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Recensione Serie Tv: Manifest – 2×08 – “Carry on”

Trip

Progetto grafico a cura di Eve

Il professor Simon, capo dei marchiatori, va a casa di Ben per parlare con l’uomo della tragedia dell’incendio; con la classica scusa di andare in bagno, scatta varie foto della casa, riuscendo anche a trovare la stanza dove Ben ha raccolto tutti i collegamenti fra i vari passeggeri. D’improvviso entra in casa Michaela per consegnare a Olive il braccialetto di TJ, che aveva trovato in mano a un corpo carbonizzato.

Intanto Zeke torna da Saanvi perché i geloni alle mani stanno peggiorando. La dottoressa gli confida di aver trovato una cura, ma che non si sente pronta a testarla sugli altri. L’uomo non ha tempo da perdere e si offre per la sperimentazione.

Quei documenti che Jared aveva richiesto di nascosto fanno nascere a Michaela un grosso sospetto.

Con la complicità di Mikami, la sua collega, decidono di pedinarlo, scoprendo il suo rapporto con i marchiatori. Michaela si sente colpevole, come se fosse stata lei a spingerlo nelle mani del nemico a causa del suo comportamento. Nonostante ciò, non può ignorare il pericolo di avere un marchiatore in polizia e, con l’aiuto di un Giudice, sistema una cimice nel bar di Tamara, dove s’incontrano molti del gruppo. In seguito fa ascoltare le registrazioni al capo della polizia; quest’ultima, però, invece d’intervenire subito, decide di valutare la situazione e parlare da sola con Jared.

Ben non si dà pace per la storia di TJ e torna sul luogo dell’incendio per portare dei fiori ai morti. Lì sente ancora i cori che aveva udito quando aveva toccato il diario. Decide di seguire il canto, che lo guida in un centro di meditazione buddista. Rientrato a casa, racconta tutto a Grace e Olive e quest’ultima, ripensando al fatto che la madre di TJ era buddista, acconsente a ritornare in quel posto convinta di dover recitare un mantra funebre così come il ragazzo aveva fatto per la madre scomparsa. Quando sono lì, Ben sente ancora il coro e con l’aiuto della figlia scende nei sotterranei del locale, dove accade il miracolo.

TJ è vivo. Durante l’incendio aveva sentito un coro che l’aveva condotto nei sotterranei per ripararsi. Lo dicevo io che non poteva sparire così! E grazie a Dio non siamo in Game of Thrones. Tuttavia, nonostante la mia contentezza per questo lieto evento, l’episodio ha riservato più di un’ingenuità che si sarebbero potuti risparmiare:

  1. Ben entra nel centro buddista: nessuno gli chiede perché è lì, nessuno gli chiede perché va in giro per il locale a sbirciare e quando entra in sala meditazione con la figlia, nessuno chiede loro chi sono, se sono praticanti o quant’altro. Ancor più inspiegabile è il fatto che accedano a dei sotterranei così intricati – sembrano scavati nella roccia – da richiamare i passaggi segreti dei castelli (a un certo punto strisciano addirittura in un cunicolo).
  2. Michaela restituisce a Olive il braccialetto che TJ le aveva regalato il giorno stesso dell’incendio. Come faceva a sapere che fosse suo? E ancora, come faceva a sapere che era appartenuto a TJ? Tenendo conto che il ragazzo e Michaela hanno avuto pochi contatti, rispetto per esempio a Ben.

L’episodio ha accentuato le perplessità che avevo sul capo della polizia. Sin da subito ha cercato di contrastare Michaela e adesso la decisione di parlare a Jared a quattr’occhi sottolinea il suo coinvolgimento con i marchiatori.

In ultimo, immaginavo che il siero testato da Saanvi avrebbe avuto ripercussioni. La dottoressa incontra Alex in un parco e la bacia. Quando quest’ultima va da lei per dirle che non si dovranno incontrare mai più, Saanvi confessa di non ricordare di essere stata al parco.

La situazione si complica.

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StaffRFS

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