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Recensione Serie Tv: Segni – Seconda stagione –

Progetto grafico a cura di Maria Grazia

Ciao a tutti, amanti delle serie TV!

Nina non potrà mai dimenticarmi

I segni si diffondono a vista d’occhio negli inquietanti boschi di Sowich Dołach, casi di misteriose sparizioni e omicidi si accavallano, fondendosi con salti temporali che aprono una finestra sul passato riallacciandosi poi al presente.

L’epilogo della stagione precedente ci ha fatto assistere al rapimento di Nina, figlia del commissario Trela, per mano di Krzysztof che si rivela essere un pazzo paranoico e malato che ha sfruttato la sua divisa per commettere efferati crimini spacciandoli come atti punitivi per preservare la buona creanza cristiana. Ciascuna vittima della sua personale crociata era rea di aver peccato di tradimento, lussuria, omosessualità.

Quest’ultimo “peccato” è commesso proprio da Nina che attira così il perverso fanatismo di Krzysztof. Il rapimento della figlia getterà il commissario nella disperazione e lo porterà a ricadere nel baratro dell’alcolismo. Ci penserà Ada a tendergli una mano in questo momento terribile.

Non tarderemo comunque a vedere degli sviluppi sulla vicenda che giungerà presto a una conclusione.

Nel frattempo, il viscido ex marito di Ada – che l’ha resa cornuta e zimbello di tutto il paese – decide di candidarsi alle elezioni comunali e sfidare il sindaco uscente Paszke rimasto sulla sedia a rotelle a seguito di un incidente. Il modo in cui si svolgerà la campagna elettorale e il suo epilogo mostreranno quanto il fanatismo religioso sia radicato nella popolazione del piccolo paese polacco.

Il mistero legato alla scomparsa di due turisti e di quella di un altro membro della comunità di Sowich Dołach – eventi all’apparenza non correlati – impegneranno Ada e Trela in una corsa contro il tempo che li unirà a livello personale ma li allontanerà inesorabilmente sul piano dell’etica professionale.

Questa seconda stagione si presenta più ostica della precedente, per la moltitudine di eventi trattati e per la complessità dei sentimenti dei protagonisti. Le barriere vengono meno e il confine tra giusto e sbagliato, tra criminali e vittime si fa labile fino quasi a scomparire del tutto.

In questo frangente è Ada a diventare la vera protagonista e punto di forza dell’intera vicenda; dilaniata tra i sentimenti che prova per il suo capo che ormai considera un amico – o forse anche qualcosa di più intimo – nonché per Nina e il suo dovere di poliziotta.

Il commissario Trela invece delude un po’… il desiderio di vendetta gli inebetisce i sensi compromettendo senza ritorno la sua capacità di giudizio e il suo sangue freddo, portandolo a compiere degli sconcertanti passi falsi.

Egli non noterà al contempo i pericolosi cambiamenti che stanno segnando la psiche – già abbondantemente compromessa dai soprusi subiti in prigionia – della figlia. L’inevitabile colpo di scena finale – sebbene mi abbia lasciato a bocca aperta – non era però quello che mi aspettavo e ciò ha aumentato la mia incredulità.

Non ci sono informazioni ufficiali circa una terza stagione; la fiction sta ottenendo però grandi consensi in patria il che rende altamente probabile il rilascio di un seguito, salvo cambi di rotta improvvisi.

Il mio giudizio complessivo è molto buono… peccato solo per lo sviluppo troppo confuso di alcuni eventi che costringe a rivedere alcuni episodi più volte.

Serena Oro

Serena Oro
Lilian Gold

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