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Recensione Serie Tv: Prodigal son – 1×15 – “Death’s Door”

Prodigal

Progetto grafico a cura di Eve

Recensione con spoiler

Vi è piaciuto il finale della scorsa puntata? Avreste mai immaginato che il mite Martin avrebbe pugnalato suo padre al cuore? Certo nella prima puntata aveva dimostrato di avere metodi alternativi per risolvere i problemi, ma questo mi ha decisamente lasciata di stucco.

E ora eccoci qui, a quella che in teoria è l’ultima puntata, ma in realtà non lo è dal momento che gli episodi della serie dovrebbero essere ventidue. È evidente che sia una semplice puntata di passaggio dove solo l’omicidio è rilevante, mentre le sub plot sono tutte accennate e lasciate in sospeso.

Doc Martin è in coma, steso immobile e impotente sul letto d’ospedale e Malcom, guardandolo al di là del vetro, sta ricordando i fatti.  Dani lo raggiunge e lui spiega, sia a lei sia a noi, che i pazienti in coma non possono sognare, ma hanno vivide allucinazioni che si possono trasformare in incubi.

Sarà così anche per la mente di un narcisista patologico e predatore sociopatico?

Pare di sì. Il suo incubo ha origine dall’incontro, presumiamo reale, con la ragazza che Malcom ha visto nel baule, e Data la peculiarità del soggetto, procede verso un finale, solo all’apparenza scontato.

Jessica, Ainsley e Gil sono al distretto di polizia e anche loro parlano di quello che è successo. Jessica non è ancora stata arrestata perché le indagini sono ancora in corso, Gil le consiglia di prendersi un buon avvocato penalista, perché rischia seriamente di finire in prigione per tentato omicidio, o se Martin morisse, per omicidio volontario.

Malcom li raggiunge. T.J interrompe la conversazione fra madre e figlio perché Edrisa li ha chiamati per un nuovo, strano caso di omicidio.

Il cadavere di Kevin Bagley, ricco investitore di società locali, è stato ritrovato imbalsamato nel salotto di casa sua, e Malcom facendo inorridire i suoi colleghi, profila che l’assassino sia un necrofilo, anche se non a sfondo sessuale.

Data la meticolosità e la cura sull’imbalsamazione del cadavere, Edrisa suppone possa trattarsi di un esperto direttore di pompe funebri e proprio in quella settimana a NY si tiene la convention annuale di quest’ultimi, così la squadra al completo va all’hotel. Gil ha scoperto che la vittima lavorava per un gruppo di pompe funebri di Long Island. In particolare con due persone, Tilda Carp e Dev Sundaram.

I due erano in affari con Kevin, la vittima, fino all’anno precedente quando la loro azienda è andata a fuoco rovinandogli la reputazione e facendo perdere loro parecchi soldi.

Tilda sembra essere estranea al caso, quindi i sospetti della squadra si riversano su Dev, ma quando entrano nella sua stanza per arrestarlo lo trovano quasi morto.

Edrisa trova un bicchiere in cui, oltre a quello che stava bevendo, era stato aggiunto del glicole etilico, un antigelo che aggiunto al drink ha il gusto di un dolcificante artificiale e se ingerito, si trasforma fra le altre cose in formaldeide, causando il collasso degli organi interni.

Edrisa stabilisce che il killer stava iniziando il processo di imbalsamazione anche con lui. Martin la mette sotto pressione per riuscire a salvare la vita a Dev e insieme riescono a stabilizzarlo. Povera Edrisa, costretta a interagire con i vivi!

A questo punto i sospetti tornano su Tilda che ha chiamato Dev poco prima che lo avvelenassero. Interrogata nega di essere la colpevole e rivela che ai tempi dell’incendio un’altra persona collaborava con loro. Leanne Truitt, era bravissima a imbalsamare, ma lavorava in nero perché non aveva superato la valutazione psicologica per il patentino a causa dei suoi comportamenti bizzarri con i cadaveri. Leanne aveva involontariamente causato l’incendio e per questo era inconsolabile e non riusciva a perdonarsi di aver rovinato tutto.

Malcom chiama Edrisa per scusarsi del suo comportamento nella stanza di Dev, ma dal tono della voce dell’anatomopatologa scopre che c’è qualcosa che non va e subito la raggiunge all’obitorio.

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StaffRFS

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