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Recensione serie TV: Proven Innocent. Stagione 1 -Episodio 7 “Vivere e morire ad East Cliveland”

La croce da portare
Progetto grafico a cura di Lostris

In questa puntata affrontiamo un argomento spinoso: la pena di morte. Favorevoli? Contrari? Ognuno ha la propria idea.

Però questo episodio mette in luce un grande problema: se fossi un condannato a morte innocente?
In tutte queste puntate, gli autori sono riusciti a mantenere un ritmo godibile: né troppo lento, né troppo veloce.

I colpi di scena risultano stimolanti e invogliano a continuare la visione del telefilm. In ogni episodio troviamo più filoni di storie che si intrecciano; il bello è che nessuna viene affrontata in maniera subordinata all’altra.

In questa nuova puntata, i nostri due avvocati si trovano in Ohio per promuovere la loro Associazione “Injustice Defence Group”.

Si trovano precisamente a East Cliveland e, parlando con la comunità, una donna, condannata da innocente, li sfida a patrocinare il suo caso, senza poi apparire sui giornali. Madeline accetta, mentre Ivy è distratto e non si vuole aggregare alla squadra.

Avevamo lasciato Boudreau in colloquio con una terapista all’insaputa della moglie, ora invece, li ritroviamo entrambi dalla dottoressa, per vedere di risolvere i loro problemi.

 Il caso che Madeline ha accettato di rivedere non è tra i più facili: si tratta di uno spacciatore che ha ucciso un poliziotto infiltrato. La squadra fa fatica a trovare testimoni, tutti sono spaventati, anche se sono passati 15 anni; parlare, in quel quartiere, equivale a morire.

L’articolo uscito su Madeline, porta ad una spaccatura tra i fratelli: Levi licenzia la sorella e si fa difendere in aula da un avvocato d’ufficio.

Pessima mossa!

Ormai abbiamo capito, che il carattere di Levi, debole e rissoso, fa fatica ad accettare il forte carattere della sorella, che il carcere non ha piegato.

Per fortuna di Levi, Madeline si presenta all’udienza, e solo l’intervento di quest’ultima, fa ribaltare la situazione in favore dell’accusato. Purtroppo però, il rapporto tra fratelli si è incrinato; speriamo che Levi rinsavisca
perché, anche se deve ancora rendersene conto, ha bisogno di sua sorella. Il Procuratore Bellows, dopo aver accettato i soldi per la campagna elettorale da Rick Zahn, si trova l’ufficio invaso dal nuovo staff ingaggiato dal finanziatore.

Tutti dovranno adattarsi, e subire, le regole dei finanziatori.

Nel frattempo, la squadra riesce, dopo mille peripezie, a trovare il vero assassino del poliziotto. Si trova anche lui nel braccio della morte, e scriverà una confessione solo se gli faranno vedere il figlio.

 Il figlio si presenta, ora è un medico, ed è riuscito dopo anni a spezzare quel circolo vizioso che vedeva tutti gli uomini della sua famiglia spacciare.

Bisogna dirlo, è stata una scena toccante!

Possiamo vedere l’orgoglio paterno, in un uomo che non è stato in grado di recidere quelle catene, e che ammira il figlio per esserci riuscito.

L’uomo però, verrà ucciso mentre viene portato in tribunale. Madeline, senza testimone, riuscirà a guadagnare la sospensione della pena di morte, solo per 6 mesi. Una vittoria a metà.

Ora, aspetto con impazienza la prossima puntata per vedere in che guai si metterà Levi! Perché ne sono certa, qualcosa combinerà!

Sono anche curiosa di vedere come il giornalista si riavvicinerà a Madeline, non può di certo finire così!

Alla prossima, vi aspetto.

Lucilla

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