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Recensione Serie Tv: La casa di carta – Stagione 3

La casa di Carta

 

La terza stagione del ‘La Casa Di Carta’ incomincia con l’incontro di una vecchia conoscenza: Arturo, l’ex direttore della Zecca di Stato. Dopo quasi tre anni dalla rapina, il caro Arturito è diventato pressoché un eroe che scrive libri e tiene conferenze, sostenendo che la banda era un gruppo terroristico. Nel frattempo ci viene mostrato anche che fine hanno fatto gli ex rapinatori; Tokyo e Rio vivono su un’isola caraibica, Helsinki e Nairobi si trovano in Argentina, mentre Denver e Stoccolma (Monica) abitano in Indonesia con il loro bellissimo bambino. Il professore, che è il solo a sapere dove si trovano gli altri membri della banda, vive invece in Tailandia insieme all’ispettore (Raquel/Lisbona), sua figlia e sua madre.
Ma tutto cambia quando Tokyo decide di andare via dall’isola sulla quale vive insieme a Rio.
Rio, che senza di lei non può stare, le dà un telefono satellitare con il quale si potranno sentire; e solo dopo tre giorni succede quello che non si sarebbero mai aspettati: vengono intercettati. Mentre Tokyo riesce a scappare, Rio al contrario viene catturato. Grazie ad un flashback, ci viene mostrato cosa è successo sulla nave dopo la rapina e cosa la banda dovesse fare in caso di emergenza: memorizzare un numero di telefono con il quale si possono mettere in contatto con un trasportatore che poi li porterà dal professore.
Tokyo sarà la prima ad utilizzare quel numero e anche la prima ad arrivare dal professore. Rio, invece, viene portato in carcere, ma la notizia non viene diffusa dai media: è chiaro che nessuno lo voglia dire, per non far pensare che vogliano torturarlo e avere notizie degli altri membri della banda. Vengono quindi convocati tutti gli altri componenti della banda. Il nuovo piano escogitato per salvare Rio, prevede la rapina della banca di Spagna, piena di lingotti d’oro.
Il piano di azione li porterà tutti quanti in Italia, dove incontreranno un vecchio amico di Berlino, con il quale la nuova rapina era stata escogitata inizialmente. Il giorno stabilito per l’azione prevede che a Madrid venga scatenato il caos grazie a dei dirigibili, che faranno cadere migliaia di euro dal cielo; seguito da un video-messaggio.
Il piano per entrare nella banca prevede che tutti i componenti della banda facciano finta di essere membri dell’esercito. Ma non sarà semplice portare fuori i lingotti, perché chi ha progettato il caveau, ha studiato un sistema che causa l’allagamento della stanza uccidendo chiunque provi ad aprire la porta.
Tokyo e Nairobi hanno il compito di portare via il governatore, ma la loro missione non è semplice, e Tokyo è costretta a improvvisare. Le cose prendono una brutta piega e alla fine le ragazze rischiano di essere uccise. In soccorso di Tokyo e Nairobi arrivano anche gli altri membri della banda, guidati da Palermo, ma le cose si complicano ulteriormente e nel corso del conflitto a fuoco, viene colpito da schegge di vetro proprio agli occhi. La banda riesce comunque a fermare gli uomini del governatore.
Il piano deve continuare e Nairobi si occupa insieme agli altri del caveau. Viene infatti aperto un buco per entrare e creare una ulteriore stanza. Le condizioni di Palermo sono gravi. Nel frattempo arrivano fuori dalla banca i Servizi Segreti, il cui capo, che prende il comando, decide di chiamare una donna; è lei che sta interrogando e torturando Rio da giorni.

 

La casa di carta

 

