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Recensione Serie Tv: The loudest voice 1×01 – 1×02

Hey Fenici! Volete che vi parli di un brutto sporcaccione maniaco che molesta le donne?

E invece no. O almeno, non oggi.

 

Siamo nel 1995, Roger Alies si dimette dalla CNBC, canale all news che all’epoca dominava la scena insieme alla CNN, e nel farlo è costretto a firmare una clausola di non concorrenza che elenca tutte le emittenti nelle quali non potrà lavorare; proprio grazie a questa lista, è libero di unirsi a Rupert Murdoch nella creazione di un nuovo canale.

A ottobre del 1996 nasce Fox News.

Ma chi è Roger Alies? Uno stratega, un visionario, un conservatore, un giornalista, un porco.

Roger è tutto questo e molto di più. Prende Fox News e decide di destinarla ai conservatori, ai repubblicani, ossia a tutta quella fetta di utenza che, pur numerosa, viene ignorata dalla concorrenza: vuole rumore, vuole una tv aggressiva, e vuole collaboratori che siano sulla sua stessa lunghezza d’onda. Va a ripescare alla CNBC i colleghi più fidati e mantiene un clima di scontro continuo con i fedelissimi di Murdoch.

Intanto, tra un urlo e l’altro in sala riunioni, lo vediamo circuire qualche giornalista, con quel suo modo viscido e prepotente.

La particolarità è proprio questa: ancora non abbiamo visto “il suo peggio”, sappiamo che è un porco e che andrà male, d’altronde è una storia vera, ma al momento siamo concentrati ad ammirare la sua incredibile bravura e i risultati a dir poco eclatanti che riesce a ottenere.

 

 

 

Il secondo episodio ci catapulta direttamente in uno dei drammi più sconvolgenti degli ultimi cent’anni: l’attacco alle Torri Gemelle.

È lui che nel pieno della crisi decide di mandare in onda i video delle persone che precipitano dai grattacieli, perchè la sua intenzione è proprio mostrare al mondo la reale gravità della situazione. Viene contattato da un consulente di Bush che gli chiede senza mezzi termini di usare Fox News per legittimare una prossima guerra in Iraq: è così che nasce la menzogna delle armi chimiche nascoste da Saddam Hussein.

Alla fine è proprio il suo patriottismo di bassa lega, quello che oggi è il MAGA di Trump (Make America Great Again), a decretare il successo di questa emittente così di parte e poco seria.

Come se non bastasse, l’attacco alle Torri instilla in lui e nella moglie una forte paranoia, in parte motivata dalla sua posizione di spicco nella rete, tanto da fargli assumere una guardia armata e da convincerlo a costruire un bunker in un terreno acquistato vicino a una base militare.

Ciò che questo episodio urla a gran voce è che la politica moderna è in mano all’informazione, come lo sono i suoi elettori: è il giornalista a dire se qualcosa è legittimo o meno, non il politico.

 

Un Russel Crowe straordinario, seppur irriconoscibile che ci racconta una storia degna di House of Cards.

Ho trovato interessante il modo in cui ci viene narrata la sua ascesa (e futura discesa), perchè è completamente sopra le parti, descrive senza giudicare: sappiamo che ci sono molestie, notizie false, denunce, ma Roger ci viene mostrato per quello che è.

Una serie assolutamente avvincente, da non perdere.

 

 

Eve

Eve

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