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Recensione Serie Tv: The Boys stagione 2, episodi 1-2-3

The Boys

Progetto grafico a cura di Maria Grazia

Non posso neanche dire Mindblowing, Fenici, perché qui le teste esplodono per davvero!

The Boys torna su Amazon Prime più pazza di prima, ma ci chiede anche di pazientare e vedere un solo episodio a settimana: ci potete credere?

Ancora più scorretto, volgare, lurido e cattivo dello scorso anno, si conferma il miglior show sui supereroi che abbia mai visto.

I Sups hanno molto in ballo: la morte di Translucent, la caccia ai super cattivi/terroristi creati in laboratorio dalla Vought, la ricerca di un nuovo membro dei 7 e non ultimo proprio il gruppo dei Boys, i quattro poveracci senza poteri che sono riusciti a fare un vero casino.

Intanto Patriota cerca di instaurare un rapporto col figlio che non sapeva di avere, mentre Starlight aiuta Hughie, facendo avere alla stampa la prova che i Super non nascono coi poteri, bensì vengono creati in laboratorio.

Butcher continua a modo suo, spaccando tutto a testa bassa, soprattutto ora che ha scoperto che sua moglie è viva, anche se non sa dove si trova. È proprio lui a mettere tutti di nuovo in pericolo, esponendo il gruppo e rischiando per un soffio di venire incenerito proprio da Patriota.

Ottimamente odiosa la new entry, Stormfront, che inizialmente si presenta come una ragazza forte che non le manda a dire, una cinica onesta che crede in ciò che fa, ma che alla fine si rivela una razzista violenta che gode nel vedere la gente morire per mano sua.

Come sempre è il Patriota di Antony Starr a brillare su tutti gli altri, dominando lo schermo in ogni singola scena a sua disposizione; eppure lo hanno voluto frenare. Sia quando ha un confronto con il CEO della Vought, Stan Edgar, e non gli stacca la testa, sia quando si impone con la donna che ha dato alla luce suo figlio: Patriota non si trattiene, lui fa ciò che vuole perché è un essere superiore.

Per questo, nonostante sia stato sporco e incasinato, ho trovato questo inizio di stagione quasi sottotono; la creazione di un villain onnipotente presuppone che questi vada gestito in un certo modo, altrimenti la serie perde la sua verve e  lui diventa solo uno stronzo pazzo impossibile da uccidere.

Ciò che amo di The Boys è proprio la sua rozza semplicità. Gente che esplode, litri di sangue e budella, arti fratturati e un disagio mentale costante, azione che non si ferma mai e non ci prova nemmeno a rallentare per spiegare concetti complicati, perché semplicemente non ce ne sono.

Una versione televisiva di “parla come mangi”, praticamente, e non potrei amarla più di così!

 

 

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StaffRFS

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