Home » Recensioni: serie TV e Film » Recensione serie TV: Peaky Blinders – Prima Stagione –

Recensione serie TV: Peaky Blinders – Prima Stagione –

Peaky Blinders prima stagione

Salve Fenici,
oggi vi parlo della prima stagione di Peaky Blinders, un period drama prodotto dalla BBC. Si tratta di una miniserie in sei puntate, come da classica suddivisione del network britannico, andata in onda nel 2013.

I Peaky Blinders non sono altro che una gang criminale, le cui vicissitudini sono ambientate nella Birmingham del 1919, appena dopo la Prima Guerra Mondiale. I Peaky Blinders sono in realtà davvero esistiti, anche se in un’epoca diversa da quella in cui sono adattate le vicende della serie. Protagonisti sono gli Shelby, capeggiati da Thomas, detto Tommy (Cillian Murphy), che si barcamenano tra la lotta con altre bande rivali e la polizia, sotto la guida dell’ispettore Campbell (Sam Neill).

Quest’ultimo è in città per smascherare un furto d’armi, aiutato dall’agente sotto copertura Grace Burness (Annabelle Wallis) incaricata di tenere sotto stretta sorveglianza Tommy. I piani di Campbell vanno all’aria quando tra Grace e Tommy nasce qualcosa, che porterà la ragazza a tradire i suoi ideali pur di salvare la donna che ama. Attorno alla vicenda gira tutto un corollario di personaggi spettacolari, che lasciano il segno nel telespettatore. Un intreccio pazzesco, che terrà incollati dalla prima all’ultima puntata, una cura incredibile di regia, fotografia e sceneggiatura, aiutate anche dalla colonna sonora, rendono la serie tv una vera e propria perla rara. Gli attori sono già tutti apparsi in altre serie tv o film, non sono novellini, e questo dona allo show una vera e propria marcia in più. Ognuno di loro ha un ruolo ben studiato per incasellarsi nella narrazione: così abbiamo Polly, Arthur, Ada e tutti gli Shelby, che rappresentano la classica grande famiglia che, nonostante gli innumerevoli screzi, litigi, è compatta contro il resto del mondo.

Possiamo dire che la prima stagione non introduce i personaggi, ma li sospinge con forza nell’animo del telespettatore, facendo capire sin da subito chi o cosa è bene o male. Se pure la trama è ricca di colpi di scena e la stagione si chiuda con un cliffangher che ci lascia con il fiato sospeso, la narrazione è sempre dalla parte del telespettatore e lo guida nel decidere da che parte stare per tutti e sei gli episodi. Non c’è buonismo, non ci sono tabù. C’è un crudo realismo nel ricreare la società dell’epoca in cui è ambientato lo show e una vividezza unica nel tratteggiare i personaggi che si alternano sulla scena.

 

 

Click to rate this post!
[Total: 0 Average: 0]

StaffRFS