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Recensione serie TV: The Boys -2×05- “We gotta go now”

The Boys 2x05 “We gotta go now”

Progetto grafico a cura di Maria Grazia

Oh, son tutti matti qui! Si sapeva, per carità, ma così tanto matti?

Eravamo rimasti con A-Train che viene licenziato dai Sette, Stormfront in realtà è Liberty, una Super attiva qualcosa come trent’anni fa, Abisso si è unito a una Chiesa e ha sposato una tizia a caso, Frenchie pedina Kimiko e Butcher ha ormai perso la testa.

E Patriota è onnipotente, oltre che onnipazzo e onnimalvagio!

Alla fine è successo. Dopo anni di mattanze e di uccisioni gratuite, qualcuno ha filmato la follia di Patriota in un video che nei 17 minuti in cui è stato online ha completamente distrutto la sua reputazione.

La Vought lo supplica di non commentare e di mantenere un profilo basso fino a quando le PR non avranno pensato a come risolvere, ma lui non resiste e si presenta a un comizio nel quale la Senatrice Victoria Neuman chiede, da molto tempo, che i Super vengano controllati. L’intervento del leader dei Sette è un vero fallimento, che gli causa un crollo di nervi.

Sul set del (pessimo) film sui Sette, intanto, Queen Maeve si vede il copione modificato con molteplici riferimenti alla sua omosessualità. Neanche stiamo a specificare che lei è in realtà bisessuale, perché secondo i PR per il pubblico è più semplice saperla lesbica, senza complicazioni ulteriori.

Starlight riesce a carpire poche informazioni dal computer di Stormfront prima che questa la scopra nella sua roulotte, ma la discussione tra le due viene interrotta da Patriota che ha deciso di chiedere aiuto alla nuova arrivata. Solo la sua fabbrica di meme virali può cambiare la cattiva opinione che tutti si sono fatti di lui.

Infine, il gruppo dei Boys si trova a casa della zia di Butcher, pedinato da Black Noir.

Oddio, pedinato è una parola grossa. Sembra più Charlie Brown che cerca di nascondersi dietro a un albero con le orecchie che spuntano ai lati.

Dopo uno scontro che distrugge la casa alla povera signora, Jim dice alla Vought che ha le prove dello stupro di Patriota ai danni di Becca, e del figlio che ne è nato: se verrà ucciso uno di loro, i documenti verranno resi pubblici.

Abbiamo uno stallo.

Mentre Patriota resta la minaccia più eclatante, finalmente abbiamo una visione di quanto sia pericoloso Butcher, alle prese con un minutaggio più importante che ci consente di capire meglio la sua motivazione, che va al di là di Becca e di ciò che le è stato fatto.

Una finestra sulla sua giovinezza e il ricordo di un fragile fratello minore ci fanno conoscere un Jim più profondo, scevro della caricatura fumettistica che stava diventando.

Maeve sta iniziando a ribellarsi a Patriota, anche se ancora non si capisce quale sia il suo piano. Coinvolge la Chiesa, Abisso, e chi altri? Ci sarà una task-force contro di lui guidata proprio dalla sua ex partner?

E parlando proprio dell’onnipotente eroe: ma che schifo!

Tutta la scena di sesso con Stormfront è grottesca, ma la scena in cui lei si fa laserare il petto? Mai più, vi prego.

La resa dei conti si avvicina.

Fulvia Elia

Fulvia Elia

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