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Recensione Serie Tv: The Originals – Episodio 4×13 “The Feast of All Sinners (la festa di tutti i peccatori)”

Tutto ha un inizio e tutto ha una fine Neo… scusate, il mio lato nerd oggi non se ne vuole stare rinchiuso in cantina, quindi mi è toccato farlo uscire… comunque la frase non è totalmente fuori luogo: la recensione che vi accingete a leggere riguarda il finale di stagione e finisce in un modo che mi ha fatto ripensare a Matrix, chissà perché…

Tornando a noi, ci eravamo lasciati con il caro Vincent che aveva un piano per sconfiggere Inadu… vi giuro che, dopo aver sentito il piano, ero pronta a mettere lo stregone in un sacco e lasciarlo morire soffocato nella palude, giusto per sicurezza ci avrei mollato pure due coccodrilli. Pronto? Quel beep, beep, beep, figlio di un beep e di una beep, vuole trasferire la Vuota dentro quattro vampiri che abbiano legami di sangue con Hope, che verranno spediti lontano e non dovranno vedersi mai più. Ma io ti rovino, stupido ciarlatano da quattro soldi! Sacrificati tu, pomposo bastardo! Ricordo a tutti che è stato proprio lui a evocare la Vuota, a suo tempo.

L’erba cattiva non muore mai… (torna in cantina maledizione!) Vi ricordate il gran sacerdote di Inadu? Dominic, quello che rispuntava sempre. Ecco! Torna in vita un’altra volta per fare da galoppino alla sua padrona e aiutarla a mettere in ginocchio i ribelli.

Vanità, decisamente il peccato che preferisco”, disse Al Pacino nel film “L’avvocato del Diavolo”. Scusate… ho perso la battaglia con il mio lato nerd, ed è pressappoco quello che succede a Inadu. Marcel, malgrado quella rompiscatole di Sofye, si coalizza con la sua vecchia famiglia e si finge disposto ad allearsi con la Vuota; si presenta al suo cospetto e, dopo che lei ha richiesto al re di inginocchiarsi, lui le soffia in faccia una sostanza soporifera. Eureka! Funziona, per una volta! Subito fanno la comparsa gli Originali che bloccano, tramite un oggetto oscuro, tutti i seguaci della Vuota dentro una stanza invisibile, e danno loro fuoco.  Dopo il falò, ammazzano Dominic (dite che questa è la volta buona che resta morto?) e iniziano il rituale. I candidati a ospitare la Vuota sono Elijah, Kol, Rebekah e Klaus. È la fine del “sempre e per sempre”, i fratelli non potranno più vedersi e soprattutto non dovranno mai avvicinarsi a Hope. L’incantesimo, lanciato da Vincent e Freya, funziona alla grande e i quattro, neanche il tempo di dirsi addio, si dileguano.

Bene, a questo punto preparate gli occhioni a cuoricino e i fazzolettini; Kol porta un grosso e splendente diamante da un gioielliere per ricavarne una parure con annesso anello da fidanzamento da regalare a Davina (felicitazioni vivissime per loro!), Rebekah va a New York e, mentre sta per uscire sotto un cielo innevato, si avvicina l’oggetto del suo desiderio, ossia Marcel, che le fa una dichiarazione d’amore, coronata da un bacio mozzafiato (Sofye, già dimenticata). Freya resta a New Orleans con la sua dolce lupetta, mentre Hayley e Hope raggiungono la scuola per bambini speciali di Miss Peregrine… no, calma, ho sbagliato film… la scuola per bambini speciali gestita da Alaric, a Mystic Falls. 

E Klaus ed Elijah? Tranquilli, non mi sono dimenticata di loro, però sono gli unici ad avere un epilogo aperto… il problema è che i due fratelli sono sempre stati uniti, pronti a proteggersi, inoltre Elijah è innamorato di Hayley e il suo scopo è proteggere la sua famiglia, quindi si trova un po’ fregato dalla situazione, soprattutto dopo l’ultimo dialogo con il fratello:

K: Elijah, sei sempre stato il custode del nostro legame e per questo sarai quello che soffrirà di più. Quando accadrà l’inevitabile, e io, privo dell’influenza familiare, ricadrò in una spirale di caos e massacri, avrò bisogno che tu mi lasci al mio destino. Se venissi a salvarmi, sarebbe solo d’aiuto al nostro nemico. Quindi, fratello mio, quando arriverà il momento, ti supplico di lasciarmi andare.

Più che dialogo, è un monologo di Klaus, che però fa effetto ed Elijah capisce che non è affatto in grado di ottemperare né a questa richiesta, né a quella di stare lontano dalla donna che ama. Morale della favola, chiede a quel maledetto stregone e a Marcel di cancellargli la memoria, per intero.

L’episodio finisce sulle note di Rag’n’Bone Man (Grace), in un pub francese, mentre un pianista dall’aria sbarazzina e socievole, Elijah appunto, sta suonando e Klaus, (certo che questo le regole non le rispetta mai!) dopo aver messo un centone nel contenitore delle mance, scambia un’occhiata con il fratello che non lo riconosce e ricomincia a suonare, e inaspettatamente, Klaus ci regala un mezzo sorriso. Possiamo dire a tutti loro: “arrivederci alla prossima stagione”. Oh Cielo, dove ho messo il mio fazzoletto? Vado a cercarlo… 

Ps: I wonder why we give up on love
When it’s always within reach
You and I, we suffered this enough
We all try
We all try
We’re all one step from grace

(Rag’n’bone Man, Grace)

A questo indirizzo potete trovare le recensioni degli altri episodi

http://www.romanticamentefantasy.it/serie-tv-the-original-lista-episodi-e-recensioni/

 

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