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Recensione Serie Tv: Perry Mason -1×01- “Chapter one”- 1×02 – “Chapter two”

Chapter One

Progetto grafico a cura di Eve

Paese: Stati Uniti d’America

Anno: 2020, HBO

Formato: miniserie TV

Genere: poliziesco, drammatico, giudiziario

Puntate: 8

Lingua originale: inglese

Ideatore: Ron Fitzgerald, Rolin Jones

Regia : Tim Van Patten, Deniz Gamze Ergüven

Cast: Matthew Rhys: Perry Mason, Tatiana Maslany: suor Alice, John Lithgow: Elias Birchard “E.B.” Jonathan, Chris Chalk: Paul Drake, Shea Whigham: Pete Strickland, Juliet Rylance: Della Street

Avete presente le mattine d’estate o i pomeriggi d’inverno quando ciondolavate in cucina o in salotto mentre i vostri papà o le mamme guardavano la televisione e voi buttavate un occhio e poi inevitabilmente venivate catturate da Jessica Fletcher, Don Matteo o Perry Mason che riuscivano sempre a risolvere misteri intricatissimi?

Ecco, Perry Mason, sia quello in bianco e nero della CBS del 1957, sia quello a colori dell’anziano avvocato trasmesso negli anni Settanta, mi ricorda una parte bella della mia infanzia.

Questi dolci ricordi, insieme alla mia passione per Matthew Rhys, mi hanno spinto alla visione di questa nuova versione, che almeno per il momento si discosta tantissimo dall’idea che avevo dell’avvocato serioso e compassato nato dalla penna di Erle Stanley Gardner.

Intanto l’ambientazione è antecedente, siamo alla fine del 1931, a Los Angeles e Perry Mason è uno squattrinato investigatore privato.

Separato dalla moglie che gli tiene lontano il figlio, spesso ubriaco, vive in una fattoria e cerca di sbarcare il lunario come può, cacciandosi spesso nei guai. L’inizio della serie è molto cupo, un bambino rapito, Charlie, viene trovato morto dai suoi genitori, dopo che gli stessi avevano pagato il riscatto.

L’ambientazione, il linguaggio crudo e le varie scene di nudo ci fanno capire definitivamente che siamo di fronte a un prodotto sul personaggio diverso rispetto ai precedenti, tuttavia l’interpretazione carismatica, ma estremamente malinconica, di Matthew Rhys mi ha subito catturato, insieme alla struggente colonna sonora.

Mason viene coinvolto nel caso del bambino ucciso dal suo amico E.B. Jonathan, e per volere del magnate Herman Baggerly e si rende subito conto che c’è qualcosa di strano a partire dal fatto che i genitori del bambino avevano pagato un riscatto ben al di sopra delle loro possibilità. Nel frattempo vediamo il detective corrotto Ennis incontrare e uccidere i rapitori di Charlie, suoi complici.

Durante questa prima parte ritroviamo anche Della Street, la sua futura mitica sveglissima segretaria che è al servizio di Jonathan, e che mostra già di saper prendere Perry nel modo giusto.

Nel secondo episodio gli investigatori Holcomb ed Ennis e il procuratore distrettuale Maynard Barnes accusano e arrestano Matthew, il padre di Charlie grazie a delle prove create da Ennis e alla rivelazione che Baggerly è il padre di Matthew.

In questo frangente ritroviamo anche il terzo componente del trio che ricordavo e cioè il mitico ufficiale di polizia Paul Drake.

Lui ha trovato i corpi di due dei rapitori e viene interrogato da Holcomb ed Ennis che lo trattano in malo modo, essendo lui di colore e loro razzisti.

Mason scopre una serie di misteriose telefonate fatte dalla madre di Charlie, Emily, a un uomo di nome George, che trova morto, apparentemente suicida e alcune lettere che dimostrano una relazione dell’uomo con Emily. Al funerale di Charlie, dopo un sermone emotivo della predicatrice evangelica Suor Alice, Emily viene arrestata. Non voglio raccontarvi oltre.

Cosa dire?

È ancora presto per dare un giudizio esaustivo. Lui mi piace molto, mi piace come riesca a fare arrivare allo spettatore tutti i suoi tormenti interiori e si percepisce una certa continuità con il personaggio televisivo che conoscevo, la sua sete di giustizia e il suo acume fuori dal normale.

Molto interessanti sono stati i riferimenti all’ambiente falso e di facciata di Hollywood, al razzismo dell’America del dopoguerra e alle comunità evangeliche, fiorite proprio nel periodo tra i conflitti mondiali.

Non posso nascondere come, durante gli episodi, la corruzione della polizia mi abbia fatto pensare a George Floyd e ai recenti fatti che hanno riguardato il comportamento degli agenti in America, facendomi riflettere molto.

In attesa di capire come la storia si evolverà, vi do appuntamento alla prossima puntata!

 

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