puntata in generale è stata bella… ma davvero strana a causa delle emozioni e delle situazioni raccontate. È come se la produzione avesse deciso, in occasione di Halloween, di produrre un concentrato di stranezze, un episodio completamente distaccato (almeno per ora) dalla storyline della serie.

Mentre Nina e il dottor Austin si recano a un convegno durante il quale, per la prima volta, la dottoressa parlerà in pubblico (il collega/amico ricopre solo il ruolo di accompagnatore), la macchina d’epoca sulla quale viaggiano si rompe nei pressi di un paese fantasma.
I due si rendono velocemente conto che lì tutti li guardano con sospetto. Ma se in un primo momento si pensa che la causa di tale diffidenza sia il colore della loro pelle, seguendo la puntata si scopre che la reale motivazione è la professione medica.
Gli abitanti del paese fantasma sono restii ai medici in quanto la società Red Rock Mountain Medical, prima di trasferirsi altrove, ha disposto la chiusura degli stabilimenti (buttando nelle acque del fiume tutti i medicinali) e dell’ospedale cittadino costringendo gli abitanti ad andarsene.
Solo alcuni ex dipendenti sono rimasti in città per accudire i malati di mente che la società ha lasciato liberi e senza sostegno dopo la chiusura degli stabili.

Durante il soggiorno dei due medici in città, viene loro chiesto di aiutare una cittadina che, contagiata dalle acque infette del fiume e dai gas nell’aria, risulta immune agli antibiotici. Austin e Mina da nemici diventano amici.

I due, prima di dividersi, consigliano agli abitanti di fare causa alla Red Rock Mountain Medical. Nina va al congresso mentre Austin segue l’ammalata al Chastain Park Memorial Hospital di Atlanta, rimangono in contatto tramite sms e (finalmente) abbiamo la certezza che tra i due potrebbe nascere una bellissima storia d’amore.

In parallelo alle avventure di Nina e Austin al Chastain Park Memorial Hospital arriva il fondatore di un movimento razzista contro i neri. L’uomo soffre di sdoppiamento della personalità a causa di un tessuto posizionato nel cervello.
Cain non ci pensa due volte e senza chiedere alcun permesso decide di operarlo cercando di annientarne la mente, dispensatrice di tanto odio. Purtroppo ottiene il risultato opposto annientando la parte buona del paziente di cui a mio parere torneremo a sentir parlare nel corso di questa stagione.

Per finire, dopo l’ennesima giornata intensa al pronto soccorso, Conrad e Pravesh parlano della decisione assunta dal primo nei confronti di un rapitore gravemente malato e risvegliato dal coma, tra atroci sofferenze, al fine di farlo confessare il luogo dove teneva degli ostaggi.
Comportamento che a Pravesh non è piaciuto e che gli ha fatto perdere il rispetto e l’amicizia che provava per il suo superiore.
Con questa puntata sicuramente si sono aperte diverse storyline da approfondire. Sperando che questo avvenga, non mi rimane che salutarvi.
Alla prossima

Fulvia Elia

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