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Recensione serie TV: Poldark -5X05- “Where your loyalty stands?”

Poldark "A Wordl of Shadow"

Recensione con spoiler

Controllati, Ned.
E con questa frase, Fenici, possiamo riassumere l’intero episodio e praticamente tutta la stagione vista fino ad ora.
Ross continua a seguire il Colonnello come un cagnolino, borbottando tra i denti di darsi una calmata, mentre la povera Kitty sembra aver perso completamente le speranze di controllare il marito, e Dwight manda tutti a quel paese una volta per tutte.

Demelza in Cornovaglia si trova a dover gestire una cosa mai vista prima: le banconote. La guerra ha prosciugato le scorte d’oro e la banca emette denaro cartaceo per sopperire la mancanza, ma per dei poveri minatori non è semplice capire che non ci sono differenze. Tess, la ex peggior cameriera della Cornovaglia e ora insopportabile disoccupata di zona, ne approfitta per fomentare il malcontento, facendo falsificare i titoli di credito e facendoli circolare; Demelza fortunatamente vede che non c’è la filigrana e allerta i lavoratori, fermando l’ennesima pseudorivolta.
Morwenna soffre in modo indicibile la lontananza dal figlio Jhon Conan e Drake prova a convincere la nonna a lasciare il bambino alla madre, ma la donna non vuole sentire ragioni e dà ordine che venga arrestato. Riesce a fuggire, ma porta il piccolo con sé. Demelza gli fa capire che il suo comportamento avrà conseguenze disastrose e lo sprona a riportarlo a casa; quando Morwenna lo scopre ne è devastata, ma sceglie di dire addio a suo figlio una volta per tutte, davanti alla nonna che finalmente mostra un minimo di umanità e sembra commuoversi.

E a Londra?
Ned fa casino. Passa letteralmente ogni minuto del giorno e della notte a dire pubblicamente che il re è pazzo e che la rivoluzione francese è una figata, mentre Ross e Kitty gli ripetono incessantemente di tapparsi la bocca.
Cecily sottrae al padre una lettera nella quale vengono descritte le condizioni di vita disumane degli schiavi in Honduras, e la consegna a Ross che la usa in Parlamento, per argomentare la sua posizione contraria allo schiavismo e con l’occasione umilia il povero Warleggan.
George continua con le pessime frequentazioni e con Hanson orchestra un piano per vendicarsi e far arrestare Poldark e Despard: il primo si salva grazie all’intuito di Dwight (e alla lungimiranza di Caroline), ma il colonnello finisce in cella.
La storia ci ha insegnato che Re Giorgio III era fuori come un balcone (termine clinico), però se già sei nel mirino per le tue idee sovversive, non è che puoi andartene in giro a dire alla gente che il re va deposto. Eh no.

Come in precedenza, la metà raccontata in Cornovaglia è mille volte più appassionante di quella londinese, con le sue storie che prendono il cuore con un arpione e non lo lasciano andare: ci vorrebbe uno spinoff solo per Drake e Morwenna che si baciano e uno in cui Demelza usa tutta la sua magnificenza per diventare imperatrice mondiale.
La storia di Ned è stata fatta male fin dall’inizio, ed è proprio Dwight a dirlo quando perde la pazienza con Ross: sì, ti ha portato lontano dalla battaglia e ti ha messo su un tavolo operatorio, ma sono stato io a salvarti la vita.
Intendiamoci, il colonnello non ha torto su niente, anzi, è un innovatore e un precursore per i diritti umani, ma lo hanno dipinto come un cretino irresponsabile che non è in grado di tenere a freno la lingua. Inoltre, parliamo di una figura storica reale, un uomo che sicuramente non meritava di essere ricordato così dalle masse.
Speriamo venga ucciso presto, così torniamo alle cose che avevano reso questa serie interessante.

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Fulvia Elia

Fulvia Elia