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Recensione Serie Tv – L’Alienista – Stagione 2 completa

 

La seconda stagione, intitolata Angel of Darkness in lingua originale, si colloca un anno dopo gli eventi della prima e mantiene lo stesso stile e la stessa ambientazione.

Questa volta la protagonista è Sara Howard, che da ex segretaria del commissario di New York adesso ha la sua agenzia investigativa. Nelle indagini continua a essere aiutata dal dottor Laszlo Kreizler e dall’amico John Moore, diventato reporter del New York Times. Sarà presente quasi l’intero cast della serie precedente a eccezione di Brian Geraghty (interprete di Theodore Roosevelt) e Q’orianka Kilcher (Mary Palmer), mentre Dominic Herman-Day sostituisce Matt Lintz nei panni di Stevie Taggert. Come new entry ci sono Rosy McEwen e Melanie Field, che fanno parte dello studio investigativo di Sara.

Tutto parte dalla sparizione di un bambino in una clinica e con la condanna a morte della madre, accusata di aver ammazzato e oculato il cadavere del neonato. Né Sara, né Laszlo credono nella colpevolezza della donna e le promettono, prima che venga giustiziata, di far luce sulla misteriosa scomparsa del piccolo.

Quando sparisce anche Ana Linares, figlia del console spagnolo, Sara inizia l’indagine che la porterà a stretto contatto con la criminalità newyorkese e con le stringenti problematiche sociali della società. Il filo investigativo, questa volta, s’intreccia direttamente con la vita privata dei personaggi. Nonostante la complessa ricerca dell’assassino, i rapporti intricati dei tre protagonisti trovano più spazio.

 

Risaltano tantissimo la disuguaglianza sociale ed economica, la corruzione e la criminalità. Il ruolo della donna nel fine secolo spicca dal paragone fra i vari personaggi femminili: Sara, la moglie del console, la fidanzata di John e le altre lavoratrici. La stessa cupa New York dell’anno prima anche adesso svela gradualmente la complessità delle persone che la abitano.

L’indagine è avvincente, con tanti colpi di scena, e scoperta verrà svelata una lunga serie di crimini, ma porta allo scoperto i cuori di Sara, John e Laszlo, rafforza la loro amicizia e cambia l’equilibrio del loro rapporto.

Sono ancora presenti i gemelli di origine ebraica, Marcus e Lucius Isaacson, sergenti detective specializzati in medicina legale che, a mio avviso, hanno un ruolo maggiore in questa seconda stagione.

Non voglio ripetermi, ma Sara rimane la mia preferita per il suo intuito, la tenacia e il coraggio. Questa volta è lei che ha le redini dell’indagine e dimostra di avere grande carattere.

Il personaggio di John, grazie al suo lavoro di reporter, è stato scelto per evidenziare la potenza della parola e il ruolo della stampa scandalistica dell’epoca; è molto interessante seguire il gioco di potere e il ruolo, ogni giorno più influente, che questa assume.

Prima di concludere, volevo soffermarmi ancora sull’inchiesta e la ricerca dell’assassino. La trama è molto ben sviluppata e il filo investigativo molto intrigante. Capire la mente criminale rimane il punto focale dell’indagine, come nella prima serie, ma in un modo più sottile e velato.

Mi è piaciuta molto questa seconda parte, e posso solo dire che mi dispiace che non ci sarà più un seguito. Ma, chi sa? Forse cambiano idea… La speranza è l’ultima a morire!

 

 

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Francesca

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