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Recensione Serie Tv: The 100 – 7×13 – “Blood Giant”

The Stranger

Progetto grafico a cura di Eve

Eccomi con una nuova recensione, se penso a quello che ho scritto l’ultima volta, non mi riconosco in questa, ma veramente sono sconvolta.

Banale. Ho trovato tutto veramente senza senso, di una banalità sconcertante, quindi lo dico subito, sarò estremamente breve.

Lo scorso episodio eravamo rimasti all’arrivo su Sanctum del Pastore e il suo entourage, compresi Bellamy, Raven e Clarke e l’odioso Gabriel.

La reazione di Sheidheda è immediata, ma nulla può contro le armi dei Bardonani tanto da essere ferito a morte anche lui. Gabriel, incaricato di curarlo, realizza che le lune rosse stanno iniziando ad avere i loro effetti, e chi vede? Quell’odiosa di Josephine, mancava a qualcuno?

Nonostante questo, cerca di fornire a tutti l’antitossina per resistere agli effetti delle lune rosse con le conseguenze che ben conosciamo… ovviamente tutti indenni. Clarke ritrova la sua Madi, Murphy, l’unico che per me è rimasto coerente a se stesso, si riunisce alla sua Emori. Raven vive il suo momento di penitenza/redenzione e Sheid e Indra si uniscono sotto il mantra: Il nemico del mio nemico è mio amico e riescono a salvarsi, ma sul serio? Per l’ennesima volta Indra non lo uccide, non ho parole, dove vogliamo andare a parare?

Recuperata la chiave, Gabriel, unico a non avere preso l’antitossina, pensa bene di distruggerla, BRAVO! E la domanda sorge spontanea, perché? Per dimostrare a tutti quanto da sempre sia stato contrario a questa procedura? Beh, amico, dovevi pensarci prima!

Adesso che la chiave è persa, il pensiero di Clarke è per i suoi amici, considerato che Madi è salva. Octavia, Echo e Hope sono su un altro pianeta e combinazione vuole che solo il Pastore abbia il codice, ma basta una pistola a convincerlo. Digita il codice e l’anomalia si apre. Intanto Sheid,che ancora non si decide a morire, con un filo di voce rende partecipe Bellamy del fatto che Madi anche senza la chiave mantiene dei ricordi da Commander che sono riportati in un album sotto forma di disegni; Clarke che era praticamente all’interno dell’anomalia ascolta la conversazione e torna indietro.

Dopo aver cercato di far ragionare il ragazzo, invano, ovviamente, gli spara, mai morte è stata più stupida e inutile, anche perché alla fine il block notes non viene recuperato. L’episodio finisce qua, con il gruppetto misto tra buoni e cattivi che attraversa l’anomalia.

Ora mancano veramente poche manciate di minuti alla fine della serie, uccidere uno dei personaggi principali? Ci poteva stare, ok, ma non così, non trasmette emozioni, una morte fine a se stessa, quasi a dire: ok Bell hai fatto il tuo, ora levati dalle palle. No! Non è accettabile, non lui, non uno dei personaggi più importanti, non dopo sette anni che i più aspettavano che i Bellarke diventassero una certezza, ma anche tralasciando questo, che senso ha avuto?

Ho amato The 100 dal primo episodio, l’ho trovata una serie diversa, innovativa, con così tanti cambi di direzione che era impossibile non aspettare la puntata successiva, ma ora? Dove siamo ora? Qualcuno me lo spieghi, perché davvero non l’ho capito.

Vi saluto, consapevole del fatto che se anche gli ultimi due episodi fossero strepitosi, non basterebbero a salvare una stagione che per adesso non sembra portarci da nessuna parte.

Serena Oro

Serena Oro
Lilian Gold

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