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Recensione Serie Tv: The Good Fight – 4×04 – “The Gang is Satirized and Doesn’t Like It”

Gang

Progetto grafico a cura di Francesca Poggi

Ah, Fenici, il teatro!

Brutta storia quando i tuoi difetti e le tue debolezze vengono esposti, ed è proprio ciò che accade agli avvocati di RBL.

Un cliente di punta (a quanto pare lo sono tutti, ma sorvoliamo) torna allo studio perché ha scoperto che la sua intera causa di divorzio fa parte di una commedia teatrale di grande successo, Cocksucker in chains, e intende sporgere querela. Lucca ci mette poco a capire che l’autore dello spettacolo è un ragazzo che lavorava allo studio, licenziato per droga, e a turno tutti gli avvocati vanno in teatro per capire cosa succede; il modo in cui vengono rappresentati, con nomi fittizi ma con una blanda somiglianza fisica degli attori, li offende, ma li porta anche a riflettere su se stessi.

Mentre procedono gli approfondimenti, Diane si scontra per l’ennesima volta col memo 618 e stavolta è uno degli avvocati dello studio madre a gestire la causa che è stata favorita; certa di voler proseguire nonostante l’intimidazione, argina il coinvolgimento diretto patrocinando l’avvocato, che in quel procedimento rappresentava la parte lesa. La cliente lo ha denunciato convinta di aver perso per via della sua incapacità, ma in realtà il processo non si è mai concluso, è semplicemente “sparito”: il giudice si è ritirato per esaminare una mozione e non è più rientrato in aula, e l’intera causa è scomparsa dagli archivi del tribunale.

Il procedimento non esiste più.

Diane riesce a far testimoniare l’avvocato che l’aveva minacciata, ma questi risponde semplicemente “culo, culo culo”, e non sto scherzando. Risponde davvero così e le sue parole sono messe agli atti.

Brian Kneef è davvero una persona odiosa, ma Diane smuove abbastanza le acque da portare il suo cliente misterioso a indennizzare la vedova, la quale ritira la denuncia a carico del suo ex legale.

Capito? Io no, ma non è importante, l’unica cosa che conta è che Laurie va da Diane per capire cosa sta accadendo sotto il suo stesso tetto e quando lei gli spiega cos’ha compreso fino a ora, lui la appoggia.

A oggi, quindi, S.T. Laurie pare essere una brava persona.

In questo episodio succedono davvero molte cose: Lucca viene tormentata dalla milionaria nullafacente Bianca, che insiste affinché la raggiunga in qualche isola tropicale random e alla fine ottiene ciò che vuole, Diane e Kurt sono molto ringalluzziti da ciò che vedono a teatro e questo aiuta parecchio la loro vita ginnica, ma più importante di tutti è la catarsi di Julius.

Sul palco viene rappresentato come un uomo integerrimo che ha lasciato il lavoro di avvocato per diventare giudice e perseguire i suoi ideali, è praticamente l’unico di cui l’autore non si prende gioco. È qui che capisce. Non può piegarsi alle minacce, non può permettere che si prendano gioco del sistema legale.

The Good Fight torna alle rivelazioni sottili e geniali, all’introspezione, ai personaggi che si capiscono osservandosi con occhi diversi. Scegliere di farli dialogare con le loro controparti teatrali è stata una mossa vincente e molto originale, un’originalità di cui si era sentita la mancanza nelle scorse settimane.

 

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