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Recensione Serie Tv: The 100 – 7×15 – The Dying of the Light

A Sort of Homecoming

Progetto grafico a cura di Eve

Ed eccoci al penultimissimo episodio della serie e… niente, 40 minuti di nulla cosmico, credo di essermi dilungata abbastanza nella precedente recensione nel dire che non si può distruggere una serie, ma d’altra parte lo hanno fatto con Got, che onestamente era su un altro livello, perché non farlo con questa?

Nello scorso episodio la bomba lasciata nel bunker esplode e naturalmente tutti salvi o quasi, Emori è gravemente ferita. Come sempre Raven ha la soluzione al problema, dopo un’estenuante ricerca trovano la pietra, devono assolutamente tornare su Sanctum o la ragazza morirà, in un altro momento ci avrei sprecato una lacrimuccia quando chiede a Raven di non pensare a lei ma di salvare l’umanità, ma qui niente, nessuna commozione, già si prevedeva come sarebbe finita. Riescono ad attivare l’anomalia e Murphy, Raven, il dottore, di cui mi scuso, ma non ricordo mai il nome, insieme a una Emori ormai alla fine e tenuta in vita solo tramite massaggio cardiaco, l’attraversano.

Intanto nell’arena Indra, Gaia, Octavia e Clarke scoprono ben presto che non c’è via d’uscita, ah no, aspettate, le famose pillole per tornare su Bardo, che nonostante l’esplosione e la quasi distruzione dell’edificio sono rimaste intatte. Chi se non la ormai fu Wanheda e la Bloodreina possono prenderle? E… niente, non funziona, perché ci deve essere qualcuno dall’altra parte a recuperarle.

Veniamo a Bardo, Madi che da brava martire si è sacrificata viene messa sulla sedia strappa ricordi, Levitt esegue la procedura, ma scopre che per accedere al fantomatico codice bisogna andare più a fondo e si rifiuta, non è così per Cadogan che se ne sbatte altamente e lo scaccia, epilogo scontato, Madi sopravvive, ma in stato vegetativo.

Ma il nostro Levitt, che non è mai stato cattivo, cerca e riesce a far arrivare le nostre bad girl su Bardo, non solo, le libera e indovinate chi le aiuta? Certo sotto ricatto, ma Sheidheda a qualcosa doveva servire e incredibilmente non muore neanche a questo giro.

Arrivate da Madi, Clarke viene a conoscenza della situazione, dopo abbracci e lacrime al capezzale della sua bambina, decide di non lasciarla vivere così e vuole ucciderla; Octavia la ferma, ci penserà lei, per non farla convivere con questa colpa. La ragazza sconvolta riassume questi sette anni in un’unica frase: tutti quelli che amo muoiono, come darle torto? #MaiUnaGioiaClarkeGriffin sembra passeggiare abbracciata alla sfiga.

Tranquilli non muore, perché Levitt scopre che il codice è stato trovato.

Jordan che durante il sole rosso su Sanctum ha avuto un’illuminazione, aveva spiegato che la fantomatica ultima guerra in realtà è un test per la razza umana, e se così è, possono lasciarlo nelle mani del Pastore? Ovviamente no, quindi la fine di Madi è rimandata, Octavia e Clarke corrono per fermare l’uomo che realmente potrebbe sterminare l’umanità.

Fine episodio, come ho detto il nulla, incommentabile, un episodio semi filler prima del finale? Non è accettabile e soprattutto perché cazzo mi avete ucciso Bellamy se comunque poi Madi è persa?

Tremo all’idea di quello che potrebbe succedere a Murphy se Emori non dovesse sopravvivere, vi direi che sono ansiosa di arrivare alla prossima settimana, ma ahimè non lo sono. E nel caso remoto fosse un episodio strepitoso, non riuscirà comunque a salvare una stagione che non ha regalato nessuna emozione, ma solo storyline non sense.

Ci sentiamo per il (gran) finale 😊

Serena Oro

Serena Oro
Lilian Gold

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