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Recensione Serie Tv: Perry Mason – 1×05 “Chapter five” – 1×06 “Chapter six”

Perry Mason 1x03

Progetto grafico a cura di Eve

Eccoci, con altre due puntate di questa serie che si avvia verso le battute finali e che, come ormai ci ha abituati, alterna momenti di spiccata introspezione psicologica ad altri in puro stile poliziesco.

Il sesto episodio è quello della svolta per il nostro detective, la cui storia si incanala verso l’epilogo che conosciamo e cioè Perry si trasforma nell’avvocato della difesa.

Tutto parte dal suicidio di E.B. Jonathan: Perry e Della accompagnano la salma dell’amico presso la cappella di famiglia e scoprono con tristezza che l’avvocato, così solerte verso i suoi clienti, era stato un pessimo padre e nonno. Questo smuove Perry, che si precipita a vedere suo figlio Teddy. Vediamo che il bambino gli è molto affezionato, ma tramite le parole della sua ex moglie capiamo che lui non può essere presente con il figlio, anche a causa del suo lavoro e della vita molto caotica che vive.

Matthew Rhys ha la capacità di arrivare veramente al cuore, con le espressioni facciali, e soprattutto con uno sguardo che dice più di mille parole.

Anche di Della, personaggio bellissimo e ricco di sfaccettature, scopriamo un passato di abusi e sofferenza, ma una tenacia esemplare. Lei crede nelle donne e nella giustizia e proprio perché secondo lei Emily è vittima di pregiudizi in quanto donna, cerca di fare di tutto per trovarle un altro avvocato. Dopo tanti fallimenti ha un’idea: dopo aver sentito Perry lamentarsi con ardore del sistema, dell’etica personale e di come il procuratore distrettuale non abbia alcuna prova, crea un falso documento in cui si afferma che Perry ha svolto un apprendistato come avvocato, gli trova un insegnante privato e lo manda a sostenere l’esame finale, che lui supera.

Il suo personaggio è la vera sorpresa di questa serie, nelle precedenti versioni mai si era data importanza tale alle sue esperienze passate o alla sua intraprendenza.

Altro momento molto introspettivo è quello che vive l’agente Drake, siamo in un’epoca in cui i neri sono emarginati e discriminati. Dopo aver ascoltato un accorato appello nella loro chiesa, di un avvocato in favore dei diritti razziali, uno spiacevole episodio in spiaggia lo fa riflettere su ciò che sarebbe giusto fare e lo spinge, dopo aver testimoniato in tribunale, senza fare riferimento a ciò che ha scoperto veramente, a tornare sui suoi passi e a offrire collaborazione a Perry.

Si crea quindi il sodalizio che conosciamo e tanto abbiamo amato.

Suor Alice, la cui interprete trovo veramente spettacolare, dopo aver pagato la cauzione di Emily con i soldi delle offerte, continua nel suo delirante discorso di voler resuscitare Charlie e la sua gente è divisa tra chi la adora e le crede e chi invece la considera un’eretica. Non mancano neanche in queste puntate momenti in cui la sua preghiera diventa show, come quello in cui riesce a far alzare un paralitico dalla sedia a rotelle.

Non capisco dove si voglia andare a parare con questa storia, ma anche lei mi sembra una vittima, come Emily, di un sistema che non valorizza le persone per quello che sono, ma solo per quello che rappresentano.

L’episodio sette si svolge invece prevalentemente in tribunale e mostra come le buone intenzioni di Perry si vadano poi a scontrare con la sua inesperienza e con l’abilità del procuratore distrettuale, disonesto fino al midollo.

Bellissima la scena in cui Perry, al suo primo discorso va in panico, tossisce, sembra soffocare e balbetta. Inoltre le cose si mettono veramente male sia perché si scoprono comportamenti di Emily che la mettono in cattiva luce, sia perché il giudice non è disposto a tollerare i metodi non convenzionali di Mason.

Qualche risvolto positivo tuttavia si intravede nella spaccatura tra il sergente Ennis e il suo socio, il detective Holcomb e quando Pete scopre a Denver il legame nascosto tra il sergente Ennis e i due rapitori polacchi che ha ucciso.

La puntata termina con Perry che va a trovare un certo Jim Hicks, il cui nome sembra collegato a Gannon e ad alcuni investimenti della Radiosa assemblea di Dio e che lo accoglie alla porta d’ingresso della sua villa con un fucile in mano.

Cosa dirvi, io l’adoro questo Perry Mason insicuro, dannato e dolcissimo, questo paladino della giustizia, determinato, ma a volte così malinconico da volerlo abbracciare.

Mi piace moltissimo il suo rapporto con Pete, che trovo esilarante e anche con la sua donna, che spesso è il suo “Grillo parlante”. Mancano solo due puntate e già inizia a salirmi il magone per doverlo salutare, per fortuna la serie è stata rinnovata. Alla prossima.

Serena Oro

Serena Oro
Lilian Gold

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