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Recensione Serie Tv – The Book of Boba Fett – 01×01

 

 Straniero in terra straniera

  

 

Bentornate, Fenici!

Reimmergiamoci in quella “Galassia lontana lontana…” che ci ha sempre affascinato e divertito. Reduci dal successo di The Mandalorian (vi ricordo che la terza stagione arriverà l’anno prossimo) e in attesa di Obi Wan (si vocifera a maggio 2022, più precisamente il 4, in concomitanza con il May the 4th be with you), questa serie è uno spin off della seconda stagione di Mando con protagonisti un redivivo Boba Fett e la sua aiutante cacciatrice di taglie Fennec Shand.

La scena si apre sul palazzo di Jabba a Tatooine; qui Boba è immerso in una grande vasca di Bacta, liquido rigenerativo e curativo, ed entriamo nei suoi sogni/flashback su come sia sopravvissuto fino a quel momento. Sono tutti parti della sua memoria; abbiamo Kamino, luogo in cui è “nato” come clone non modificato Jango Fett, o Geonosis, dove contempla la testa mozzata da Mace Windu e promette vendetta. Lo si vede anche nello stomaco del Sarlacc, da episodio VI, e capiamo come sia sopravvissuto in mezzo agli acidi gastrici della bestia che lo avrebbe digerito per oltre mille anni. Usando l’astuzia e i suoi mezzi ne esce, ma è più morto che vivo. Di notte i Jawa gli rubano l’armatura e rimane in balia delle tempeste di sabbia, fino a quando i Tuskent (o Sabbipodi) lo trovano e lo imprigionano portandolo al loro campo. Ho particolarmente apprezzato l’introduzione di questo popolo, che mi ha permesso di capirne di più sulla loro cultura, di cui vi aggiornerò in seguito.

Passano i giorni, tenta la fuga, ma viene ripreso e rimesso al proprio posto.

Nel presente, Fennec risveglia il suo capo dal trattamento Bacta, poiché deve presenziare all’incontro con vari capi della delegazione del crimine, che si è insediato a Mos Espa. Sono omaggi e tributi in denaro o in altro e, dato che lui è il nuovo “Daymio”, devono portargli rispetto.

[Curiosità o momento Alberto Angela: Il daimyo deriva dal giapponese e significa «grande nome». Signori feudali giapponesi. Questa figura nacque durante il Sengoku jidai («periodo degli Stati combattenti», 1477-1576) in epoca Ashikaga (1338-1573).]

Tornando a noi. Tutti adempiono al proprio dovere, tranne il sindaco della città, che gli manda il suo maggiordomo, Tw’lek.

In seguito si dirigono al Rifugio a Mos Espa per trattare gli affari e lui vuole governare quel posto non con la paura, ma con il rispetto. A qualcuno, però, tutto questo non piace, così vengono attaccati da quelli che sembrano dei ninja esperti in parkour. Di nuovo ferito, viene portato alla vasca di Bacta, dove riprendono i flashback. Stavolta vediamo come si è guadagnato il rispetto dei Tuskent, salvando la vita a uno di loro.

Considerazioni

Allora, allora.

Partita in sordina e, diciamoci la verità, dopo la porcata di episodio IX non pensavo che riuscissero a tirar fuori qualcosa di decente.

Mando del nostro cuore mi ha risollevato il morale dopo la merda perpetrata da JJ e co; beh, Boba è Boba. La serie è stata girata subito dopo la fine della seconda stagione di Mandalorian e non mi ha deluso. Certo, non ha avuto il “botto” di Din e di Grogu, ma ho risentito quelle atmosfere da trilogia originale che si lega perfettamente ai prequel.

Un Temuera Morrison in grande spolvero, signore e signori, che picchia e mostra le palle in tutti i sensi; ma ho anche avuto l’impressione che avesse paura e timore di qualcosa. Forse di se stesso.  Ming-Na Wen, beh, la preferisco di più qui che in qualsiasi altro ruolo l’abbia mai vista; mi stava sulle palle in ER, invece stavolta l’ho rivalutata parecchio.

Per ora come primo episodio non c’è male. Certo, non vi aspettate subito qualcosa di eclatante, avremo altri sei episodi per arrovellarci e, magari, vedere camei importanti.

Ho apprezzato molto lo scorcio di vita dei Tuskent, i Mastiff (i loro cani), la ricerca dei frutti da cui traggono l’acqua (piccola citazione di Mandalorian), il mostro con quattro braccia e quattro gambe (citazione di Harryhausen) e la stop motion.

Quindi, se vi piace Star Wars, come me, e volete evadere per qualche minuto e ricordare i prequel e la trilogia originale, questa è la serie che fa al caso vostro.

Alla prossima!

Un saluto dalla vostra Mal

 

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Francesca

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