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Recensione Serie Tv: Supergirl 4×15 “O brother, where art thou?

O brother

Progetto grafico a cura di TessV

Salve gente!

“O Brother, Where Art Thou?” inizia mostrando come quattro anni fa, Lex Luthor cercò spietatamente di uccidere Superman, finendo in prigione.

L’episodio riparte, dopo il flashback, con James colpito alla schiena nella sede della CatCo, già visto nel finale scorso.

Il colpevole sconosciuto chiama l’eroina attraverso il segnale posto nell’orologio di James, così da far trovare l’uomo disteso in una pozza di sangue.

Insomma, mentre il Team cerca di riprendersi dallo shock incontrando la sorella di James, si pensa subito che dietro a tutto ci sia Manchester. J’onn e Kara iniziano subito a cercarne le tracce.

Vediamo J’onn diventare consapevole, dopo uno scoppio d’ira contro Manchester, di non essere un uomo di pace come l’altro uomo continua a ripetergli. Kara rischia la fiducia di Alex con tutte quelle bugie.

Insomma, Manchester ha giocato bene le sue carte nel far credere che ci fosse lui dietro tutto ma, dopo il breve annuncio iniziale, a colpire e segnare il successo positivo di questo episodio è, senza ombra di dubbio, Lex Luthor.

Una presenza che aspettavamo da tanto tempo, forse addirittura prima dell’arrivo di Superman a National City. Lex sta morendo, gli serve al più presto alla cura che Lena ha sviluppato, anche grazie al suo ingegno.

La malvagità dell’uomo è tale che ucciderebbe miliardi di persone pur di uccidere Superman e non potevamo non collegarlo all’aggressione di James. Serviva una cavia che spingesse Lena a finire la cura pur di salvare l’uomo che ama. James è vivo, seppur non si conoscono ancora gli effetti collaterali della cura; ma allo stesso tempo anche Lex è tornato libero e in ottima forma.

Per fortuna in questo episodio si è visto un cambio repentino, come mi auguravo dopo gli ultimi episodi, più azione e scene che sorprendono lo spettatore.

Non ho visto il promo di questa puntata, e mi son tenuta alla larga da spoiler vari.

Questa entrata in scena mi è piaciuta molto. Trovo il personaggio di Lex fatto abbastanza bene. Un uomo interessante, colto, che sa giocare con le parole mentre nella sua mente prendono forma piani mai visti. È fantastico e adoro come, in una semplice frase, sia riuscito a cogliere l’essenza della sorella diversa dalla sua.

“Voglio che tu sappia con certezza, che benché io sia nato dall’odio, tu sei nata dall’amore. E se il resto della famiglia resta con orgoglio nelle tenebre, tu, starai sempre nella luce.”

Nonostante il motivo per cui abbia pronunciato queste parole siano molto lontane dalla mia idea, e dal senso che ha voluto far credere a Lena, Lex ha ragione. La donna emana una luce diversa nonostante cerchi in qualche modo di rimanere in quella zona d’ombra, che sembra non in perfetta sincronia con lei. Carina l’assistente doppiogiochista, almeno hanno cercato di dare un minimo spessore a questo personaggio che non mi è mai piaciuto.

Insomma, tutto sto gran casino per introdurre Lex Luthor.

Che ne pensate?

Un episodio uniforme, che mantiene una certa stabilità e credibilità nella parte introduttiva di un possibile villain, pecca in alcuni punti, uno di questi è legame tra J’onn e Manchestee, l’altro è la possibile relazione tra Brainy e Nia.

L’attrice di Nia, vi prego, qualcuno le dica che il suo mimo facciale non è credibile, specialmente, se paragonata all’ottima interpretazione di Brainy.

Quanti hanno adorato Brainy?

Beh…Manchester, piaceva più di Ben Lockwood, ma stancava allo stesso tempo.

La storia di J’onn continua a non piacermi. Rivoglio il J’onn di una volta, l’uomo risoluto che sapeva quel che faceva, che non si lasciava abbindolare da nessuno e credeva fermamente nei suoi ideali.

Non mi resta che salutarvi e aspettare il prossimo episodio.

 

Snow White

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