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Recensione Serie Tv: Piccole Coincidenze – Seconda stagione

Progetto grafico a cura di Francesca Poggi

Genere: Commedia Romantica

Creatore: Javier Veiga

Origine: Spagna

Stagioni: 2

Numero episodi seconda stagione : 12 da circa 30 minuti

In onda in Italia su Amazon Prime

Cast :

Marta Hazas – Marta Valdivia, Javier Veiga – Javier “Javi” Rubirosa, Mariano Peña – Joaquín Valdivia, Fele Martínez – Stefano, Juan Ibáñez – Ignacio “Nacho” Rubirosa, Alicia Rubio – Elisa, Tomás Pozzi – David, Xosé Touriñán – Rafa, José Troncoso – Josemi Valdivia, Juan López-Tagle – Giovanni, Marta Santandreu – Miriam, Sabrina Praga – Claudia, Lucía Balas – bambina, Álvaro Balas – bambino

Vi avevo detto, care fenici, della mia quasi ossessione di guardare serie sconosciute, specie spagnole, ricordate? Così mi ero imbattuta in Piccole Coincidenze e, per un’altra mia “piccola” fissa e cioè vedere come va a finire, ho guardato la seconda stagione.

Ero molto scettica, già la prima l’avevo trovata troppo lunga e ridondante, figuratevi che questa è composta da ben 12 episodi, più brevi (circa 30 minuti), ma decisamente troppi.

La storia riprende da dove era stata interrotta: Marta, stilista di abiti da sposa, e Javier, critico gastronomico, hanno deciso di stare finalmente insieme e stanno provando ad avere un figlio. Visto che non riescono a concepirlo, decidono di andare in una clinica della fertilità, scambiando però il medico con un terapista di coppia. L’insuccesso li fa infatti riflettere sulla loro storia e su quello che ognuno di loro vuole veramente e così inizia un lunghissimo tira e molla, simile alla prima stagione, in cui i due si separano, si riattraggono, litigano e si riappacificano, sempre con la cornice dei loro amici, Giovanni ed Elisa per Marta e “le pantere” per Javi, che creano ulteriore scompiglio e problemi.

Il nodo cruciale su cui ruota tutta la serie è la concezione di amore: mentre Marta crede nell’amore romantico e che esso possa bastare a mitigare le incomprensioni, le diversità e a fare superare le difficoltà della vita di coppia e dell’essere genitori, Javi invece crede che bisogna essere allenati e pronti alla routine e alla “noia” di una relazione stabile.

Javi accusa Marta di essere immatura e francamente è la sensazione che ho avuto io durante i primi 8-9 episodi.

Mentre nella prima stagione la particolarità di Marta, il suo essere estrosa era piacevole, qui è abbastanza frustrante e devo dire che ho preferito decisamente Javi. Non che lui non faccia errori, si intende, ma è il tipico bonaccione che si incasina la vita facilmente.

Devo dire che gli ultimi episodi sono più scorrevoli e come sempre il personaggio di Joaquín e i suoi siparietti con il figlio Josemi sono molto divertenti, così come la storia infinita tra Nacho ed Elisa, questa volta arricchita da un triangolo veramente inaspettato.

Che dire, non è certo un capolavoro questa seconda stagione e visto il finale, che non vi anticipo, ce ne potrebbe essere una terza. L’avrei fatta con metà episodi, forse sarebbe stata più leggera e avrebbe raggiunto l’obiettivo, che è sicuramente quello di divertire, oltre che di fare anche un po’ riflettere.

Voto: 6

Alla prossima, speriamo più divertente serie spagnola, Hasta pronto!

Serena Oro

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