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Recensione Serie Tv: Mrs America – 1×06 – “Jill”

“Phyllis & Fred & Brenda & Marc” RFS

Progetto grafico a cura di Teresa

Con questo sesto episodio, sicuramente un po’ più lento e meno avvincente dei precedenti, si aggiunge un altro importante tassello alla storia della battaglia per l’ERA, in particolare ci tuffiamo nel confronto all’interno del partito Repubblicano, tra l’entourage del presidente Ford, favorevole all’emendamento e i “ Reganiani”, sostenitori di un emergente Ronald Reagan, ultra-conservatore e considerato una speranza da Phyllis e il suo movimento.

Siamo nel 1975 e questo dualismo tra i repubblicani ci viene presentato attraverso la figura di Jill Ruckelhaus (Elizabeth Banks), femminista, co-fondatrice del Caucus politico femminile e madre di cinque figli, nominata dal presidente Ford a capo della Commissione nazionale femminile, allo scopo di conquistare la ratifica nei quattro stati mancanti entro il 1979.

Phyllis è frustrata perché ha come avversaria una donna preparatissima, della sua stessa corrente politica e appoggiata dal Presidente, mentre lei invece sostiene Reagan, che vuole sfidare Ford nelle primarie per le elezioni del 1976.

Decide quindi di utilizzare la lotta contro l’ERA per spostare gli equilibri politici del suo partito a favore del suo candidato e inizia a rivolgersi alla destra religiosa e ai movimenti pro-vita più conservatori, gettando le basi per quello che poi sarà l’inizio della fine per l’ERA.

Si allea infatti con Lottie Beth Hobbs, una cristiana radicale, fortemente contraria ad aborto e omosessualità e si prepara a dare battaglia alle femministe durante la Convention Repubblicana del 1976 a Kansas City. Proprio l’incontro con la Hobbs farà riflettere Phyllis sull’omosessualità del figlio, che lei considera un deviato e per il quale soffre molto.

I suoi sentimenti sono in realtà apparentemente cambiati rispetto alle scorse puntate, dove invece era prevalso l’amore materno e sicuramente l’incontro con gli estremisti ha influito.

Jill d’altro canto, nonostante la sua nuova posizione di potere, è costretta a rinunciare alla Convention a causa delle prospettive politiche di suo marito, Bill Ruckelshaus, che aspira a diventare vicepresidente e che viene invitato a limitare l’esposizione di sua moglie su “argomenti radicali”.

Lei è un personaggio molto interessante ed è la dimostrazione di come si possa essere allo stesso tempo repubblicani e a difesa dei diritti delle donne. E’ una madre perfetta e presente per i suoi figli e allo stesso tempo riesce ad avere la sua carriera e lotta per le sue idee. Mi è piaciuta molto ed è in netta contrapposizione a Phyllis, sempre più ipocrita e il cui motto è in questa fase “il fine giustifica i mezzi”.

Per tutte le sue qualità Jill infastidisce molto la sua avversaria che ha sempre dipinto le femministe come pessime madri e non adatte alla famiglia e credo che ne sia anche profondamente invidiosa.

La prova attoriale di Cate è superba, l’espressione di Phyllis si incattivisce puntata dopo puntata e il suo sorriso è veramente agghiacciante. Sento profumo di premi per lei.

Il dialogo tra le due è molto interessante, Jill capisce che quello che la Schlafly in realtà vuole è il potere e prova a stuzzicarla. Lei non abbocca, ma la Ruckelhaus la lascia con una frase sibillina:

“Vuoi andare avanti arrampicandoti sulle spalle degli uomini, Phyllis?… Sappi solo che mentre lo dai loro stanno guardando sotto la tua gonna. “

La puntata si conclude con una sconfitta per entrambe: il marito di Jill non viene scelto e quindi lei ha rinunciato alla Convention inutilmente e Phyllis e il suo movimento vengono battute perché i repubblicani si esprimono a favore dell’Era.

Phyllis viene però invitata a un incontro con lo staff di Reagan dove capisce che se vuole avere peso deve fare delle rinunce e in un certo senso tradire alcune delle sue idee…

Vedremo nelle prossime puntate cosa accadrà e come il suo entourage prenderà la scelta politica della loro leader.

Questa serie è veramente interessante e un ottimo modo per comprendere una parte della storia politica Americana che ha risvolti attualissimi. Continuo a rimanere incantata dalle perfette ricostruzioni storiche e dalla scelta del cast.

Mancano ancora tre puntate, non vedo l’ora!

Alla prossima!

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Serena Oro

Serena Oro
Lilian Gold

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