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Recensione Serie TV: The Flash 4×07 “Therefore I Am”

Miei cari velocisti, la puntata che sto per raccontarvi è davvero unica.

Ripensandoci è stato anche l’episodio in cui avrei voluto uccidere tutto il Team. Non solo non credono a Barry, lo prendono anche un po’ in giro dando per scontato che abbia il classico attacco d’ansia prematrimoniale.

Dopo anni passati a combinare guai, capisce subito chi è il cattivo, che tutti quanti sappiamo essere Clifford DeVoe e nessuno gli crede.

È interessante il modo in cui gli autori hanno rivoluzionato la serie, raccontandoci la storia del villain già dalla prima metà della stagione e non negli episodi finali.

 Un cambiamento in questo senso, lo avevamo già notato negli episodi passati, visto che sono stati impostati in modo diverso rispetto alle serie precedenti.

 Un esempio lampante di una prima modifica è stato proprio il villain della stagione: DeVoe, che nella 4×03 presenta il cattivo dell’episodio, è proprio la sua, la voce narrante della storia che ci porta a conoscere la ragazza che diventerà Hazard, la malvagia dell’episodio.

Gli spezzoni iniziali, l’apertura dell’episodio dedicati tutti al villain, sono un segno chiaro che finalmente gli autori hanno recepito il messaggio. Evidentemente arrivato forte e chiaro a seguito del calo degli indici di ascolto durante tutta la terza stagione.

 Fin dall’inizio della 4° stagione la paura di commettere gli stessi errori era alta, ma oggi o ieri, (il quando lo lascio decidere a voi) dopo che abbiamo notato tutti questi segnali che indicano una “presa visione” da parte degli autori, possiamo finalmente tirare un sospiro di sollievo e… perché no, anche un bel sorriso.

Tutti ci stiamo chiedendo come abbia fatto questo fantastico villain, definito uno dei più difficili da battere a diventare Il Pensatore, andiamo a vedere com’è successo.

Attraverso i flashback che ci fanno ricordare i bei vecchi tempi, ci rendiamo conto che ci sono cose sulla notte dell’esplosione, (quella che ha portato alla nascita di Flash e dei meta-umani) che ancora non conosciamo.

Clifford DeVoe non era altro che un professore di storia deluso dalla noncuranza verso l’apprendimento dimostrata dai suoi studenti.

Il suo sogno era quello di voler imparare il più possibile.

Per fare ciò, la moglie anch’essa professoressa, esperta in ingegneria, costruisce un apparecchio che dovrebbe aiutarlo ad allargare (metaforicamente) la sua mente.

Per farlo funzionare la coppia decide di utilizzare come fonte di energia proprio l’acceleratore di particelle.

Purtroppo sappiamo tutti come è andata.

Grazie alla materia oscura DeVoe realizza il suo sogno di essere “l’uomo dalla conoscenza illimitata”.

Ma tutto questo ha un prezzo, la sua mente per essere così accelerata ha bisogno di “carburante” e per questo prosciuga il resto del suo corpo e l’uomo è costretto su una sedia a rotelle.

A Barry Allen, però l’uomo con la malattia degenerativa non convince.

Così vediamo il nostro giovane eroe gettarsi a capofitto in questa indagine.

Alla fine si arriverà al primo confronto tra i due, il quale, stranamente avviene in modo “pacifico” senza scontri (sempre se possiamo dire così).

Clifford DeVoe continua ad essere in vantaggio assoluto in questa partita, dove per il momento, i nostri, sembrano essere solo pedine.

Diversamente dalla sua versione nella serie, nella quale è un professore, il Clifford DeVoe originale (quello dei fumetti) era un avvocato fallito che decise da cambiare la sua vita, guidando grazie al suo “cervello” piccoli criminali poco intelligenti.

Un po’ come dire la mente dietro al braccio.

Utilizza molti oggetti scientifici ma il potere deriva dal “Cappello Pensante” che gli permette di possedere una forza mentale mai vista.

Fu sconfitto da Jay Garrick e successivamente da Flash, diventando il suo nemico periodico.

Altri avvenimenti che rendono affascinante questo episodio, sono i tanti riferimenti casuali sia a fumetti, storie reali e non…

In primis è quello di Wally che, innanzitutto ritorna a Central City.

 Il ragazzo racconta di aver pescato una stella marina aliena nella Blue Valley. Ho riso come una matta, perché mi è venuto subito in mente Starro (il conquistatore).

 È un aliena che assomiglia a una stella marina gigante. Ha il potere di creare cloni di se stessa che possono impossessarsi di altri corpi, attaccando il sistema nervoso dell’ospite. È un supercriminale sconfitto dalla Justice League, ma c’è un episodio in cui un suo clone prende il controllo di Flash e, della popolazione di Blue Valley.

 DeVoe dice aver risolto l’Ipotesi di Riemann, una congettura sulla distribuzione della teoria analitica dei numeri definita ancora oggi, come uno dei più importanti quesiti matematici irrisolti; è talmente intelligente da scoprire la vera identità di Jack lo Squartatore, infatti non fu Aaron Kosminski, il barbiere polacco che era il principale sospettato, ma Catherine Jewell l’infermiera.

Naturalmente è un personaggio inventato al fine di rendere divertente la scena.

 E così che si conclude questa puntata, con un’interessante quesito tra i coniugi DeVoe che ci proietta direttamente verso il crossover:

 “Lascerai davvero che si sposino?”

 

Recensione a cura di:

Editing a cura di:

 

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StaffRFS

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