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Recensione Serie TV: Star Trek Discovery 2×14 “Un Dolore così dolce – Parte II”

Un dolore così dolce
Progetto grafico a cura di Lostris

Questa quattordicesima puntata chiude la stagione di Star Trek Discovery, ma non la serie, è infatti già stato annunciato che la terza stagione verrà terminata e mandata in onda il prossimo anno.

Una serie che era iniziata, per me e probabilmente anche per altri vecchi trekkers, come qualcosa di non particolarmente entusiasmante e che, invece, è finita con un moto di rimpianto, perché so già che sarà lunga attendere la nuova stagione e i personaggi che ho imparato ad apprezzare.

In quest’ultima puntata ha inizio la nuova trama che, ci scommetto, la farà da padrone nella prossima stagione: il viaggio della Discovery nel futuro, che credo richiamerà alla memoria Voyager.

Dunque, riassumendo, com’era giusto che fosse molti nodi sono venuti al pettine, il tutto all’interno di una puntata adrenalinica, in piena battaglia tra Discovery ed Enterprise e la flotta robotica capitanata da Control. L’azione, come già occorso nella puntata precedente, è suddivisa equamente sulle due astronavi della Flotta Stellare: la Discovery, con il capitano Saru, e l’Enterprise su cui è salito Pike, sotto il comando dell’ammiraglio Cornwell.

Come già spiegato nella recensione precedente, il titolo, un dolore così dolce, è un richiamo dal “Romeo e Giulietta” di Shakespeare, con la struggente scena al balcone in cui i due innamorati continuano a dirsi buonanotte ma non si decidono a separarsi. In questa puntata avremo una serie di arrivederci e di addii, a cui questa citazione si addice, ma, alla fine, come accade anche ai due shakespeariani amanti, ci si dovrà dividere.

Michael e Spock dovranno separarsi, ma si sono finalmente ritrovati, a livello profondo, dopo essersi cercati per due stagioni. Che Spock non potesse rientrare nel futuro di Michael e della Discovery era scontato, o avrebbe sconvolto a livello temporale tutta la saga, sia televisiva che cinematografica: noi sappiamo che il futuro di Spock è sull’Enterprise, prima, sotto il comando di Pike, dopo, sotto quello di Kirk. Con questa mossa, la linea temporale viene messa al sicuro. Chi, invece, salterà nel futuro assieme a Michael, è gran parte dell’equipaggio che abbiamo conosciuto, tra cui l’amica Tilly. Il dottor Culbert, che ritorna a bordo per prendersi cura di uno Stamets gravemente ferito. Saru, che dice addio alla sorella accorsa ad aiutarlo nella battaglia finale.

Pike, come immaginavamo, rimane nel presente, sull’Enterprise e, al sacrificio dell’ammiraglio Cornwell, intravediamo il futuro che conosciamo, sperando però che stavolta il fato che il cristallo temporale gli ha mostrato (e che è a noi ben noto per le puntate degli anni Sessanta) non si realizzi, perché questo capitano Pike vale dieci volte di più di quelli passati, tanto che molti fan stanno chiedendo, e sperando, a gran voce, che venga realizzata una nuova serie proprio su di lui. Un altro personaggio che non parte con Michael è Ash: pur amandola, rimane nel presente, soprattutto per aiutare la Discovery a partire, con il supporto di insperati alleati Klingon. Ad Ash verrà poi offerto un ruolo di punta nella Sezione 31, come anche a Georgeu, dettagli che potrebbero far sperare in una serie spin off su di loro.

I famosi segnali comparsi nel cosmo, altro non erano che “boe” di segnalazione dell’angelo rosso Michael, per far capire alla sé stessa del passato, ciò che doveva fare per portare i dati della Sfera lontano da Control. L’ultimo segnale apparirà un mese e mezzo dopo la partenza, e sarà la prova che, dal futuro, la Discovery e Michael stanno mandando il messaggio che sono vivi.

Unico neo, a mio avviso, è che Georgeu riesce ad annientare, dentro una camera magnetizzata, Control, ancora all’interno del corpo di Leland; ecco, con Control fuori gioco non ci sarebbe stato più bisogno di fuggire nel futuro, ma ormai tutto era in atto.

Le ultime scene, narrate da Spock, sono commoventi. Ogni dettaglio che strideva alle orecchie dei trekkers viene sistemato sotto la dicitura: segreto. Nulla dovrà più essere menzionato: né la sorella di Spock né la Discovery né Control né l’Angelo Rosso né, tantomeno, il motore a spore. Star Trek torna la serie che era, con gli elementi che noi tutti conosciamo, e gli sceneggiatori adesso possono agire liberamente perché la Discovery si muoverà, d’ora innanzi, quasi mille anni nel futuro, un futuro in cui nessuna serie si è spinta.

L’ultima scena ci presenta Spock come l’abbiamo sempre conosciuto (a parte le puntate con la sua controparte malvagia): senza barba. Era stata Michael a dirgli che non gli donava e lui, come ultima cosa che può fare per la sorella, si rade. Uno Spock parecchio umano, che piace, anche se solo per un breve momento animato dall’emotività e non dalla logica.

Star Trek, dopo anni in cui la serie televisiva era terminata, ha ora in ballo ben due progetti: la terza stagione di Discovery, e una nuova serie incentrata sul famoso e amatissimo capitano Picard di The Next Generation; per contro, il quarto film cinematografico della generazione giovane è stato purtroppo cancellato, ed era intuibile, visto che il terzo era stato un po’ insulso, comunque ci speravo, anche solo per rivedere Chris Pine nei panni di Kirk.

Lunga vita e prosperità!

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StaffRFS

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