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Recensione Serie Tv: The 100 – 7×11 “Etherea” – 7×12 “The Stranger”

The Stranger

Progetto grafico a cura di Eve

Bellamy is alive!

A cinque episodi dalla fine della stagione e della serie, finalmente possiamo abbracciare (virtualmente) il nostro Bell, era anche l’ora, scelta sicuramente impopolare togliere per così tanti episodi uno dei personaggi portanti della storia, ma… finalmente l’astinenza è finita.

Episodio particolare, a uno sguardo superficiale potrebbe sembrare Bellamy-centrico, ma andando avanti ci rendiamo conto che in realtà lui è solo il veicolo, il portatore inconsapevole della dottrina del Pastore.

Finalmente qualcuno, Levitt, realizza che Bell non è morto, è semplicemente stato risucchiato dall’anomalia e trasportato su un altro pianeta, ed è qui che inizia il viaggio che porterà il nostro sopravvissuto a cambiare totalmente passando da eroe ad antieroe.

Per fortuna, non sono sicura che si possa definire tale, insieme a lui viene trascinato anche uno dei Bardoani, tale Douchette, dopo un primo scontro in cui quest’ultimo rimane ferito, Bellamy dimostra di essere proprio quello che ricordavamo, una persona sicuramente altruista, ma anche un grande stratega. Dopo averlo portato al sicuro, decide non solo di curare le sue ferite, ma fa di tutto per rimetterlo in piedi, conscio che da solo non potrebbe mai farcela.

I giorni passano, la noia aumenta, che fare? Leggere un buon libro è un bel diversivo, peccato che altro non sia che il vangelo secondo Cadogan.

I due hanno modo di parlare e le realtà diverse del loro modo di vivere si scontrano in dibattiti più o meno esilaranti, là dove Douchette indottrinato a dovere dal suo pastore crede fermamente che avere fede li salverà entrambi, Bellamy ribatte che non sarà un falso dio che lo farà tornare indietro, ma i suoi cari. Questo teatrino va avanti per un bel po’ fino a quando, entrati nella “grotta dell’ascesa” Bellamy ha una specie di visione, ci sono delle luci fluttuanti che sembrano quasi delle persone, non solo, vede prima Cadogan e poi sua madre. Tasto dolente per il nostro Bell, tutta la sua vita era basata sui rimorsi e su cosa avrebbe pensato sua madre di tutti i suoi errori, pertanto mi aspettavo qualcosa di più di una mera visione, semplicemente la donna gli indica la luce e lo sprona a entrare. Questa cosa che sembra mettere in gioco anche la componente aliena un po’ mi infastidisce, non bastava tutto quello che è accaduto?

Uscito dalla luce, Bellamy è un uomo completamente diverso, ha decisamente visto la luce (scusate il gioco di parole), peccato sia quella sbagliata. Con un vero atto di fede i due tornano su Bardo e… Bellamy si inginocchia davanti a Bill, da non crederci, non solo, in trenta secondi netti tradisce tutti i suoi amici.

Ora, ho accettato che per esigenze sia di copione, che personali dell’attore, il personaggio di Bell sia stato accantonato, mai pensato che fosse morto, capisco anche che l’esperienza vissuta lo abbia cambiato, ma così tanto da rinnegare tutto ciò in cui credeva?

Il leitmotiv di Bell è sempre stato uno: sopravvivere per i suoi cari: Octavia, Clarke, Echo, Raven, Murphy, Emori, e gli altri che ormai dopo tutto questo tempo sono diventati la sua famiglia. Noi contro loro, dove loro stava per chiunque tentasse di ucciderli e adesso? Tradisce Clarke rivelando che non ha la chiave, fa torturare Raven, fa chiaramente capire a Echo che non si opporrà al suo essere giustiziata e tutto questo in nome di cosa? Un senso di colpa? A detta della setta, perché lo è, lui sarebbe solo un grande egoista, non si può lottare per la vita di uno invece di salvare l’intero universo.

Non so, tutto questo stona, razionalmente capisco il ragionamento, ma qui si parla di niente, un’ultima guerra in cui dovrebbero uscire vincitori, ma contro chi? Perché? Se non avessi visto Bellamy negli ultimi sette anni, ci avrei potuto credere, ma non così, tutto questo fa acqua da tutte le parti. È molto di più che un assassino, è molto di più di un fratello o un amico, lui è il motivo per cui tutti sono ancora vivi, questo voltafaccia non regge.

Sono davvero scioccata, cosa avrà visto in quella luce, ma soprattutto era reale o solo un trucchetto ben orchestrato da Bill?

Come sempre ci sarebbe molto altro da dire, come la scena della reunion, la gioia di Octavia, l’incredulità (anche un bel po’ di sensi di colpa) di Echo e l’abbraccio di Clarke, sarebbe stato tutto molto bello e giusto se solo avesse dato segni di gioia, forse la nostra bionda nell’euforia del momento non se n’è accorta, ma lui non ha ricambiato l’abbraccio, o meglio, l’ha fatto, ma più per riflesso che per una cosa sentita, brutto segno.

Episodio comunque molto bello, pochi personaggi, solo una storyline da seguire e lui, immenso, anche se al momento abbastanza idiota, ma sono fiduciosa, spero che stia fingendo, che abbia un piano e che questo sia solo un bluff per metterlo in atto.

Continuo a parlare di questa cosa perché in uno show in cui si è sempre messo la sopravvivenza del gruppo sopra ogni cosa, dove il confine tra bene e male è sempre stato spostato a seconda delle necessità, trovarsi davanti a tutto questo, fa quasi dubitare di cosa stiamo guardando e onestamente a così poco dalla fine, le domande sono davvero troppe.

Certo tra una tortura e l’altra c’è stato tempo affinché O e Clarke riuscissero a trovare un punto comune, il loro essere madri adottive di Hope e Madi, sicuramente sarà un nuovo inizio per le nostre eroine.

Molto bello anche il confronto tra Hope e Jordan, entrambi cresciuti da soli nel mito di quegli eroi che alla fine non si sono rivelati tali.

Intanto su Sanctum, Sheidheda continua a uccidere tutti coloro che non si inginocchiano di fronte a lui, inutile dire che Murphy si salva mentre i figli di Gabriel no, Indra cerca di salvare chi può, di Gaia nessuna traccia.

Murphy, Emori, Madi e i sopravvissuti sono barricati nel bunker del reattore, la scaltrezza dell’ex scarafaggio, la sua crescita che qui appare meravigliosa, mi rendono orgogliosa di essere sempre stata #teamMurphy, lo adoro, non che la sua ragazza sia da meno, per ora tutti salvi, ma…

Da Bardo attraverso l’anomalia arrivano Clarke e gli altri, eccetto Bellamy, tutti guidati dal Pastore in persona, loro sono lì per recuperare la chiave, certo non si aspettavano uno schieramento di pseudo selvaggi ad attenderli, come finirà? Al momento non mi sento di azzardare ipotesi, certo i Bardoani sono ben addestrati, ma i seguaci di Sheid sono più brutali, non ci resta che aspettare il prossimo episodio.

Ultima cosa, standing ovation ai ragazzi che traducono, perché i loro commenti sono stati davvero fantastici, ironici e frizzanti, davvero molto bravi.

Qui chiudo e… per citare Clarke…

Alla prossima!

 

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StaffRFS

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