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Recensione Serie Tv: La Compagnia del cigno ep.9 “Scoperte” ed ep.10 “Rinascere”

Rinascere

Progetto grafico a cura di AstreaLux

Lunedì’ 28 gennaio, su Rai Uno è in onda la puntata n. #5 con gli episodi 9 e 10 della serie TV La compagnia del cigno, regia di Ivan Cotroneo. Come c’era da aspettarsi, puntate ricche di chiarimenti e nuove sorprese, ansie e conflitti tra i professori del Conservatorio Giuseppe Verdi e sette dei suoi migliori alunni.

Inoltre, un regalo, da parte del regista, al pubblico affezionato: il cammeo di MIKA nell’episodio n.9 dove interpreta l’immagine di sé stesso, presente nella fantasia di Sofia, la violoncellista del gruppo.

Il Prof. Luca Maroni è tornato a vivere con la moglie Irene che però, traumatizzata dalla perdita della figlioletta in un incidente stradale, scopertasi incinta, ha deciso di non tenere il bambino in quanto non pronta a ritornare a credere a una possibile felicità nella vita. La notizia che Irene non vuole il figlio in arrivo, destabilizza ancor di più il professore, che si lascia tentare una volta di più a intraprendere i suoi piani di vendetta contro l’ignaro responsabile della morte della figlia. Inoltre, il “bastardo” professore si trova a essere destituito dall’incarico di dirigere l’orchestra del conservatorio per il saggio finale, per via di alcune rimostranze presentate dai genitori degli studenti dopo lo scontro violento avuto con Matteo. Il gruppo dei 7 ragazzi che formano “La compagnia del cigno” si mobilita per convincere la direttrice a tornare sui suoi passi e, nello stesso tempo, per organizzare piccoli concerti per raccogliere i soldi necessari a comprare un nuovo violino a Matteo.

Rosario, invece, deve fare i conti con il desiderio della madre di riaverlo con sé e riesce a strappare al giudice una deroga: terminerà l’anno scolastico a Milano e, solo dopo, tornerà con la donna a Firenze. Inizialmente il ragazzo non la prende bene ma poi capirà che l’amicizia è un valore universale e che amici si può essere anche vivendo distanti. 

Barbara e Domenico vivono il loro amore ormai apertamente e Barbara presenta il ragazzo ai suoi: ricchi e borghesi, i genitori di Barbara non vedono molto di buon occhio la scelta della figlia ma decidono di darle la possibilità di vivere la sua storia d’amore in serenità. Non così il padre di Domenico che è deciso a osteggiare quella che crede sia una rinuncia esagerata – Domenico ha deciso di non suonare l’assolo insieme a Barbara al saggio finale del conservatorio – e che va a discapito della sua carriera, buttando all’aria tutti i sacrifici fatti dall’uomo per permettergli di vivere la sua arte. 

Matteo, invece sente che il Prof. Maroni ha problemi che sono al di fuori dell’esclusione dalla direzione del concerto e affronta il Maestro nell’esatta maniera in cui l’uomo a sua volta aveva costretto il ragazzo a guardare in faccia ai suoi demoni: dopo uno scontro piuttosto animato, Luca Maroni rinuncia alla sua vendetta contro l’investitore della figlia, proprio grazie alla testardaggine di Matteo ma, tornando a casa, chiede alla moglie di uscire dalla sua vita. 

Molte sono state le critiche rivolte a questa serie TV che, tutto sommato è particolarmente piacevole e racconta di un mondo, quello dei conservatori e dei licei musicali, ancora molto poco conosciuto. La narrazione è veloce, piacevole, e tutti i personaggi sono particolarmente a fuoco, reali e plausibili. Una nota di perplessità, però c’è da far osservare: l’eccessiva severità del professor Maroni, quasi brutale e a volte violenta non appare né realistica – rapportata ai giorni nostri – né educativa. Inoltre, la reazione dello studente, Matteo, che dopo esser stato provocato oltre il limite della sopportazione aggredisce il professore fisicamente e la passa liscia senza neppure una sospensione o una sanzione punitiva, non solo non è plausibile ma neppure valido ai fini pedagogici, dati gli innumerevoli casi di violenza sui professori nelle scuole in questi ultimi anni. Meraviglia che una rete come Rai Uno abbia permesso il veicolare di un simile messaggio. Certo, ci vuole un bel po’ di sospensione di incredulità per accettare questa cosa e ritenerla solo un episodio infelice, ma la perplessità rimane. 

In ogni caso, una fiction che per la sua freschezza e originalità avvince e tiene incollati allo schermo.

 

 

Snow White

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