Home » Recensioni: serie TV e Film » Recensione Serie Tv: Peaky Blinders – “Stagione 2, 3 e 4”

Recensione Serie Tv: Peaky Blinders – “Stagione 2, 3 e 4”

Peaky Blinders

Salve Fenici! Oggi vi parlo delle stagioni 2, 3 e 4 di Peaky Blinders, il gangster drama britannico ambientato agli inizi del ‘900 e ideato da Stephen Knight. 

SECONDA STAGIONE

La prima stagione si è chiusa con due punti in sospeso: “Uno sparo nel buio” e “Il lancio di una moneta”, entrambi episodi che hanno tenuto i telespettatori con il fiato sospeso per mesi. La scena, questa volta, è spostata in avanti di due anni e scopriamo che Grace è andata via, ma che prima ha ferito l’ispettore capo Campbell, che ora è zoppo.

Le sei puntate a disposizione ci trasportano in un’atmosfera che, seppure lega con quella della prima stagione, rincorre allo stesso tempo le trasformazioni del tempo. Londra, l’IRA, la questione irlandese, tutto è reso alla perfezione, nei minimi dettagli e trasporta il telespettatore indietro nel tempo, lasciando che si senta estremamente a proprio agio.

Thomas Shelby è il protagonista indiscusso, cerca di espandere i propri affari, conquista la stima anche di coloro che dovrebbero essere contro di lui, il primo ministro Churchill in testa. La sua idea è di passare alla legalità, assicurare un futuro certo alla sua famiglia. Quest’ultima, ancora una volta, è al centro di tutto, di qualsiasi azione e di qualsiasi storyline che attraversa la serie tv. Una su tutte, il ritrovamento del figlio di Polly, Micheal Gray, che in poche scene prende possesso del suo posto tra gli Shelby.

Tra alleanze e scontri, gli Shelby faranno i conti con la gang italiana capeggiata da Sabini (Noah Taylor) e quella ebrea, di cui è rappresentante indiscusso l’ambiguo Alfie Solomons (Tom Hardy). E vi assicuro che vedere in scena Cillian Murphy e Tom Hardy è un’esperienza extrasensoriale, da brividi. Ma lo scontro principale e fondante della stagione è quello tra Tommy Shelby e l’ispettore Campbell, deciso a ottenere la sua vendetta personale. La contrapposizione è visiva ed emozionale: da un lato il crimine, che però è votato alla giustizia, dall’altro le forze di polizia, che pullulano di corruzione e marciume.

Sul finire della stagione, torna a fare il suo ingresso in scena anche Grace, che dovrà dividere il cuore di Thomas con la bella May Carleton.

La scena più soddisfacente della stagione è sicuramente quella dell’uccisione dell’ispettore Campbell per mano di Polly, che qualche puntata prima era stata costretta a subire violenza da parte sua. Perché, come dice lei stessa dopo aver premuto il grilletto, “Nessuno fotte i Peaky Blinders”.

 TERZA STAGIONE

Ancora un salto temporale di due anni per questa terza stagione, che si apre con il matrimonio tra Tommy e Grace, che hanno già un bambino. Novità anche per Arthur, il fratello maggiore degli Shelby ma mai capofamiglia, che ha abbandonato la ferocia che lo aveva caratterizzato nella seconda stagione per far posto all’amore della donna che ha accanto.

Una gioia, quella di Thomas Shelby, destinata a durare davvero poco, a causa della morte di Grace, uccisa da un colpo di pistola. Visivamente la scena ha un che di poetico e ammaliante, con la donna che viene stretta da un disperato Thomas, mentre tocca a un’altra donna, Polly, cercare di soccorrerla. Dall’altro lato, l’assassino italiano viene pestato da Arthur e John. Violenza e disperazione, dunque, che spingono il telespettatore a volerne sapere sempre di più.

In questa terza stagione, insomma, si fondono alla perfezione superstizioni, misticismo, maledizioni, pericolo e oscurità. Amore e morte la fanno da padrone e, in queste puntate, la serie ci regala anche una punta di femminismo, che non guasta assolutamente, con le donne Shelby che puntano i piedi e prendono possesso in maniera magistrale della scena.

Le sorprese sono lasciate tutte all’episodio finale: dal rapimento del piccolo Hughes, all’omicidio affidato alle mani di Michela, e a Thomas, immenso come sempre, che come scopriremo ha tradito tutti i membri della propria famiglia.

 QUARTA STAGIONE

Tensione è una parola che descrive bene l’inizio della quarta stagione di PeakyBlinders, dove tutti gli Shelby rischiano la morte per impiccagione. Sarà una telefonata in extremis, un intervento dall’alto, insperato e che si teme possa arrivare troppo tardi, a salvarli di colpo, allentando quel cappio che quasi sembra stringersi anche attorno al collo del telespettatore.

Il salto temporale, dopo questo incipit strabiliante, è di un solo anno e ci porta a scoprire la solitudine e la diffidenza che ora accompagnano la vita di Tommy Shelby. Paradossalmente, sarà la mafia, che invia un biglietto di Natale a ciascuno dei membri della famiglia, a far riavvicinare gli Shelby.

La serie perde subito, tuttavia, uno dei personaggi più amati: John perirà sotto i colpi di arma da fuoco degli italoamericani. Antagonista principale è Luca Changretta (Adrien Brody), arrivato direttamente da New York in cerca di vendetta. Lo scontro tra lui e Tommy terrà banco per l’intera stagione, tra agguati e tradimenti.

Da segnalare anche l’ingresso nel cast di Aidan Gillen, che interpreta l’ambiguo Aberama Gold.

Emerge sempre di più il ruolo delle donne della famiglia, che danno spesso voce alla ragione che cerca di sovrastare l’irrazionalità.

Resa dei conti spettacolare anche quella con Alfie Solomons, con una scena visivamente apprezzabile, che ne decreta la morte per mano di Tommy.

Ma la quarta stagione segna anche un importante punto di svolta per il nostro protagonista: il suo legame con Lizzie, incinta, e l’inizio della sua ascesa politica.

 

Click to rate this post!
[Total: 0 Average: 0]

StaffRFS