Fuori dalla banca ci si prepara a intervenire, prima con gli elicotteri, poi se qualcosa andasse storto, con i blindati. Arturo viene portato nelle tende e indica in Denver il capo della banda, l’obiettivo su cui puntare. Allo stesso tempo, all’interno dell’edificio, il governatore si rifiuta di dare il codice per entrare nel caveau. Denver decide, quindi, di usare le maniere forti per convincerlo: lo colpisce e gli provoca un infarto. Grazie all’intervento di Nairobi la vita del governatore è salva e quando l’uomo si risveglia, la ragazza gli mostra quello che stanno facendo con l’oro, lo stanno fondendo e poi trasformando in piccoli granelli.
Per quanto riguarda le cassette rosse, la banda trova un’altra soluzione in mancanza del codice di sicurezza. Il piano riesce alla perfezione e la stanza viene aperta. Quando ormai gli uomini delle forze speciali sono pronti per entrare nella banca, Denver esce con una bandiera bianca e le cassette. Dentro ci sono i segreti di tutta la Spagna e non solo. Per gli uomini di Tomayo inizia la ritirata.
Sierra per contrattaccare i rapinatori fa la sua proposta: il professore ha i segreti di Stato, ma nessuno sa che cosa contengano veramente quelle cassette rosse. Quindi suggerisce di dare altri documenti, inventati, alla stampa. E quando avranno i documenti veri, il tempo per verificare le fonti sarà sufficiente agli agenti per entrare in banca. Ed è così che i documenti falsi vengono mandati ai media e il professore capisce che si stanno preparando per entrare. A seguito di questa mossa, Sergio decide di proporre uno scambio alla donna: Rio in cambio di quaranta ostaggi, e lei accetta.
Dalla banca escono i 40 ostaggi, come promesso, oltre a Rio però ad entrare nella banca sarà anche Arturo. Una volta che il ragazzo si trova all’interno dell’edificio, racconta quello che gli è stato fatto e in seguito gli verrà trovato anche un microfono addosso, che servirà poi per prendersi gioco degli agenti. Ma in realtà è solo un piano per prendere tempo perché Raquel è in pericolo. Quando Sierra capisce quello che sta succedendo decide di prendere in mano la situazione. Ha osservato tutte le foto della banda e ha capito che deve colpire al cuore. Per questo motivo porta in mezzo alla piazza, davanti alla banca, un pupazzo. E’ il pupazzo che Nairobi usava con suo figlio. Nel pupazzo, che viene portato nella banca, c’è un cellulare. Sierra fa sapere a Nairobi che suo figlio è con lei e la invita a guardare fuori dalla finestra. Una mossa che costa caro alla donna, che viene colpita da un cecchino.
Nel frattempo due contadini trovano Raquel, ma non hanno intenzione di aiutarla. Arriva la polizia e Raquel viene trovata. Sanchez, su ordine di Sierra, fa finta di ucciderla sapendo che il professore sta ascoltando tutto. Sergio, disperato pensa di aver perso per sempre Lisbona e ordina ai suoi di dichiarare guerra. Mentre Monica ed Helsinki si prendono cura di Nairobi, un blindato sta per arrivare davanti alla porta. Rio e Tokyo impediscono che succeda sparando un missile. Così facendo però provocano la morte di poliziotti.

 

la casa di carta

Non so voi, ma io ero molto carica per questa nuova stagione de La Casa Di Carta, non vedevo letteralmente l’ora di godermi ogni singolo episodio. In parte il mio entusiasmo è stato ripagato, in altri casi purtroppo no. 

Alcune cose devo ammettere non mi sono piaciute proprio per niente: ho trovato assurdo che Tokyo voglia lasciare un’isola caraibica. Insomma, chi mai lo farebbe? Ma soprattutto che dopo tutti quegli anni come fuggitivi abbiano potuto dimenticarsi della possibilità di essere intercettati. Non serve dire che Tokyo anche in questa stagione è rimasta quella che ‘causa’ non pochi problemi e il tutto viene anche mostrato grazie a Denver, che è risentito per il fatto che tutti loro debbano mettersi in pericolo per una ‘sbadataggine’, chiamiamola così, di Tokyo. Oltre a ciò non mi è piaciuto neanche il fatto che, dopo che Rio è stato rilasciato e fatto entrare nella banca, e quindi la situazione sembra in parte risolta, i due innamorati si lascino. Che senso ha?!

A parte alcune piccolezze, la stagione è stata ricca di azione e di momenti emozionanti. Ho adorato le scene e gli scontri tra Nairobi, Helsinki e Palermo. Il finale e anche l’ultimo scontro a fuoco che ha proprio come vittima Nairobi è un’emozione unica. Impossibile non piangere in quei momenti.

 

 

la casa di carta

Mi sono piaciuti un po’ meno tutti quei flashback su Berlino; avrei preferito che ce ne fossero di meno e che fosse ricordato come il grande personaggio che era. Ho trovato molto originale l’idea di introdurre Sofia, che nel suo piccolo ha avuto un ruolo importante e aggiungerei simpatico.

Ho adorato anche l’ipotetica morte di Lisbona. La tensione di quelle scene è ancora palpabile tutt’oggi, come la disperazione e il dolore del professore. Ma sono altrettanto curiosa di sapere come reagirà quando scoprirà che in realtà Raquel è viva e che era tutta una farsa.

Arturo come al solito si è rivelato un personaggio abbastanza inutile, che porta solo scompiglio e problemi, ovunque passi. Ho trovato abbastanza squallido il suo atteggiamento nei confronti di Stoccolma che, nonostante gli scontri con Denver, gli rimane fedele e con il quale ha cresciuto un bambino bellissimo, come ci viene fatto vedere nelle poche scene a lui dedicate.

Ho trovato molto carine anche parecchie scene tra Raquel e il professore, nonostante lei la sopporti poco e la loro coppia non sia tra le mie preferite.

Mi sono piaciuti i nuovi personaggi, forse un po’ meno Palermo che ha degli atteggiamenti un po’ spigolosi e Sierra, che è la cattiva della situazione. Mi fa quasi rimpiangere Joffrey del Trono Di Spade. Stupende e originali, invece, le scene del caveau!

In conclusione, ammetto di essere molto curiosa di scoprire come sarà la nuova stagione, dall’altra parte sono un po’ restia perché non vorrei che rovinassero completamente questa serie, sia con un orrendo finale, sia trascinandola troppo per lunghe.

 

 

 

Eve

Eve
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